Paola Pinna: "Senza un cambiamento il Movimento 5 Stelle rischia di scomparire"

Paola Pinna: 'Senza un cambiamento il Movimento 5 Stelle rischia di scomparire'
di Michael Pontrelli

All’interno dei Cinquestelle il dibattito è sempre più rovente. Sullo sfondo rimane la vicenda di Adele Gambaro. Il voto sulla sua espulsione potrebbe spaccare il Movimento. Una conferma arriva dalla parlamentare sarda Paola Pinna, una delle voci più critiche della linea politica seguita da Grillo e dai suoi fedelissimi. 

Perché è contraria all’espulsione della Gambaro?
“Semplicemente perché sarebbe non coerente con i valori che hanno ispirato il Movimento e la campagna elettorale che abbiamo fatto”.

Esiste davvero il rischio di scissione se prevale la linea dura contro la senatrice? 
“Io penso che ci sia l’interesse ad evitarla perché sarebbe una ulteriore sconfitta”.

Ulteriore rispetto a quali altre sconfitte?
“ I risultati elettorali parlano chiaro. C’è poco da girarci intorno. O ci rimettiamo in discussione e affrontiamo le vere questioni che stanno sul tappeto o rischiamo di scomparire”.

Quali sono queste questioni?
“In primo luogo i metodi decisionali ovvero il coinvolgimento dei parlamentari che fino ad ora è mancato. Altro aspetto importante, a cui ho già accennato, è la coerenza che è mancata anche con gli attacchi a Rodotà e alla Gabanelli". 

Rispetto alle sue aspettative iniziali mi sembra di capire che ci sia molta delusione.
“Si, anche perché noi riceviamo le sollecitazioni dei nostri elettori. Sul linguaggio del blog, solo per dirne una, ho ricevuto tantissime lamentele”.

Se si dovesse arrivare a un distacco è vero che siete pronti a formare un governo assieme al Pd?
“E’ un problema che non si pone perché sono convinta che questo governo durerà, nessuno ha interesse a farlo cadere”.

Qualcuno afferma che state deludendo le promesse e anzichè occuparvi dei problemi del Paese vi state occupando solo di beghe interne.
"Non è vero. Per esempio abbiamo presentato una nostra mozione sulle riforme costituzionali. Il problema è che è passata inosservata e i nostri capigruppo anzichè denunciare il fatto hanno considerato la cosa come del tutto normale". 

Sull’attuale crisi del Movimento può aver inciso anche un problema di capigruppo? Crimi e la Lombardi sono stati all’altezza?
"Il loro compito non era sicuramente facile però effettivamente c’è stato un problema di coesione dei gruppi e di metodo nel modo in cui sono affrontate le varie tematiche. Sia Crimi che la Lombardi hanno avuto più un atteggiamento di esclusione che non di inclusione e sintesi sulle varie posizioni. Crimi in particolare è peggiorato nel tempo. Pensavo avesse maggiori potenzialità”.

E i nuovi capigruppo come le sembrano?
“Posso confidare in quello che succederà dopo Nuti. Villarosa potrebbe essere un buon capogruppo”.

Quindi anche Nuti è bocciato?
“Ha iniziato facendo accuse di compravendita di deputati e oscuri interessi. Io di queste cose non so niente. Se inizia a diffamare gratuitamente i colleghi non ha capito quale è il suo ruolo”.

In caso di scissione non avete paura di finire nel dimenticatoio? In fondo chi assicura le luci della ribalta al Movimento è Grillo.
“Questa non è una mia preoccupazione. Il mio obiettivo è lavorare bene, raccogliere le istanze del territorio, stare a contatto con i gruppi. Ognuno ha il suo modo di lavorare. Questo è il mio”.