Torino, post antisemita su facebook: bufera sulla consigliera M5s

Torino, post antisemita su facebook: bufera sulla consigliera M5s
di Agenzia DIRE

di Adele PalumboROMA - "La consigliera Monica Amore ha chiesto scusa per aver pubblicato un post- grave e del tutto inaccettabile- che ha già provveduto a rimuovere. Ribadisco da parte mia e della Città la più netta presa di distanza". Risponde così la sindaca Chiara Appendino alle accuse rivolte alla sua consigliera di maggioranza, Monica Amore che nella giornata di oggi ha postato sul suo profilo Facebook una vignetta che riportava le sigle del Gruppo Gedi abbinate ad alcuni disegni di natura antisemita."Vedere certe immagini di propaganda antisemita fa male. Questi disegni, pieni di orridi stereotipi che la storia ci ha mostrato troppe volte, sono una ferita aperta negli organi di rappresentanza democratica della città- commenta l'assessore regionale Fabrizio Ricca-. La diffusione di materiale simile non può essere giustificata come frutto di un "errore". La città si aspetta delle scuse".Duro anche il segretario metropolitano del Pd, Mimmo Carretta. "C'è troppa leggerezza nell'aria, chiamiamola così. O, forse, a tanti piace pensare che sia così solo per cestinare frettolosamente certe brutte vicende. Ma è proprio approfittando della leggerezza che il tarlo dell'intolleranza prospera e fa proseliti". Anche da Italia Viva arriva la condanna al post: "Le vignette postate dalla consigliera Amore necessitano di una immediata presa di distanza da parte della Sindaca che rappresenta la Città di Torino medaglia d'Oro della Resistenza e le immediate scuse della consigliera stessa", commenta Davide Ricca.Risponde a distanza il Gruppo Movimento Cinque Stelle di Torino: "Oggi purtroppo una nostra consigliera ha pubblicato una card raffigurante le testate appartenenti al Gruppo Gedi, sulla quale a lato erano presenti delle vignette di matrice antisemita. Ha immediatamente rimosso il post, una volta notato il particolare ignobile, e si è scusata. Siamo di fronte a una disattenzione grave, che non rispecchia minimamente il pensiero nostro e della protagonista, la cui umanità è nota a tutti coloro che la conoscono. La Consigliera Amore, con modi avventati e non giustificabili, voleva porre una riflessione sull'editoria. Il mezzo utilizzato, una vignetta orribile, copre e allontana questa volontà. Motivo per cui ci uniamo alle sue scuse verso chiunque si è sentito offeso da una rappresentazione che evoca una delle pagine più buie della storia".