Maxi risarcimento per la morte del piccolo Amos, parla il sindaco di Offagna

LaPresse

Un bimbo di 7 anni, Amos Guzzini, cade nel pendio non segnalato e coperto da erbacce al confine con un cantiere edile e muore dopo giorni di agonia. E' successo nel 1997 a Offagna, paese in provincia di Ancona, e da allora la vicenda ha avuto vari risvolti sia penali sia civili per l'amministrazione comunale. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza che ha fissato in 2 milioni e quattrocentomila euro l’entità del risarcimento dovuto dal Comune, ritenuto colpevole di "imprudenza, imperizia e negligenza", ai familiari di Amos. Ma da allora il paese è nel caos con il sindaco, Stefano Gatto, costretto a dimettersi perché in cassa non ci sono, e non riusciranno ad esserci, i soldi per il risarcimento. "Si interrompe questa legislatura - spiega - per una questione iniziata circa 18 anni fa. Siamo stati condannati a pagare quasi 2 milioni e 400mila euro. Abbiamo fatto ricorso alla Corte d'Appello e la sospensiva è arrivata per la metà della somma. Ci dicono di dover pagare questa somma e accantonare l'altra metà. Abbiamo provato a trattare ma siamo arrivati in base alle possibilità del comune ad offrire 800mila euro in 10 anni ma la risorsa è quel poco che copriva l'assicurazione e poi maggiori tagli e maggiori entrate". Il Comune rischia il default e ha fatto ricorso. "Abbiamo provato a trattare ma partire dal 26 scatta il dissesto. La città è preoccupata, pur dispiacendo per la morte di un bambino che oggi avrebbe dovuto avere 25 anni. Se avessimo avuto la somma non avrei battuto ciglio", ha concluso il sindaco.