Sul dimensionamento scolastico 2023/2024, la Calabria conferma gli attuali parametri

Sul dimensionamento scolastico 2023/2024, la Calabria conferma gli attuali parametri
di Agenzia DIRE

REGGIO CALABRIA. - "Uno sforzo corale, al di là delle competenze territoriali, per dare al mondo della Scuola calabrese il giusto supporto e la più razionale programmazione sulla base delle reali esigenze dei territori". E' quanto ha auspicato la vicepresidente della Regione Calabria, Giusi Princi, con delega all'Istruzione, incontrando gli enti territoriali, Province e Città metropolitana di Reggio Calabria, nel corso di una riunione relativa al dimensionamento scolastico. "Nostro intento, per come è intenzione del presidente Roberto Occhiuto, aumentare i fondi per il diritto allo studio proprio perché - spiega - la scuola rappresenta uno strumento unico per la società per stare vicino alle famiglie calabresi, ancor più in un momento di congiuntura economica così drammatica come quella che stiamo vivendo. Ecco perché abbiamo previsto l'istituzione delle borse di studio, per le scuole di primo e secondo grado, basate sul reddito delle famiglie ma anche sul merito dello studente".DAL MINISTERO NON SONO STATI COMUNICATI I NUMERI DELLE AUTONOMIE SCOLASTICHEEntrando nel dettaglio del dimensionamento scolastico, la vicepresidente ha fatto presente che "dal ministero non sono stati ancora comunicati alle Regioni i numeri delle autonomie scolastiche distribuiti per territorio, motivo per il quale non sarà possibile definire entro breve le nuove linee guida che riguardano il dimensionamento". "In futuro - le sue parole - saranno infatti le Regioni, sulla base del numero delle autonomie attribuite, ad assegnarle ai territori non più secondo parametri numerici bensì su precisi indicatori volti soprattutto a salvaguardare le aree marginali e ad alto rischio di dispersione scolastica". Stante così le cose, i rappresentanti delle istituzioni presenti hanno convenuto di confermare per l'Anno scolastico 2023-24 gli attuali parametri numerici.Specificatamente, manterranno le autonomie quelle istituzioni scolastiche che passano da minimo 600 alunni a 500, e da minimo 400 alunni a 300 per i Comuni montani e/o con specificità linguistiche ovvero isole. Le istituzioni scolastiche di secondo grado potranno, invece, ampliare l'offerta formativa con nuovi indirizzi, secondo i parametri comunicati all'Anci e, per il tramite dell'Usr, alle istituzioni scolastiche con apposita nota a firma della vicepresidente.