Groppa al posto di Bresca, Pd su tutte le furie: “In maggioranza valori democratici assenti”

Groppa al posto di Bresca, Pd su tutte le furie: “In maggioranza valori democratici assenti”
di Agenzia DIRE

ANCONA - “Avevamo auspicato che il gravissimo strappo istituzionale maturato a luglio in seno all’ufficio di presidenza potesse essere recuperato in sede di consiglio. Purtroppo così non è stato: approvando la proposta di sostituire nella commissione per le Pari opportunità tra uomo e donna la figura di Raffaella Bresca, componente dimissionaria in quota al centrosinistra, con Eglantine Groppa, nome proposto dal centrodestra, la maggioranza ha compiuto un vero e proprio atto di prevaricazione nei confronti dell’opposizione, che certifica ancora una volta l’assenza dei più elementari valori democratici tra le sue fila. Del resto, non è un caso che, durante il dibattito consiliare, il più strenuo difensore di tale obbrobrio istituzionale sia stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, personaggio che, come noto, con gli strumenti della democrazia ha da sempre scarsa dimestichezza”. Le consigliere regionali marchigiane del Partito democratico Manuela Bora, Anna Casini e Micaela Vitri vanno al contrattacco commentando l’approvazione da parte del consiglio regionale dell’atto amministrativo per l’elezione in seno alla commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna di Eglantine Groppa in sostituzione della dimissionaria Raffaela Bresca."SORPRENDE CHE IL PRESIDENTE DELL'AULA SIA PROTAGONISTA DI UN INAUDITO COLPO DI MANO"L’atto era stato approvato lo scorso luglio dall’ufficio di presidenza con i voti del presidente del consiglio, Dino Latini, e dei consiglieri di maggioranza Luca Serfilippi e Gianluca Pasqui. Nella stessa occasione era stata respinta la proposta dei consiglieri di minoranza, Andrea Biancani e Micaela Vitri, che chiedevano di individuare una donna proveniente dalle fila del centrosinistra. “È chiaro che tale scelta- aggiungono le tre consigliere dem- sbilanci gli equilibri di rappresentanza all’interno della commissione Pari opportunità, violando gli accordi raggiunti a suo tempo tra maggioranza e opposizione. Ma se da Ciccioli e dagli altri consiglieri di maggioranza c’è poco da aspettarsi, sorprende che a rendersi protagonista di questo inaudito colpo di mano sia stato il presidente Latini, il quale, da Statuto, dovrebbe svolgere con imparzialità un ruolo di garanzia a tutela di tutti i gruppi assembleari". Evidentemente, concludono Bora, Casini e Vitri, "Latini a forza di assecondare ogni manovra dei suoi alleati, sempre pronti a occupare ogni posto appena se ne presenta l’occasione, ha dimenticato il principio democratico che sancisce come le istituzioni appartengano a tutti e non a chi temporaneamente ricopre incarichi di governo”.