Lombardia: Majorino avvia campagna elettorale, 'onorato da tremare vene'/Adnkronos

di Adnkronos

Milano, 3 dic.(Adnkronos) - Pierfrancesco Majorino, europarlamentare del Pd, già assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano nella giunta Pisapia prima e nella giunta Sala poi, ha dato ufficialmente il via alla sua campagna elettorale da candidato di centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia per le prossime elezioni del 2023. L'evento di lancio questa mattina, al teatro Elfo Puccini in Corso Buenos Aires a Milano.

Il popolo dem, malgrado la pioggia incessante, ha risposto con entusiasmo alla chiamata: gremite tutte le sale del teatro, circa 900 i fortunati che hanno trovato un posto, mentre altre 200 persone sono state costrette a rimanere fuori senza poter seguire dal vivo gli interventi delle personalità intervenute. Tra queste il sindaco di Milano Beppe Sala e l'assessore milanese alla Casa, Pierfrancesco Maran, il quale, dopo essersi messo in gioco in prima persona pur di dare una svolta alle trattative interne alla coalizione, rallentate dalle discussioni su nomi e apparentamenti, ha poi fatto un passo indietro per cedere il timone allo stesso Majorino.

"Ringrazio le tante e i tanti che mi hanno chiesto di candidarmi a presidente della Regione Lombardia -ha detto, tra gli applausi, aprendo il suo intervento dal palco della sala grande- cosa che mi onora e mi fa tremare le vene ai polsi. Ringrazio Vinicio Peluffo (il segretario regionale del Pd in Lombardia, ndr) e tutti gli altri rappresentanti delle forze politiche della nostra alleanza di centrosinistra", ai quali "voglio dire che noi saremo questo: non una coalizione litigiosa che non sa parlare al cuore della nostra comunità, non le forze politiche che scambiano le elezioni regionali per una resa dei conti interna, ma una squadra tosta, unita, che mette al centro della propria proposta il benessere, l’inclusione sociale, la lotta alle diseguaglianze, a partire dalla prima, quella tra i generi, le politiche per lo sviluppo sostenibile, il valore della difesa dei beni comuni a cominciare dall’ambiente della terra di Lombardia nella quale viviamo".

"Noi -ha affermato Majorino- saremo quelli che dopo 28 anni di governo di destra, rappresentati oggi dalla palese inadeguatezza di Attilio Fontana, si candidano a testa alta, per vincere e per cambiare. Perché di cambiamento c’è un gigantesco bisogno". E' chiaro che "la sfida è difficilissima. E so anche che continuerà il tam tam sul fatto che in realtà non c’è partita o la corsa a farsi fare i sondaggi su misura. Ma ai nostri avversari, in particolare ai due che vengono dal centrodestra Attilio Fontana e Letizia Moratti -ha chiarito-​ voglio dire che non mi iscrivo al torneo di quelli che vogliono partecipare o di chi ragiona sul come 'perdere bene'".

"Noi -ha detto- siamo in campo per portare finalmente aria fresca e nuova, perché questa regione torni a respirare. Perché le cittadine e i cittadini di Lombardia abbiano un governo regionale all’altezza delle loro necessità, dei loro interessi e delle loro speranze".

Proprio per questo, "la nostra proposta di governo, la nostra agenda di priorità, che renderemo sempre più evidente in queste poche settimane che ci separano dal voto, in una autentica corsa contro il tempo, sarà dunque un’agenda ambiziosa". Del resto, rivela, "questa è stata l’unica condizione che mi sono permesso di porre a chi mi chiedeva di candidarmi".

Rivolgendosi poi ancora ad Attilio Fontana e a Letizia Moratti, Majorino ha lanciato una serie di riflessioni: "Domando, a Fontana ma pure a Letizia Moratti che è corresponsabile politica di una situazione che non ha mai criticato da sindaco e che ha assecondato con la sua pessima e recente riforma da assessore, ma è giusto che un operaio, una cassiera, un impiegato, una lavoratrice autonoma, una pensionata che non ha i soldi di un presidente di Regione o di un esponente della ricca aristocrazia, debba fare mille sacrifici per essere visitata in tempi adeguati? Ma come pensate di essere credibili, essendo stati parte della causa di questa palese ingiustizia sociale?".

"Io -ha proseguito- credo che dovremmo fare della Regione il laboratorio della prossimità. Ed è questa la giusta idea di autonomia, altro che, come vuole Calderoli, regionalizzare la scuola. L'autonomia che abbiamo in mente noi è quella di un sistema che vede la regione al fianco delle comunità, della realtà metropolitana e delle comunità montane, dei luoghi dove il disservizio, di un autobus o di un’anagrafe che chiude, non fa nemmeno più notizia". Tant'è che "sto incontrando molti sindaci e amministratori locali per dire loro che la nostra idea di Regione è quella dove non si dovrà più fare anticamera per incontrare un suo rappresentante, ma è al servizio delle comunità".

"In questi giorni poi -ha aggiunto- sto facendo un esercizio avvilente andando in Regione a chiedere informazioni sull’effettivo stato dell’avanzamento degli interventi finanziati attraverso il Pnrr e ciò che ricevo è smarrimento. Mi guardano come se parlassi di un segreto particolare. E questo la dice lunga sulla capacità di essere efficienti in relazione alle politiche di sviluppo della nostra terra". E allora, "se vinceremo, saremo chiamati a riscrivere una nuova credibilità delle istituzioni. Che poi -ha concluso- vuol dire essere dalla parte migliore della storia europea".