Scuola: preside Ite Tosi, 'la quarantena termina a decimo giorno per tutti, o privacy violata'

di Adnkronos

Roma, 24 set. (Adnkronos) - Fine quarantene dei vaccinati 'rispedite' dai dirigenti scolastici al mittente, l'Asl di riferimento, perché violerebbero la privacy degli studenti; presidi 'rincorsi' dai genitori dei vaccinati che rivendicano il diritto dei figli a tornare in classe al settimo giorno, non il decimo. Mentre mamme e papà denunciano ai dirigenti scolastici i casi di prof che fanno alzare la mano ai vaccinati...fatto quest'ultimo su cui è dovuto intervenire ieri il Garante per la privacy chiedendo l'ntervento del Ministero. "E' tutta una contraddizione in termini. Nei ministeri non hanno idea della complessità del mondo della scuola; mandano circolari incuranti delle complicanze che la norma più banale può innescare", commenta all'Adnkronos Amanda Ferrario, dirigente scolastica dell'Istituto tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio, in provincia di Varese, che denuncia: "Guardi la circolare del ministero della Salute dello scorso 11 agosto in cui è differenziato il tempo di quarantena in 7 giorni per i vaccinati ed in 10 per i non vaccinati: Con questa procedura la privacy degli studenti al rientro della quarantena è violata. Ma per me gli studenti sono tutti uguali: dunque la quarantena termina al decimo giorno per tutti". "Tutti saprebbero altrimenti - spiega - che chi rientra al settimo giorno è vaccinato. Ma sono dati sensibili che io non posso recepire, come ha anche ribadito il Garante per la privacy e che quindi rispedisco al mittente". Il risultato? Genitori sul piede di guerra: "vogliono comunicarmi ad ogni costo lo stato vaccinale dei loro figli per rivendicare, in caso di avvenuta vaccinazione, il diritto a 3 giorni in meno di isolamento", riferisce la preside dell'Istituto frequentato da 2100 ragazzi. E ancora: "Io non posso ricevere dati sensibili, glielo dico, non voglio saperlo, ma premono per far rientrare i ragazzi a scuola e mi comunicano il dato che... rispedisco al mittente". (di Roberta Lanzara)