Agricoltura e cambiamento climatico, accelerata sulla ricerca

Al via 35 nuovi Gruppi operativi per l'innovazione. A disposizione 5,7 milioni di euro di risorse pubbliche.

Agricoltura e cambiamento climatico, accelerata sulla ricerca
di Digital Media   -   Facebook

Bologna 31.08.2017 (Digital Media) - La Regione Emilia-Romagna spinge l’acceleratore sulla ricerca in agricoltura e dopo i 12 milioni di euro stanziati nel 2016 per favorire il decollo dei primi 52 Goi (Gruppi operativi per l’innovazione, inedite partnership tra aziende agricole, università, enti di ricerca - pubblici e privati - e altre forme societarie), rllancia e dà via libera a un secondo pacchetto di progetti innovativi (35) all’insegna dell’agricoltura sostenibile e del contrasto ai fattori clima alteranti, mettendo sul piatto un’ulteriore tranche finanziaria da 5,7 milioni di euro.

Al centro, sviluppo di metodi di coltivazione a impatto ambientale zero per consentire l’adattamento delle colture al cambiamento climatico in atto, come ammonisce la torrida estate 2017; impiego di larve di insetti nella metabolizzazione dell’ammoniaca derivante dai reflui degli allevamenti suinicoli, in modo da ridurre le emissioni serra in atmosfera; applicazione ai castagneti da frutto di tecniche sperimentali per promuovere la conservazione e il sequestro di carbonio. Ancora: valorizzazione dei residui colturali e dei sottoprodotti delle lavorazioni agroindustriali per ottenere biomolecole da utilizzare in campo fitosanitario e alimentare, oltre che nella produzione di energia rinnovabile; difesa e miglioramento della biodiversità. Per la realizzazione delle iniziative ci sono tre anni di tempo.

La graduatoria finale del bando 2017 rivolto ai Goi è stata approvata con Determina dirigenziale n. 13861/2017 e ora i raggruppamenti imprenditoriali guidati da un’impresa capofila hanno mediamente tre anni di tempo per la realizzazione dei progetti. Sono stati 60, su un totale di 86 candidature, quelli che hanno superato l’esame di apposite commissioni scientifiche indipendenti, con il supporto dell’Accademia nazionale di agricoltura, a dimostrazione dell’elevato livello qualitativo delle proposte. Solo 35 iniziative, però, potranno essere finanziate, per un investimento complessivo superiore ai 6,2 milioni di euro.

“Con questo secondo bando - sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli - salgono così in totale ad 87 i Gruppi operativi finanziati dal Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 e si rafforza il primato a livello nazionale ed europeo della Regione Emilia-Romagna nel sostegno alla ricerca e innovazione in campo agricolo, con quasi 18 milioni di euro già assegnati, altri 10 milioni destinati d iniziative pilota nell’ambito del bando sui progetti di filiera in scadenza a fine settembre e altri 20 milioni da utilizzare entro il 2020”.

I 35 Gruppi operativi selezionati svilupperanno progetti riguardanti quattro aree tematiche: conservazione della sostanza organica e sequestro di carbonio (7 iniziative, budget dedicato di 1,28 milioni di euro); riduzione delle emissioni serra (9, 1,45 milioni di euro); utilizzo di scarti, sottoprodotti e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia e delle energie rinnovabili (10, circa 1,55 milioni di euro) e salvaguardia e ripristino della biodiversità (9, quasi 1,4 milioni di euro). Considerata la rilevanza della materia, per il primo filone di interventi i contributi del Psr coprono integralmente i costi previsti, per le altre iniziative la percentuale di contribuzione è del 90%. I progetti vincitori potranno inoltre beneficiare di un plafond di circa 80.000 euro per l’organizzazione di corsi di formazione, consulenza aziendale e attività di coaching individuale a favore dei soggetti associati ai Goi.

“Con questo secondo bando - aggiunge l’assessore Caselli - si è inoltre mirato a un obiettivo di assoluta priorità: lo sviluppo di esperienze e buone pratiche per fornire risposte e soluzioni operative al mondo delle imprese nell’azione di contrasto alle cause dei cambiamenti climatici responsabili di conseguenze come l’eccezionale periodo di siccità che stiamo vivendo”. “La mitigazione del 'climate change' e la capacità di adattamento dell’agricoltura a questa condizione diventata ormai strutturale sono al centro delle politiche regionali per un’agricoltura sostenibile e di qualità".

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