Mafia: Marzia Fragalà, 'mio padre ucciso 11 anni fa perché dava fastidio ai boss, ora verità' (2)

di Adnkronos

(Adnkronos) - "A Cosa nostra ha dato fastidio che mio padre garantisse la posizione dei suoi assistiti. E se riteneva giusto che il suo cliente collaborasse e parlasse dei fatti, glielo faceva fare, senza esitare. Quindi, in questo modo, andava contro il 'codice' di Cosa nostra secondo cui non bisogna mai patteggiare o collaborare - racconta - Il malcontento nell'organizzazione mafiosa è derivato da questo. Infatti non fu più nominato da grossi boss mafiosi ma da gente che non ricopriva ruoli apicali in Cosa nostra". Per i giudici che hanno emesso la sentenza, Enzo Fragalà è stato ucciso per la sua "attività professionale". "Intento precipuo dell'organizzazione mafiosa Cosa nostra era quello di impartire una punizione al professionista, 'reo' di aver assunto in procedimenti penali per reati di mafia posizioni non conformi agli interessi del sodalizio e per ciò appellato quale 'sbirro' - si legge nelle motivazioni - colpevole dunque di aver esercitato liberamente il proprio mandato difensivo, senza condizionamenti esterni e secondo i canoni deontologici della propria professione, nell'esclusivo interesse della posizione processuale rappresentata". Per la Corte d'assise la "punizione, per le modalità attuative e la notorietà della vittima designata, doveva assumere una evidente valenza simbolica e dimostrativa" ed era "rivolta non già al solo professionista, ma anche all'intera avvocatura palermitana". Ne è convinta anche la figlia Marzia. "La violenza efferata dell'aggressione - dice - era proprio il simbolo per dare una 'lezione', un avvertimento alla classe forense tutta. Più crudeltà e più forza loro dimostravano in questo gesto, più la classe forense si sarebbe piegata. Ma non è accaduto".