Confindustria, giovani "Ora serve coesione, ci attende boom economico"

Confindustria, giovani 'Ora serve coesione, ci attende boom economico'
di Italpress

GENOVA (ITALPRESS) - "La parola magica è coesione. E all'Italia serve la stessa coesione della nazionale di Mancini". È con una metafora calcistica più che mai attuale che Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, chiude a Genova il convegno nazionale dei giovani imprenditori. "Storia futura" il titolo dell'evento che ha radunato non solo protagonisti dell'industria italiana ma anche e soprattutto leader politici di tutti gli schieramenti per fare il punto sulle riforme cruciali per il futuro delle imprese. Quella di Bonomi è in realtà un'accusa trasversale: "Le mancate riforme di questo Paese portano le impronte digitali di tutti i partiti, senza eccezioni. Qualunquismo semmai è negarlo. Finalmente col governo Draghi tutto è cambiato". Ma, avverte il presidente degli industriali, "le due riforme, sugli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro, vanno fatte insieme e devono avere la stessa finalità che è quella della formazione, della rioccupabilità delle persone". Perché "non si può pensare" che "siano sempre gli stessi soggetti a pagare, quindi le imprese industriali, perché non siamo un bancomat" "Oggi a guidare questo Paese c'è un governo istituzionale di alto profilo. Abbiamo ritrovato la coesione nazionale. Abbiamo a disposizione una enorme mole di fondi. Ora serve anche una visione, per riscrivere la Costituzione economica del Paese - ha detto in apertura il presidente dei giovani imprenditori Riccardo Di Stefano -. Tornare alla normalità significa anche riconoscere che sono la crescita e la salute delle imprese a evitare i licenziamenti, non i decreti. Possiamo dimostrare che il boom economico che ci attende si fa con l'industria. Lasciamo agli imprenditori la libertà di agire sul mercato". Riforme al centro, dunque, e non solo quelle dell'economia. "Senza la riforma della giustizia in Italia non cambieranno le cose, non arriveranno i soldi del Recovery e si rischia di mettere a repentaglio la ripresa economica. È indispensabile assieme a quella del fisco e della burocrazia", ammonisce il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani. Cauta anche la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: "Il Recovery Fund, nel corso del suo cammino ha tirato fuori dei limiti rispetto a quelle che avrebbero potuto essere le sue potenzialità. Ci sono cose che non funzionano benissimo come i tempi di erogazione e le condizionalità. E mentre Bonomi dice "basta ai bonus a tempo che creano effetti distorsivi", il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia: "Nel 2022 noi partiremo, dopo l'elezione del presidente della Repubblica, con una raccolta di firme in tutta Italia per un referendum abrogativo sul reddito di cittadinanza, uno strumento che abitua la nuova generazione a vivere di sussidi". Altro tema centrale, la transizione ecologica. "Una delle cose che mi preoccupa di più come cittadino è che noi dobbiamo costruire un percorso di sostenibilità che nei prossimi 30 anni consenta da un lato di mantenere la promessa della decarbonizzazione, ma dall'altro di non avere la decrescita felice o, peggio, spegnere tutto. Queste due cose per me sono un incubo di notte", ha esordito il ministro Roberto Cingolani. La ministra della Famiglia Elena Bonetti ha proposto un piano straordinario per "raddoppiare i posti negli asili nido in 5 anni". Ottimista il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta: "L'Italia è in boom economico, cresceremo del 5%, oggi c'è stata una battuta d'arresto con la produzione industriale. Per avere il 5% a fine anno, la media degli ultimi mesi dell'anno sarà dell'8-9%. In due anni recupereremo gap del 2020, anno della pandemia". Assente il presidente ligure Giovanni Toti, al centro di un piccolo caso scoppiato ieri in serata. Il governatore ha accusato Confindustria di essere "slegata dalla realtà" per non aver proposto i temi infrastrutturali centrali per la regione e per Genova. Strappo ricucito con un incontro in Regione dopo il quale Bonomi ha riconosciuto che ""il tema delle infrastrutture in generale è importantissimo e fondamentale per il Paese. In Liguria è ulteriormente importante perché ho la sensazione che si pensi che, con la realizzazione del ponte, si siano risolti i problemi". A ricollegare i temi nazionali con l'esperienza locale ci aveva pensato in mattinata il leader della Lega Matteo Salvini: "Ricordo che il ponte di Genova è stato costruito in tempo record, lavorando h24 tranne nel giorno di Natale, e non c'è stato un giorno di ritardo. Bisogna applicare il modello Genova a tutti i cantieri in Italia che cubano circa 70 miliardi", ha detto parlando al convegno. (ITALPRESS). fcn/tvi/red 09-Lug-21 19:22