Sanità Lombardia, Zuccotti "Con un tecnico risposte più rapide"

Sanità Lombardia, Zuccotti 'Con un tecnico risposte più rapide'
di Italpress

MILANO (ITALPRESS) - "Apprendo dai giornali che è stata fatta una scelta politica" per la guida del nuovo assessorato al Welfare della Lombardia, ma l'auspicio "è che la regione torni a correre da un punto di vista socio-sanitario e poi anche economico", per farlo "ci vogliono decisioni concrete e forse un 'tecnico' avrebbe potuto darle più rapidamente". A parlare è Gian Vincenzo Zuccotti, primario di pediatria dell'ospedale Vittore Buzzi di Milano e preside della Facoltà di Medicina dell'Università Statale di Milano, contattato questa mattina dall'agenzia ITALPRESS, dopo che il suo nome è circolato nei giorni scorsi come possibile nuovo assessore della sanità lombarda, a fronte dell'ormai vicina dipartenza di Giulio Gallera. Il riferimento del medico è chiaramente all'arrivo, non ancora ufficiale ma accreditato da diverse fonti di Lega e Forza Italia, al vertice del Welfare regionale di Letizia Moratti, 71 anni, ex ministra dell'Istruzione, ex presidente della Rai ed ex sindaco di Milano, sostenuta da Silvio Berlusconi. Chiamato direttamente da Matteo Salvini "un po' di tempo fa", racconta Zuccotti, "di fronte alla proposta, avevo riflettuto molto, poi accettandola per spirito di servizio verso la Lombardia, pensando, come ancora penso, che in una situazione critica come quella attuale, qualcuno di 'tecnico' che conoscesse bene il sistema sanitario, le priorità di tipo assistenziale, e ricoprendo anche il ruolo di preside della Facoltà di Medicina, poteva dare un buon contributo. Poi non so cosa sarei riuscito a fare, ben conscio che non dipende tutto da una sola persona". Due giorni fa il segretario della Lega ha avuto parole di lode nei confronti del primario ("è un bravissimo medico, è una eccellenza lombarda"), per poi però frenare la sua 'volata' verso "Palazzo Lombardia, dichiarando: "E' utilissimo per quello che sta facendo". Zuccotti era quindi pronto all'incarico ma le dinamiche della politica avrebbero prevalso. "Sono convinto poi che in certe posizioni ci devono stare delle figure politiche, ma ci sono situazioni emergenziali in cui si chiamano i 'generali', in questo caso 'i medici', che conoscono meglio di altri i meccanismi della sanità territoriale, quelli ospedalieri e anche universitari - ragiona il prorettore ai rapporti con le istituzioni sanitarie dell'Università Statale -. Se si compie una scelta tecnica, è chiaro che ci si affida a una persona che ha delle opportunità in più per attivare una serie di canali, che permettono di far ricorso a una rete di contatti e conoscenze velocemente, facendo sintesi altrettanto rapidamente". Alla domanda se proprio questo è stato il problema dell'attuale assessore al Welfare Gallera, il primario del Buzzi risponde: "Ho sempre avuto stima nei suoi confronti per quello che è stato in qualche modo superato, capisco le difficoltà che ha incontrato e penso che non abbia potuto contare su una rete così capillare che un 'tecnico' ha a disposizione". "Ora - conclude - la Lombardia necessita di decisioni concrete rapide che non riguardano solo la pandemia, che c'è e rimane una priorità, ma la sanità lombarda non è solo il coronavirus: c'è tanto da fare, dalla riorganizzazione della medicina territoriale alla riforma delle legge 23 del 2015 sull' "Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo', che non si è riusciti a concretizzare. Spero che la Regione torni a correre, per il bene di tutto il Paese". (ITALPRESS). fmo/pc/red 07-Gen-21 11:18