La Via del Samurai, Bushidō, giorni da incorniciare per i "guerrieri" sardi del katori shinto ryu

Nel museo del Consorzio della Marmilla Sa Corona Arrubia (Sardegna) sono ancora in mostra, e lo saranno sino al 21 luglio, le antiche armature, spade e oggetti autentici della casta guerriera dei Samurai

di PSO

“Undicimila presenze, stiamo avendo un successo imprevisto: un miracolo”, ha commentato Francesco Sanna, il presidente del Consorzio della Marmilla Sa Corona Arrubia (Sardegna). Il miracolo lo ha fatto la mostra “La Via del Samurai, Bushidō”. Nel museo di Villanovaforru (CA) sono in mostra, e lo saranno sino al 21 luglio, antiche armature, spade e oggetti autentici della casta guerriera dei Samurai. L’occasione giusta per conoscere le gesta di questi uomini, il cui nome deriva dal verbo, saburau ("servire" o "tenersi a lato"): "colui che serve".

“E' stata un scelta vincente, anche dal punto di vista economico, per tutto il territorio”, ha spiegato ancora Sanna. Il presidente ha anche messo in evidenza una verità che spesso resta nascosta negli ambiti delle palestre: in Sardegna c’è un nucleo di atleti che si esercitano nel katori shinto ryu, una delle più antiche scuole di Koryū (古流) Bujutsu (武術) tuttora esistente (fondata nel 1447 nel tempio shintoista di Katori). Il gruppo, che fa capo a uno dei più grandi interpreti di questa disciplina in Italia, il Maestro Andrea Re, direttore tecnico dell’Accademia Italiana di Spada Giapponese (Milano). “Re è  il nostro riferimento per la pratica dello Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu - Hatakeyama Ha”, ha detto il Maestro Antonello Corona, che pratica e allena nella sua scuola di San Gavino (SU).

La presenza di questi uomini, che con le loro esibizioni hanno dato un saggio della loro bravura, è stato un valore aggiunto a tutta la manifestazione. “E’ come se due mondi lontani, ma vicini nella pratica, si fossero finalmente incontrati”, ha detto Sanna: “non sapevo che in Sardegna ci fossero cultori di questa arte guerriera. Li ringrazio per quanto hanno saputo dare al pubblico: con le loro dimostrazioni pratiche di combattimento hanno dato un senso compiuto a tutta la kermesse”. E in effetti “i samurai sardi” hanno offerto uno spettacolo davvero inatteso.

La mostra, patrocinata dalla Regione Autonoma della Sardegna, presenta in esclusiva al pubblico meravigliose opere di assoluto valore storico (dal XV al XIX secolo) appartenute ai guerrieri samurai e provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Stibbert di Firenze. Sebbene ufficialmente un impero, il Giappone è stato governato per circa sette secoli (dal 1185 al 1868) da questa casta militare (buke), che ha lasciato all’imperatore una sovranità solo apparente e un ruolo più religioso che politico. I samurai, detti anche “bushi” (guerrieri), sono stati di fatto gli amministratori del Paese del Sol Levante, con una organizzazione di stampo feudale al cui vertice vi era lo “shōgun”.

È con la loro affermazione che nasce l’ideale della Via (o delle Vie), noto come “bushidō”. Una concezione morale ed estetica che ha come obiettivo il raggiungimento della perfezione e che, nel caso dei samurai, si basava su valori fondamentali quali il dovere e la dedizione ad una causa (giri), la benevolenza verso i vassalli e il servizio verso il proprio signore (goon to hōkō) e la conciliazione tra arti militari e letterarie (bunbu ryōdō). Valori perduti ma non dimenticati.

In Sardegna ci sono 4 Dojo (luogo di pratica) autorizzati che fanno riferimento all’Accademia Italiana di Spada Giapponese e all’Istituto Iaido Italia; l’organizzazione e il coordinamento dei gruppi in Sardegna delle due “Koryu” (scuole antiche) è del Maestro Massimiliano Zonza.

•       Dojo di Cagliari: si trova in via Ticca,10 c/o Life Fitness –  orari di pratica  lunedì e venerdì dalle 19:30 alle 21:00 - Responsabile Massimiliano Zonza e Antonello Crabu

•       Dojo di Sassari: si trova in Via Solari c/o liceo Scientifico 2 – orari di pratica  lunedì e mercoledì dalle 20:00 alle 22:00 - Responsabile Salvatore Sechi

•       Dojo di San Gavino Monreale: si trova in via Tagliamento,40 c/o Dojo Sen No Sen  - orari di pratica martedì dalle 18:00 alle 20:00, sabato dalle 16:00 alle 18:00 - Responsabile Antonello Corona

•       Dojo di Nuoro si trova in via Dessanay c/o gli impianti sportivi dei Salesiani – allenamenti periodici – Responsabile Antonello Crabu.

Il programma di studi si accentra sull'insegnamento dell'uso della spada giapponese, che tra le armi tradizionali è considerata l'arma principale. L'apprendimento delle ulteriori armi tradizionali, ne completa lo studio.

 Il programma prevede quindi un utilizzo progressivo di più armi:

•       Katana, spada lunga

•       Bo, bastone lungo (180 cm)

•       Naginata, alabarda (lama di spada su un'asta lunga)

•       Kodachi, spada corta

•       Ryoto, due spade (katana e wakizashi)

•       Yari, lancia

•       Shuriken, piccole armi da lancio

L’Istituto Iaido Italia  con sede a Milano  è il riferimento per la  pratica del  ”Hoki Ryu -Nakazono Ha”, coordinatore e formatore il M° Andrea Re, direttore tecnico dell’Istituto.

Lo Iaido, tra le arti marziali giapponesi, rappresenta lo spirito più puro dell’anima del Samurai. Si basa sulle tecniche di  estrazione veloce  della spada e di taglio.  Il principio filosofico dello Iaido può essere rappresentato dalla massima “Saya no Uchi”, ovvero la capacità di vincere senza sfoderare la spada. Il praticante di Iaido infatti, partendo da tecniche e tattiche di vittoria nel combattimento, reagendo ad un attacco improvviso (per questa ragione la spada è ancora nel fodero), lavora per un miglioramento interiore costante. Numerose sono le scuole di Iaido oggi presenti e attive. IAI-IaidoItalia si occupa della promozione delle Scuole Antiche o Koryu, cioè delle Scuole originarie dei Samaurai Giapponesi, differenziandosi in questo dalle scuole moderne di Iaido, elaborate dopo la II guerra mondiale e strettamente collegate alla pratica del Kendo. La principale Koryu praticata all’interno di IAI-IaidoItalia è l’Hoki Ryu, prestigiosa Koryu, considerata tra le tre principali scuole di Iaido del Giappone. La forma praticata si attiene alla versione definita “Nakazono Ha” che ha nel Maestro Kumai il proprio massimo riferimento tecnico.

 

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, la biglietteria chiude alle 18.00