La Salandra (FdI): “La mafia non si combatte generando sussidi”

La Salandra (FdI): “La mafia non si combatte generando sussidi”
di Agenzia DIRE

BARI - "Sono al lavoro per creare una filiera politica: deputati, consiglieri regionali e amministratori che lavorano in rete rispetto a progettualità che diventano poi proposte normative. Negli ultimi anni la filiera è andata persa, dimenticando che la politica è costruzione di filiere". Ne è convinto Giandonato La Salandra, candidato alla Camera per Fratelli d'Italia nel collegio plurinominale Puglia 1 (Foggia e Bat).Avvocato, 44 anni, papà di una bimba, La Salandra, in un'intervista alla Dire, spiega di aver dedicato "la prima fase della campagna elettorale agli amministratori locali vicini o legati a Fratelli d'Italia", partito di cui fa parte da sempre. La prima tessera risale al 1994 "era del Fronte della gioventù - dice - poi azione universitaria, la presidenza provinciale della Giovane Italia, fino a quando ho dato vita al comitato foggiano per sostenere Giorgia (Meloni, ndr) alle primarie contro Alfano"."SERVE UNA RIFORMA COMPLESSIVA E STRUTTURALE DELLE ZES"Quando Meloni lasciò il Popolo delle Libertà e decise di fondare FdI "non ho avuto esitazioni: ho seguito Giorgia. Anche perché - confida - non ammetto cambi di casacca, piuttosto resto a casa", dichiara, evidenziando che tra le prime proposte elettorali da rendere realtà c'è una "riforma complessiva e strutturale delle Zes, le zone economiche speciali". Cosa non va ora? "C'è troppa burocrazia - replica - e quella Adriatica deve essere riaperta. Nelle Zes vanno sviluppati piani relativi alla logistica e la provincia di Foggia necessita di una progettualità rispetto alla logistica. Penso anche che l'unica forma di transizione energetica passi per investimenti significativi sul ferro in modo da arrivare a un decongestionamento del trasporto su gomma".Parlando della criminalità organizzata, La Salandra aggiunge: "La mafia si combatte creando lavoro e non generando sussidi". Pensa al reddito di cittadinanza? "È uno strumento che va rivisto radicalmente perché si è sostituto al lavoro", sostiene e conclude: "Destra e sinistra esistono. E destra significa pensare che una persona si realizzi con il lavoro non lasciandola attaccata alla mammella dello Stato".