Affitti abusivi di case popolari, quattro indagati a Reggio Emilia

Affitti abusivi di case popolari,  quattro indagati a Reggio Emilia
di Agenzia DIRE

Reggio Emilia- Una presunta rete criminale che individuava gli appartamenti di edilizia popolare vuoti in attesa di essere riassegnati e li affittava a inquilini abusivi che, non sapendolo, occupavano gli alloggi pubblici. Firmavano infatti dei contratti di locazione ritenuti validi, intestati però a fittizi padroni di casa a loro volta all'oscuro di tutto, perché vittime di furti di documenti. Sono i contorni di un'inchiesta avviata lo scorso febbraio dalla Procura di Reggio Emilia, che avrebbe iscritto nel registro degli indagati quattro persone, tutte di nazionalità italiana.L'inchiesta partita a febbraio da una denuncia di AcerA denunciare quanto stava avvenendo è stata Acer, l'azienda che gestisce gli immobili pubblici di proprietà del Comune. A seguito di un controllo furono scoperti quattro appartamenti occupati nel complesso delle case popolari di viale Monte San Michele, nel cuore della città, dove le serrature di ingresso erano state cambiate. Uno degli "inquilini" mostrò il contratto a suo dire regolarmente firmato e spiegò di pagare puntualmente l'affitto ogni mese. Da qui la segnalazione ai Carabinieri che indagano sulla vicenda.In città 740 famiglie in lista d'attesa per un alloggioIn città sono 400 gli alloggi di edilizia pubblica attualmente vuoti, con una lista di attesa di 740 famiglie. A questi si aggiungono circa 3.000 appartamenti di proprietà privata. Il Comune di Reggio, sottolinea oggi il sindaco Luca Vecchi, ha riqualificato circa mille alloggi in sette anni e una sessantina dal 2020. Ma per interventi di ristrutturazione "pesanti" non sempre i fondi sono disponibili.Le case vuote anche per anni, perchè mancano fondi per ristrutturarleE le case possono rimanere vuote anche per anni finendo- come in questo caso- per diventare terra di nessuno. Dalla denuncia della truffa, informa comunque Acer, non si è più verificata nessun'altra situazione irregolare.