Scioperi, mille astensioni nel 2021. Evitare l'effetto annuncio

Scioperi, mille astensioni nel 2021. Evitare l'effetto annuncio
di Askanews

Roma, 27 mag. (askanews) - Nel 2021, caratterizzato da una ripresa delle attività produttive dopo la fase più acuta della pandemia, che aveva condizionato l'erogazione dei servizi pubblici essenziali, c'è stato un graduale aumento della conflittualità. Si sono infatti registrati 1.009 scioperi rispetto alle 894 astensioni del 2020. E' quanto rileva la realzione annuale dell'autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, presentata alla Camera.In uno dei settori più delicati, quello del trasporto pubblico locale (Tpl), i dati risultano in lieve crescita rispetto dell'anno precedente, nonostante l'impegno delle parti sociali volto alla ripresa di un dialogo costruttivo e la costante e capillare attività di moral suasion della commissione di garanzia. Il leggero aumento si registra sia nel numero delle proclamazioni (295 a fronte di 259 nel 2020) che nelle azioni concretamente attuate (202 a fronte di 160 nel 2020).La differenza tra scioperi proclamati ed effettuati è riconducibile sia all'attività di prevenzione svolta dall'autorità (70 interventi preventivi a cui sono seguite 56 revoche e 14 adeguamenti, con un riscontro pari al 100% dei provvedimenti adottati) che a quella svolta dalle parti sociali nell'ottica di una effettiva ricerca della composizione delle vertenze, che si è tradotta in 23 revoche spontanee da parte delle organizzazioni sindacali proclamanti. Il dato relativo alle azioni di sciopero legate al rinnovo del contratto di categoria, scaduto nel 2017, registra al contrario un significativo incremento (circa il 5% rispetto all'1% del 2020)."Nel periodo più critico dell'emergenza (marzo-aprile 2020, ndr) - dice il presidente della commissione di garanzia Giuseppe Santoro-Passarelli - la commissione ha introdotto una moratoria generale degli scioperi. Il dato globale fotografa la propensione al conflitto nel settore dei servizi pubblici essenziali, nella sua ampia declinazione. Si tratta, dunque, dalla somma aritmetica di tutte le astensioni (generali, nazionali, locali, settoriali, delle prestazioni straordinarie e accessorie), distribuite in tutto il Paese".La commissione è intervenuta su 272 proclamazioni di sciopero con indicazioni preventive per segnalare delle irregolarità. "Queste indicazioni - afferma il garante - hanno avuto un riscontro pari al 97%, con la revoca o l'adeguamento da parte dei soggetti proclamanti, tanto che la commissione ha aperto formale procedimento di valutazione del comportamento su 13 scioperi, la cui effettuazione è stata ritenuta irregolare".Lo scorso anno sono stati effettuati 18 scioperi generali, dei quali soltanto uno proclamato da Cgil e Uil il 16 dicembre (la Cisl non ha aderito). Tutti gli altri sono stati decisi da sindacati di base "non adeguatamente presenti nei vari settori produttivi, con motivazioni politiche e/o economiche spesso generiche e con livelli di adesione del tutto irrilevanti", sottolinea Santoro-Passarelli, che ritiene "opportuno" rafforzare il ruolo autorità di garanzia e sollecita "un adeguamento degli importi delle sanzioni per le organizzazioni sindacali e per i datori di lavoro".Secondo il garante sugli scioperi "appare necessario rinforzare il ruolo dell'informazione, per fare in modo che lo svolgimento degli scioperi, nella loro reale consistenza e l'attività della nostra authority siano efficacemente portati a conoscenza dell'opinione pubblica. Si possono, in tal modo, evitare inutili allarmismi o 'effetti annuncio', di fronte ad astensioni proclamate da organizzazioni non adeguatamente presenti nei servizi interessati e che avranno adesioni del tutto irrisorie e senza arrecare un vero pregiudizio all'erogazione degli stessi".Ci sono oltre 900 tipologie di contratti collettivi e in alcuni settori dei servizi (trasporti, igiene ambientale e telecomunicazioni) la loro proliferazione comporta mutamenti dei minimi retributivi, a seguito di diversi inquadramenti, anche nell'ambito di una stessa azienda. "E' evidente come il modello negoziale di regolazione del conflitto, disegnato dalla legge 146, dovrebbe poter contare su un modello di contrattazione solido e meno frammentato possibile", aggiunge Santoro-Passarelli.(Vincenzo Sannino)