Lo studente ‘anti-record’, “non siamo tutti Carlotta, è bella anche la normalità”

Lo studente ‘anti-record’, “non siamo tutti Carlotta, è bella anche la normalità”
di Agenzia DIRE

ROMA - L'anti-Carlotta? "No, no", dice sorridendo. Ok, allora ribattezziamolo "lo studente anti-record". Filippo Calandra Bonaura è il rappresentante della Conferenza degli Studenti e delle Studentesse dell'Università di Modena e Reggio Emilia che stamani, davanti alle massime cariche dell'Ateneo, al capo dello Stato Sergio Mattarella e alla ministra ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, ha fatto un intervento critico durante l'inaugurazione dell'Anno Accademico di Unimore al Teatro Valli di Reggio Emilia. "L'università non è una gara, purtroppo spesso le uniche notizie relative agli studenti riguardano gli universitari che battono qualunque record", ha detto con un riferimento nemmeno troppo velato a Carlotta Rossignoli, la 23enne, l’influencer e modella di Verona laureatasi in tempi record in Medicina. con 110 e lode e menzione di onore.L'INTERVISTA CON FILIPPOin un'intervista con l'Agenzia Dire, Filippo, che è presidente della Conferenza degli studenti di Unimore, accende ulteriormente i 'fari' su una questione che gli sta molto a cuore: "I modelli super-performanti e la pressione sociale che spesso mettono a disagio gli studenti 'normali' che ogni giorno studiano e si impegnano lontano dai clamori mediatici e dai record"."NON CRITICO CARLOTTA, ESISTONO ANCHE GLI STUDENTI NORMALI"Quando stamane, davanti alle massime autorità - hai detto che "l'università non è una gara di record" pensavi alla studentessa di Verona? Sei insomma un pò l'anti-Carlotta? Filippo risponde: "Il riferimento ai record l'ho fatto certamente pensando a lei, ma la mia intenzione non era assolutamente criticare il suo percorso. Volevo soltanto ricordare che ci sono anche tanti studenti che sono studenti normali e che l'essere uno studente normale nel nostro mondo dovrebbe essere qualcosa comunque da premiare e valorizzare. Non va premiato solo chi ottiene i record, ovviamente nemmeno svilire chi li fa".IL CASO FAGGIN: "LA TROPPA PRESSIONE"Pensando al caso di Riccardo Faggin, morto tragicamente alla vigilia della festa di una 'finta laurea', Filippo Calandra riflette: "Ricordiamoci che, oltre ai cosiddetti 'fenomeni', ci sono tantissimi studenti per i quali la pressione sociale è talmente elevata da arrivare a compiere atti terribili, persino porre fine alla propria vita per le pressioni sociali. Insomma, quello che volevo dire alla cerimonia per l'anno accademico era di cercare di creare un contesto universitario e sociale in cui lo studente magari impiega un anno in più a laurearsi ma mantiene uno stato di salute ottimale e acquista anche della competenza maggiore. Forse è più quello che dovremmo cercare piuttosto che lo studente 'da record' che non dorme la notte pur di riuscire a laurearsi"."MATTARELLA MI HA FATTO I COMPLIMENTI, ONORATO"Alla cerimonia a Reggio Emilia ha preso la parola anche il presidente della Repubblica Mattarella. Un breve saluto al corpo accademico e agli studenti, durante il quale ha però citato Filippo apprezzando la parte del suo discorso in cui il leader degli studenti ha detto che l'Università non è solo trasmissione di competenze" ma "luogo di formazione personale" nel percorso di vita degli universitari. Alla Dire spiega: "Sono stato assolutamente colpito e onorato da questo riconoscimento del presidente, non me l'aspettavo. Quando siamo scesi dal palco, dopo gli interventi, con il presidente c'è stata una breve stretta di mano, mi ha fatto di nuovo i complimenti e gli auguri per il futuro. È stato comunque un saluto brevissimo. Il presidente mi ha detto letteralmente 'Complimenti per l'intervento e i migliori auguri per il futuro'. Sono contento, una bella soddisfazione". E con la ministra Bernini al termine della cerimonia avete parlato? "No, non ci siamo incrociati", risponde lo Filippo.