Lombardia zona rossa, ricorso Tar: Galli contro la Regione

Lombardia zona rossa, ricorso Tar: Galli contro la Regione
di Adnkronos

Il ricorso contro la zona rossa? “La Lombardia farebbe bene a stare cauta". Lo ha detto Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ospite ad 'Iceberg Lombardia' su Telelombardia replicando a chi gli chiedeva che ne pensa della decisione della Regione di rivolgersi al Tar contro l'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza.  

"A questa storia dei colori comincia a dare scarsa affidabilità -ha aggiunto Galli-. Il punto è riuscire a mantenere una situazione sufficientemente prudente per poterci dare delle garanzie, per non ricadere subito nello stesso problema. Mi sento di dire che sarei più confidente se si riuscisse a essere complessivamente un filo più proattivi per star fuori dalle rogne”.  

"Sono sempre del parere - ha evidenziato- che vadano trovate delle vie collaborative tra governo e regioni e che non sia il caso di confondere la gente che già è stanca e che tende a mollare il rispetto delle regole e a non comportarsi come si deve fare. C'è gente che fa feste, in questo momento sono inaccettabili. Rispetto ad altri paesi siamo in una situazione migliore che è costata sacrifici e dobbiamo continuare a farne per non cadere ancora nella brace in cui si stanno arrostendo tristemente le vicende degli altri paesi europei. Ci vuole poco per tornare ad essere nei guai". 

Quanto ai ristoranti che restano aperti per protesta, ha spiegato: "Basta parlare forte o cantare e il virus si diffonde esattamente come quando uno tossisce o starnutisce, soprattutto quando il diffusore è asintomatico e non sa di avere il covid. È pura incoscienza e anche un po' di sprezzo per quanto riguarda la sicurezza di tutti quanti perché è uno dei modi per perpetuare la presenza dell'infezione. Piaccia o non piaccia. Non sono conviventi o congiunti, persone che si vedono ogni santo giorno". 

Galli ha poi commentato le frasi dell’assessore lombardo al Welfare, Letizia Moratti, secondo cui il Pil dovrebbe essere preso in considerazione nella distribuzione dei vaccini. "Come medico mi devo occupare del benessere, della salute e della vita della gente. Se lo faccio mi devo preoccupare di mettere in sicurezza in primo luogo le persone che sono a maggior rischio. Quindi non posso fare un ragionamento di quel tipo, che trovo almeno in un punto su quattro discutibile e abbastanza fuori luogo".  

E sulla strategia che sta adottando l'Inghilterra: "Che non passi l'idea di fare una sola dose anche in Italia, come accaduto in Inghilterra, perché questa secondo me è una grossissima sciocchezza. Si rischia di non proteggere abbastanza e nelle situazioni non abbastanza protette il virus ci sguazza". Galli, infine, si è detto "contrario alla vaccinazione delle persone che hanno già fatto l'infezione, non abbiamo uno straccio di dato che ci dica né che è necessario né che è opportuno in questo momento. Le avrei messe tranquillamente in coda. Chi ha fatto la malattia e si è vaccinato ha avuto effetti collaterali (febbre, ingrossamento di linfonodi) che gli altri nella stragrande maggioranza non hanno avuto".