In Sardegna torna la battaglia sulle accise: “Noi penalizzati”

In Sardegna torna la battaglia sulle accise: “Noi penalizzati”
di Agenzia DIRE

CAGLIARI - "Le accise sui prodotti petroliferi devono restare in Sardegna, colpita dall'emergenza energetica in maniera più pesante rispetto alle altre regioni d'Italia". A chiederlo sono i Riformatori, già promotori di un raccolta firme e di una lunga battaglia, tornata attuale, volta proprio a ottenere che le accise sulla benzina fabbricata in Sardegna restino alla Regione."La cronica fragilità del nostro tessuto economico, causata dall'insularità, rende la nostra terra più esposta allo shock energetico - spiega il capogruppo in Consiglio regionale, Michele Cossa -. Le famiglie sono prostrate, le imprese sull'orlo del tracollo, si rischia di superare il punto di non ritorno". Ma, prosegue, la Sardegna ha uno strumento a disposizione, "quello dato dallo Statuto, che all'articolo 8 norma le entrate della Regione. È ora di fare fronte comune nel richiedere un sacrosanto diritto del popolo sardo".Si tratta di risorse con le quali per il consigliere regionale sarebbe possibile superare l'attuale crisi energetica, "fondi da programmare in chiave anti-crisi. Un tema sul quale i Riformatori non hanno mai abbassato la guardia e che riteniamo strategico per affrontare le difficoltà che caratterizzeranno l'autunno e l'inverno". Dai calcoli precedentemente effettuati attraverso il Centro studi del partito, "alla Sardegna spettano oltre quattro miliardi di euro dalle accise sui carburanti prodotti in Sardegna - fa sapere Cossa - di questi la Regione ne incassa solo 560 milioni, perché lo Stato riconosce solo una quota del carburante consumato nell'isola".Risorse, conclude il consigliere regionale, che spettano da sempre alla Sardegna "e che mai abbiamo avuto davvero il coraggio di chiedere allo Stato. Abbiamo il dovere di riscrivere gli accordi Stato-Regione. Sappiamo che può apparire un obiettivo irraggiungibile, ma abbiamo già dimostrato - vincendo la battaglia sull'insularità - che uniti possiamo raggiungere obiettivi che oggi appaiono impensabili".