Sardegna bianca per il Covid, primi test agli arrivi al porto di Olbia. I passeggeri apprezzano ma chiedono più celerità

Oltre 600 persone sono arrivate sull'Isola. Ad accoglierle due postazioni e gli operatori di Ats, Capitaneria di porto e protezione civile, oltre alle forze dell'ordine. 

Sardegna bianca per il Covid, primi test agli arrivi al porto di Olbia. I passeggeri apprezzano ma chiedono più celerità
di Tiscali News

È toccato al porto di OIbia testare per primo il nuovo sistema di controlli sanitari per chi arriva in Sardegna, istituito dall'ordinanza firmata alcuni giorni fa dal governatore Christian Solinas con l'obiettivo di preservare l'isola dalla diffusione del contagio da Covid-19 e mantenere lo status di zona bianca.Tra le 6.30 e le 7.30 di stamattina hanno attraccato tre navi, due provenienti da Livorno e una da Civitavecchia, con a bordo complessivamente circa 600 persone.

Ad accoglierli alla stazione marittima due postazioni e gli operatori di Ats, Capitaneria di porto e protezione civile, oltre alle forze dell'ordine. 

I controlli sanitari

Inizialmente sono stati fatti transitare nell'area di controllo sanitario tutti i passeggeri della prima nave, arrivata puntuale dalla Toscana con a bordo oltre 300 persone. In seguito sono stati apportati alcuni correttivi per consentire agli autotrasportatori di non perdere tempo rispetto alla loro tabella di marcia, ma anche per far sì che le persone già sottoposte a tampone con esito negativo entro le ultime 48 ore potessero lasciare lo scalo senza ingrossare la fila all'ingresso dei controlli. Agli autisti dei mezzi che dovranno lasciare la Sardegna entro domani sera è stato consentito di proseguire verso la propria destinazione senza attendere di essere controllati.

I passeggeri promuovono i test

Tra i viaggiatori ci sono soprattutto lavoratori, anche per effetto del divieto di spostarsi tra le Regioni, senza una reale necessità autorizzata, confermato anche nell'ultimo Dpcm da Draghi. Tra chi arriva per la prima volta in Sardegna e chi la frequenta abitualmente, la valutazione della scelta fatta dalla Regione per rendere obbligatori i test o il certificato di negatività o vaccinale per l'ingresso nell'Isola è positiva. "Se è fatto bene, il controllo non è un problema, almeno siamo tranquilli", dice un signore mentre attende di fare il tampone. "L'avessero fatto quest'estate sarebbe stato più intelligente - commenta - ma hanno fatto uno schifo assurdo". Un altro professionista che arriva dall'Isola d'Elba approva. "Il sistema è giusto, da qualche parte dobbiamo ricominciare e la stagione turistica sta arrivando", afferma. Anche se "un po' più di preavviso mi avrebbe consentito di fare il tampone prima di imbarcarmi, invece ho ricevuto un messaggio dalla compagnia solo sabato pomeriggio", lamenta. Dopo un'ora di fila però un libero professionista sbotta, e non è il solo. "Sono stato da poco in Sicilia, dopo 15 minuti dallo sbarco a bordo dell'auto ho fatto il tampone, ho atteso un'altra mezz'ora per l'esito, senza scendere dal mezzo, e sono andato via senza incorrere in assembramenti - dice - così invece è disorganizzazione allo stato puro, si creano file e disagi, Solinas guardi a cosa hanno fatto altrove, come in Sicilia".