Calabria, Morra: chiedo scusa ma qualcuno sta strumentalizzando

Calabria, Morra: chiedo scusa ma qualcuno sta strumentalizzando
di Askanews

Roma, 25 nov. (askanews) - "Ho l'obbligo morale di chiedere scusa alle persone che autenticamente e sinceramente si sono sentite offese da quelle parole perché quelle parole potevano essere interpretate anche in quel modo ma è altrettanto vero che forse qualcuno sta strumentalizzando la questione". Lo ha detto il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra (M5s), intervenendo in aula al Senato parlando delle sue frasi sulla defunta presidente della regione Calabria Jole Santelli."Credo - ha osservato - che anche in quest'aula ci siano moltissimi malati oncologici anche a distanza di pochissimi metri dal sottoscritto e credo che chi mi conosce capisca che tutti noi italiani, proprio perché ognuno potrà aver sperimentato su di sé l'esperienza amara del dolore vissuto di chi sta accanto, portiamo rispetto nei confronti di chi combatte la malattia". Morra ha ricordato che "la defunta Santelli, in una intervista rilasciata a un quotidiano cosentino, alla precisa domanda della passata legislatura chi apprezza di più fra i suoi colleghi calabresi rispose il senatore Morra"."Debbo chiedere scusa a tutte quelle persone che avendo sperimentato sulla loro carne la sofferenza di una malattia imponderabile, che non ti dà la possibilità di costruire un futuro, hanno avvertito in quelle parole un'offesa alla loro condizione. A quelle persone devo chiedere scusa, avendo pronunciato una frase sincopata ho prestato il fianco a tutte le interpretazioni possibili", ha aggiunto Morra."Sono un senatore eletto in Calabria - ha proseguito - e mi vergogno per le condizioni in cui versa la sanità calabrese. Quell'intervista radiofonica, che invito ad ascoltare dal podcast e non dalla trascrizione costruita con l'abilità del sarto costruendo qualcosa di diverso dall'originale, rivelerà anche la rabbia che prova un eletto, un cittadino nonché congiunto di persone che hanno dovuto fare i conti con la sanità pubblica calabrese".