Lombardia: Consiglio Regione approva revisione legge normativa ordinamentale 2020

di Adnkronos

Milano, 24 nov. (Adnkronos) - Agriturismi, pesca, territorio, rifiuti, ambiente e parchi. Sono questi alcuni degli ambiti interessati dalla legge di revisione normativa ordinamentale 2020 approvata oggi, con relatore Simone Giudici della Lega, dal Consiglio regionale della Lombardia con 41 voti favorevoli, 15 astenuti e 12 contrari. “Si tratta – ha detto Giudici – di un importante strumento legislativo grazie al quale Regione Lombardia taglia norme e semplifica a tutto vantaggio di cittadini e imprese”. In dichiarazione di voto Marco Fumagalli dei 5 Stelle ha espresso il voto contrario del gruppo, sottolineando che “è mancato il coraggio di intervenire nella sanità andando a modificare la legge 23 che invece deve essere riformata”. Astenuto il Pd: per il capogruppo Fabio Pizzul l’ordinamentale contiene aspetti “condivisibili ma non si capisce perché anche in questa occasione viene ‘infilata’ la caccia, questione sulla quale non servono interventi a spot ma una discussione più organica”. A favore si sono espressi Forza Italia, con il capogruppo Gianluca Comazzi, e la Lega con Andrea Monti: entrambi hanno sottolineato come il provvedimento “armonizzi l’azione normativa della Regione, con elementi di semplificazione che impattano positivamente”. Con le modifiche approntate gli agriturismi lombardi avranno adesso la possibilità di inserire nei propri menu anche i prodotti di denominazione comunale (De.Co) ampliando in questo modo l’offerta gastronomica che, oltre ai prodotti lombardi -con 20 Dop e 14 Igp-, include così anche quella strettamente locale. Prevista anche, nell’ottica di tutelare il pescato locale a fini alimentari, che riguardano specie ittiche presenti nei menu dei ristoranti lacustri come carpione, coregone o lavarello, alborella, agone, la difesa della pesca professionale. La nuova legge prevede inoltre che per gli impianti di carburante che presentano un erogato superiore a 10 milioni di litri, e che si trovano in quelle zone in cui viene superato il limite del Pm10, l’obbligo di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica e metano inizialmente fissato al 31 dicembre 2020 è prorogato, causa emergenza Covid, di un anno.