Tiscali.it
SEGUICI

“Puttana, ti rovino”: l’Emilia-Romagna denuncia la violenza sulle donne con dei manifesti sui muri

di Agenzia DIRE   
“Puttana, ti rovino”: l’Emilia-Romagna denuncia la violenza sulle donne con dei manifesti sui muri

BOLOGNA - "Se mi lasci ti rovino", "Puttana", "Dove cazzo sei stata? Dammi il cellulare", "Stai zitta, devi obbedirmi". La Regione Emilia-Romagna sceglie frasi dure come schiaffi per sensibilizzare la popolazione contro la violenza sulle donne: frasi che per tutto il 2024 sarà possibile leggere nelle strade e nelle piazze attraverso "Se te lo dice è violenza", la nuova campagna di comunicazione ideata dalla Regione che partirà da gennaio. Si tratta di 12 frasi violente rivolte dagli uomini alle donne: una per ciascun mese del prossimo anno.Giulia Cecchettin, l’appello della sorella: “Turetta è il figlio sano del patriarcato. Uomini vigilate sui vostri amici”Giulia Cecchettin bambina con la mamma, il saluto della sorella: “Abbracciatevi anche per me”"Ciò che sta accadendo non è un'emergenza, è un problema sociale", affermano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l'assessora alle Pari opportunità Barbara Lori. "Praticamente ogni giorno- affermano- leggiamo di donne picchiate o uccise da compagni ed ex.

L'ultimo caso è quello di Giulia Cecchettin, ma purtroppo ce ne sono molti altri. Anche negli ultimi giorni in Emilia-Romagna ci sono stati episodi gravissimi di donne scampate per miracolo alla violenza dei partner. È arrivato il momento di rispondere con la stessa forza. Serve informare e educare a un modello relazionale sano e mai dominante, a partire dalle scuole. Ma serve, subito, andare oltre finte cautele, per aiutare le donne a riconoscere la violenza in tempo, prima che degeneri, e fare in modo che chiedano sostegno alla rete dei servizi sul territorio, ai Centri antiviolenza. Perché la violenza psicologica non invisibile, si vede benissimo".Con questa campagna, affermano ancora Bonaccini e Lori, "diciamo concretamente cosa significa umiliare una donna, facendo esempi concreti, scrivendo chiaramente le frasi dette dagli uomini, risultato di una cultura patriarcale che deve cessare, affermazioni che non possono essere considerate normali: sono violente e nessuna donna deve mai sentirsele dire. Sopportarle in silenzio, mentre il tempo passa, ha conseguenze negative per l'autostima e potrebbe averne per l'incolumità fisica. Basta".I femminicidi "sono la 'punta dell'iceberg' di un fenomeno molto più esteso, che è la violenza di genere. Espressione di un pensiero patriarcale, arcaico, seppure ancora molto radicato, la cui più diffusa manifestazione è la violenza psicologica", sottolinea Cristina Magnani, presidente del coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna. "Questa è terreno fertile di ogni altro abuso. L'emersione dalla società della violenza di genere presuppone un radicale cambiamento culturale. Non ci può essere cambiamento senza riconoscimento di cosa sia la violenza. Per questo è importante chiarire che le parole non sono indifferenti. Insulti, denigrazioni, svilimenti sono il primo segnale di una personalità prepotente, padronale e costituiscono violenza essi stessi. E' importante che la società non sia assuefatta a determinate espressioni, lesive della dignità e del decoro delle donne, ma le riconosca per quello che sono: atti di violenza. Per questo la campagna 'se te lo dice è violenza' è un passo importante per orientare le coscienze al cambiamento culturale, al rispetto della donna".

di Agenzia DIRE   

I più recenti

Granchio blu, esteso a imprese colpite accesso al fondo di solidarietà
Granchio blu, esteso a imprese colpite accesso al fondo di solidarietà
Vimi Fasteners ‘adotta’ una mensa della Caritas a Reggio Emilia
Vimi Fasteners ‘adotta’ una mensa della Caritas a Reggio Emilia
VIDEO | Uil Reggio Emilia: “Si vuole edilizia sicura? Si applichi il contratto”
VIDEO | Uil Reggio Emilia: “Si vuole edilizia sicura? Si applichi il contratto”
Sos per 57 asini a Modena: “Vogliono macellarli”
Sos per 57 asini a Modena: “Vogliono macellarli”

Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Carlo Di Cicco

Giornalista e scrittore, è stato vice direttore dell'Osservatore Romano sino al...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...