Asti, Papa Francesco "Indifferenza è contagio letale"

Asti, Papa Francesco 'Indifferenza è contagio letale'
di Italpress

ASTI (ITALPRESS) - "Tante cose non vanno nella chiesa, ma poi facciamo qualcosa, o solo guardiamo. Guardiamo Gesù per trovare il coraggio di guardare a noi stessi, per farci servi e regnare con lui". Papa Francesco ha concluso così la sua omelia nella cattedrale di Asti, mentre ordinava un giovane sacerdote. "Gesù è il re di noi e dell'universo, è nei buchi neri dell'odio e dell'abbandono. Non è facile capirlo, perché se è il re dell'universo, è anche il re della mia esistenza?" aggiunge. "Gesù è il modello per chi si avvicina al sacerdozio. Lui non osserva la tua vita per un momento, ma rimane sempre a braccia aperte, e dice nel silenzio, che niente gli è estraneo" ha proseguito il Santo Padre. "Gesù ci dà la possibilità di regnare nella nostra vita se ci arrendiamo al suo amore mite, che sempre ti perdona. Noi ci stanchiamo di perdonare, lui mai. Sempre ti rimette in piedi e ti restituisce la tua dignità. Dobbiamo amare lui, per liberarci dalla schiavitù dell'Io. Lasciamoci amare, sentiamoci dire 'con me sarai nel paradiso' come disse sulla croce" prosegue. "Non abbiamo un Dio ignoto e lontano, è un Dio vicino, è lo stile di Dio la vicinanza. Non ha un altro stile, è vicino, misericordioso e tenero. Compassionevole" ha aggiunto Bergoglio. Riandando al Vangelo della crocefissione di Gesù, Bergoglio ricorda: "E ora cosa possiamo fare? Il vangelo ci pone due strade: c'è chi fa lo spettatore e chi si lascia coinvolgere. Molti sono gli spettatori che guardano Gesù morire in croce, non cattiva gente, ma lo guardiano curiosi e indifferenti, senza chiedersi cosa possono fare" spiega "è il contagio letale dell'indifferenza". "L'onda del male si propaga così, prima si prendono le distanze, poi ci si abitua, e si guarda dall'altra parte. E accade anche per la fede, se non c'è coinvolgimento, si diventa cristiani all'acqua di rose, sono quelli che non pregano e non si curano degli altri. Sono cristiani superficiali" rimarca il Pontefice. "Se noi abbiamo fiducia in Gesù, non fate della spiritualità un trucco, Dio è acqua e sapone, diretto e pulito. Non siamo al mondo solo per salvare noi stessi, ma per intercedere e salvare gli altri. Oggi Gesù ci guarda a braccia aperte, sta a noi scegliere se essere spettatori o coinvolti. Cosa facciamo? Dobbiamo passare dal se delle scuse, al sì del fare" conclude.(ITALPRESS).Photo Credits: xb2 xb2/trl/red 20-Nov-22 11:54