Prescrizione: Ermini (Csm), 'improcrastinabile riforma che riduca i tempi del processo'

di Adnkronos

Taormina (Messima), 18 ott. (Adnkronos) - "Voglio essere molto chiaro: abolire la prescrizione, senza prima introdurre strumenti per rendere rapida e certa la durata dei processi, lo giudico un errore. Un errore che rischia di ricadere sulle spalle dei cittadini, perché alla fine saranno loro a pagarne il conto: non solo gli imputati, ma anche le parti offese e le vittime di reato che dovranno attendere anni e anni prima di avere una sentenza. Un processo senza fine è la negazione del diritto e del principio costituzionale della ragionevole durata". E' la presa di posizione di David Ermini, vicepresidente del Csm, intervenendo al congresso straordinario delle Camere penali a Taormina (Messina). "Una riforma organica del processo che riduca sensibilmente i tempi è dunque non solo necessaria ma improcrastinabile - dice - Di recente un giornalista mi ha chiesto se non sia velleitario l’obiettivo di 4 anni fissato dal guardasigilli. Io gli ho risposto che è un obiettivo giusto. Lo ripeto anche qui: è un obiettivo sacrosanto, perché la celerità di un processo è la prima e fondamentale garanzia, ed è segno di civiltà. Ma celerità e tempi certi non possono e non devono intaccare il diritto di difesa e le altre garanzie processuali". E ancora: "Gli interventi sul processo, in altri termini, devono tenersi alla larga da tentazioni e logiche di mero efficientismo aziendale e produttivistico. Se il processo, come mi ostino a ripetere, è luogo di rispetto della dignità della persona e misura del grado di salute dello stato di diritto e della democrazia, non è pensabile che la speditezza processuale, speculando sulla fragilità delle parti, possa in realtà trasformarsi da garanzia e diritto dell’imputato e della vittima in compressione di garanzie fondamentali. Un processo deve essere sì celere, ma deve anche rimanere giusto. Qualsiasi altra soluzione, qualsiasi riforma varata per accorciare i tempi e la durata che non tenesse fermo il diritto di difesa, si porrebbe inesorabilmente contro il dettato costituzionale". "E aggiungo un’ovvietà, su cui però è sempre bene insistere. Nessuna legge, per quanto buona, basta da sola a rendere il sistema giustizia più efficiente: se si vuole davvero incidere sulla durata dei processi bisogna dare ai magistrati strumenti, personale, stanze e aule. Occorre investire e assumere, occorre incrementare le risorse e potenziare procure a tribunali. Devo dire che in questi ultimi anni un’inversione di rotta in questa direzione c’è stata. Il ministro Orlando nella precedente legislatura e ora il ministro Bonafede hanno avviato significativi piani di reclutamento – è previsto un aumento di organico di 600 magistrati e l’assunzione di circa 9.000 amministrativi – e rafforzato gli stanziamenti anche nel campo infrastrutturale e dell’edilizia giudiziaria. Nei prossimi mesi si dovrebbe iniziare a raccogliere i primi risultati".