“Contro la revoca della scorta a Masciari il Piemonte coinvolga Meloni e le Camere”

“Contro la revoca della scorta a Masciari il Piemonte coinvolga Meloni e le Camere”
di Agenzia DIRE

"Se non fanno niente la responsabilità è loro". Il centrodestra che governa il paese ha il dovere di fermare la revoca della scorta a Pino Masciari, testimone di giustizia che 30 anni fa da imprenditore denunciò la 'ndrangheta e da allora vive sotto tutela. La pensa così il consigliere Pd piemontese Diego Sarno, che oggi in commissione Legalità ha incontrato proprio Masciari e il suo avvocato, che al momento "non hanno avuto interlocuzioni col Governo". Mentre le famiglie che denunciò allora "controllano il territorio" ancora oggi a Torino. La revoca non è colpa della politica, ma sta alla politica fermare la procedura amministrativa resa pubblica da quella "comunicazione così formale e asettica" che la Prefettura di Torino ha inviato a Masciari. A quel punto il caso è esploso, ma Sarno non sa quanto tempo resta per fermare la revoca: "Giorni, settimane: dipende quanto saranno veloci". Ora il Consiglio regionale deve produrre "atti formali, e lo faremo speriamo trasversalmente a tutte le forze politiche". Si tratta di "definire un atto di indirizzo e una comunicazione ufficiale come Consiglio alla presidenza della Repubblica, alla presidente Meloni, al sottosegretario agli Interni con delega ai testimoni di giustizia e alla Commissione centrale protezione". Bisogna "iniziare un percorso per cui si sospende la revoca. Cercheremo di costruire una relazione diretta per chiedere a parlamentari, ministero e presidente Meloni di approfondire il caso e portarlo in commissione Legalità nazionale"."I report della Dia provano che quelle famiglie controllano il territorio a Torino"Sarno ha particolarmente a cuore il caso Masciari, che si intreccia con Torino: "Le famiglie che lui ha denunciato, che ha fatto condannare in via definitiva con sentenze passate in giudicato, vivono e controllano il territorio a Torino e provincia. Questo è autoevidente da tutti i documenti della Dia, anche nell'ultima relazione semestrale 2021". Quando è esploso il caso Sarno ha dichiarato di essere pronto a seguire Masciari nel suo rientro in Calabria. Non ha cambiato idea: "Appena lui andrà, io andrò con lui". Ma la questione andrà risolta a Roma, dove va completato il quadro legislativo sui testimoni: per Sarno vanno "rimessi al centro come agenda politica, perché la legge del 2018, una legge che interviene sul riconoscimento dei testimoni di giustizia", da quattro anni "manca dei decreti attuativi". La legge potrà dare un riconoscimento ai testimoni di giustizia, sia "economico" che "sul sistema di protezione".