Covid: Peluffo e Pizzul (Pd), 'troppi disagi su scuola, Fontana scarica problemi'

di Adnkronos

Milano, 6 mar. (Adnkronos) - "L'improvvisa decisione del presidente Fontana di chiudere le scuole ha creato molti disagi alle famiglie e sta causando molti imbarazzi e confusione in tutte le scuole lombarde. La possibilità di venire incontro ai genitori impegnati in lavori essenziali garantendo loro la possibilità di far frequentare ai figli la scuola è un provvedimento in sé corretto, ma la sua attuazione appare particolarmente complessa. Il presidente Fontana ha, una volta ancora, scaricato su altri livelli istituzionali problemi che andrebbero gestiti con adeguata programmazione e collaborazione: non basta prendere una decisione, l’attuazione della stessa va condivisa e preparata, così da non mettere in difficoltà istituzioni e cittadini". Lo dichiarano per il Pd della Lombardia il segretario regionale Vinicio Peluffo e il capogruppo in Regione Fabio Pizzul. "L’Anci ha chiesto chiarimenti sulle modalità con cui garantire la frequenza ai figli di genitori impegnati in lavori essenziali, ma non ha ricevuto alcuna risposta; il risultato è che tutta la responsabilità viene scaricata sui sindaci e sui dirigenti scolastici che non garantiscono, tra l’altro, criteri uniformi di risposta alle necessità delle famiglie. Non basta dire che è competenza di altri, chi guida la regione dovrebbe preoccuparsi che tutto ciò che accade in Lombardia possa essere organizzato al meglio", aggiungono nella nota. "A proposito di scuola, si devono anche registrare numerosi intoppi del sistema di prenotazioni delle vaccinazioni per gli insegnanti, con messaggi sms che non giungono a destinazione, a fronte di prenotazioni già registrate sul fascicolo sanitario elettronico. Purtroppo, siamo di fronte a una nuova manifestazione di inefficienza da parte della giunta regionale lombarda. Ci auguriamo che, d’ora in poi, ci possa essere maggiore condivisione con gli enti locali e un maggior rispetto di un mondo già fortemente messo sotto stress dalla pandemia come quello scolastico", concludono Peluffo e Pizzul.