Milano: De Corato torna in Consiglio comunale, 'è la prima linea, la vera politica'

di Adnkronos

Milano, 19 dic. (Adnkronos) - Riccardo De Corato, assessore lombardo, classe 1951, pugliese di Andria, ha aspettato quattro anni e mezzo per tornare a Palazzo Marino, dove ha trascorso 31 anni della sua vita. "Ho nostalgia della prima linea", ammette in un'intervista sulle pagine milanesi del Corriere della Sera. Ora che Stefano Parisi ha liberato il posto (lasciando la politica), dovrà accontentarsi di rivedere l'aula consiliare da un pc. "Questa cosa delle sedute online non mi dà la stessa soddisfazione: bisogna guardarli in faccia gli avversari. Ma avrò comunque qualche mese di divertimento", dice De Corato che entrò in consiglio nel 1985. "Fu un'emozione. Quell'aula ti mette soggezione. C'è passata la storia di Milano e d'Italia. Per un giovane venuto dal Sud, è stato un traguardo". Dall'arrivo in città nel luglio del 1973 alla stagione di Tangentopoli. "Il giorno dell'arresto di Mario Chiesa fu la fine di un'epoca. Stava crollando un sistema. A me veniva da ridere, ma c'era chi piangeva". Quando Milano diventò roccaforte del centrodestra, entrò in giunta. "Era il 1997. Ormai conoscevo benissimo la città e la macchina comunale. Ma sono stati anni intensi: abbiamo rimesso in moto Milano. Non dimenticherò mai il 7 dicembre 2004, l'inaugurazione della Scala dopo tre anni di lavori che non mi hanno fatto dormire la notte. Ero sempre sul posto: dai caseggiati popolari difficili ai quartieri allagati dal Seveso. Una notte, durante un'esondazione, in viale Ca' Granda salvammo una persona finita in un fosso e quasi sommersa dall'acqua. I cittadini ti vogliono vedere nei momenti di difficoltà, non solo per i tagli di nastri". Poi l'appellativo di 'sceriffo' che "Non mi è mai dispiaciuto. La sicurezza è un tema fondamentale". Famosi i 'duelli' con i centri sociali. "Dove c'è illegalità bisogna intervenire, c'è poco da fare. Le cito due episodi. Uno, quando fui aggredito in piazza Argentina. Era il 1989. Presi una bastonata. Finii in ospedale", poi nel 2011 "Pisapia e Vendola festeggiavano in piazza Duomo, e sotto casa mia gli antagonisti cantavano 'De Corato disoccupato'. Pensavo peggio: furono quasi sobri". Il ritorno all'opposizione, "Fu divertente, perché governare è un onore, ma anche responsabilità". È stato in Regione, alla Camera e al Senato, ma resta l'amore per il Consiglio comunale, "Perché è diverso. È lì la vera politica. Se vuoi risolvere i problemi dei cittadini e della città, quella è la prima linea", conclude De Corato.