Lombardia: in Consiglio Regione mozioni su vaccini e riapertura attività (2)

di Adnkronos

(Adnkronos) - Intervenire nei confronti del governo affinché “anche con la necessaria gradualità” venga consentita la riapertura di tutte le attività che “possono svolgersi nel pieno rispetto delle norme anti-Covid-19, quali ad esempio l’apertura serale dei ristoranti, quella dei luoghi di intrattenimento come cinema e teatri e il riavvio di palestre e piscine”. Lo chiede la mozione approvata (primo firmatario il consigliere Giulio Gallera di Forza Italia) e che nel dispositivo contiene anche la proposta che, se necessario, possano essere “aggiornate le linee guida che consentano l’apertura in sicurezza di tali attività produttive, sociali e culturali, utilizzando all’occorrenza gli strumenti di controllo e prevenzione al fine di garantire la necessaria sicurezza sanitaria”. Votazione a favore dei partiti di maggioranza, critici i gruppi di opposizione che si sono astenuti o non hanno partecipato al voto, contestando non la finalità (“tutti sostengono le categorie produttive penalizzate dalle misure anti contagio”), ma il metodo e le tempistiche, “visto il ritorno in arancione della Lombardia e l’ormai imminente nuovo Dpcm nazionale”. Inserire gli avvocati nel Piano di somministrazione prioritaria del vaccino anti Covid-19 relativo alla seconda fase. Lo chiedeva la mozione presentata da Fratelli d’Italia (primi firmatari i consiglieri Franco Lucente e Federico Romani). Nel documento veniva ricordato che il personale degli uffici giudiziari è già inserito nel Piano di prevenzione e di conseguenza “questa scelta risulta maggiormente efficace” estendendo la somministrazione prioritaria anche agli avvocati, “visto che lavorano a stretto contatto con gli uffici giudiziari, come peraltro fortemente suggerito dall’Unione Lombarda degli Ordini Forensi”. Diversi consiglieri hanno contesto il metodo, sostenendo che le priorità vengono decise a livello nazionale e che è sbagliato indicare singole categorie. L’aula ha quindi bocciato prima il rinvio in Commissione in sede deliberante chiesto dai proponenti, sia il documento con 56 voti contrari (4 invece i voti favorevoli).