Lavoro domestico, nasce osservatorio 'Nuova Collaborazione' su fiscalità con centro Einaudi

Lavoro domestico, nasce osservatorio 'Nuova Collaborazione' su fiscalità con centro Einaudi
di Adnkronos

Torino, 7 ott.(Adnkronos) - Ha avuto luogo questa mattina presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali il convegno dal titolo ‘Inverno demografico e lavoro domestico. Le politiche per la famiglia in Italia: da costo a investimento con una nuova fiscalità organizzato da Nuova Collaborazione, associazione nazionale fondata a Torino nel 1969 che rappresenta e tutela gli interessi dei datori di lavoro domestico. E stata annunciata la nascita di un nuovo progetto di ricerca Nuova Collaborazione: l’Osservatorio sul lavoro domestico, in partnership con il Centro Einaudi di Torino. Al centro del progetto, nuovi modelli di politiche fiscali relativi al comparto del lavoro domestico. L’Osservatorio vuole essere uno strumento utile anche a livello politico e istituzionale per la definizione di nuovi modelli di sviluppo per il settore. Partendo dai primi dati analizzati e presentati durante il convegno da Giuseppe Russo (Direttore Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi) viene evidenziato come in Italia la forza lavoro necessaria per il futuro sia totalmente assente per mancata nuova natalità. Il nostro Paese, inoltre, si attesta al 32esimo posto per inclusività del lavoro, è un paese in cui si evidenzia la presenza di lavoro irregolare e ci si astiene dal lavoro stesso per carenze di home-caring.

Il focus dell'incontro – introdotto da Alfredo Savia (Presidente nazionale NC Nuova Collaborazione) e moderato dal giornalista Francesco Antonioli (Direttore di Mondo Economico) – è stato il lavoro domestico e il suo rapporto con le politiche per la famiglia – da decenni, purtroppo, nel dimenticatoio dei decisori pubblici – analizzato alla luce dei problemi della demografia e della fiscalità. Il tema è stato, innanzitutto, inquadrato grazie alla relazione del demografo Alessandro Rosina (Università Cattolica del Sacro Cuore Milano), che si è interrogato sul destino dell’Italia a diventare "un Paese per vecchi", della sociologa Chiara Saraceno (Honorary fellow Collegio Carlo Alberto Torino), che ha evidenziato come la famiglia sia da tempo il "fanalino di coda" dello sguardo politico italiano, e – infine – dell’economista Giuseppe Russo (Direttore Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi), che ha lanciato alcune innovative ipotesi su possibili modelli di fiscalità per la famiglia. Le analisi presentate dai docenti universitari, sono, poi, state commentate in una tavola rotonda che – tra gli altri – ha visto gli interventi di Filippo Breccia Fratadocchi (Vice Presidente NC Nuova Collaborazione), di Gianluigi De Palo (Presidente Forum delle Associazioni Familiari), di Pierluigi Dovis (Direttore Caritas Torino e Piemonte - Valle D’Aosta), di Alessandro Lupi (Vice Presidente CASSACOLF), di Giulio Mattioni (Coordinamento statistico attuariale della Direzione generale INPS) e della scrittrice Enrica Tesio (autrice di «Tutta la stanchezza del mondo» Ed. Bompiani).

«Il lavoro domestico è un argomento spesso assente dal dibattito e dalle politiche per la famiglia», ha commentato Alfredo Savia, Presidente nazionale NC Nuova Collaborazione, «che, a loro volta, scontano il fatto di essere – da decenni – nel dimenticatoio dei decisori pubblici. Per questa ragione con questo convegno abbiamo deciso – in un momento critico e delicato per l’Italia – di guardare al futuro, ragionando sui problemi della demografia e della fiscalità, e di mettere sotto la lente le priorità strategiche con cui sostenere concretamente il tema della "cura" e del welfare con uno sguardo lungo. Ci rivolgiamo alle Istituzioni e chiediamo di intraprendere un nuovo percorso per l’attuazione di alcuni provvedimenti legislativi strutturali in favore della famiglia e del lavoro domestico. Tra questi richiediamo in modo urgente, anche al nuovo Governo, la defiscalizzazione del lavoro domestico al fine di aiutare in modo concreto le famiglie che impiegano in modo regolare figure professionali quali colf, badanti e babysitter, diventate un punto di riferimento per il sistema organizzativo familiare. Auspichiamo l’introduzione di sostegni alle donne che assumono personale domestico e provvedimenti di welfare nei confronti dei bambini e del tema della natalità in generale. Speriamo anche che, le risorse del Pnrr, vengano destinate in modo strutturato e razionale alle famiglie - comprendendo quindi anche la categoria dei datori di lavoro domestico, al fine di rivedere in modo strategico e lungimirante le tematiche del welfare in Italia".