Terremoto: Confercenti, 10 anni in guerra, perse oltre 30mila imprese

di Adnkronos

Roma, 3 apr. (AdnKronos) - Dal 6 aprile 2009 ad oggi l'Aquila ha perso complessivamente oltre 30mila imprese. A fare un bilancio a 10 anni da quella tragica notte del 6 aprile 2009 in cui la città fu praticamente rasa al suolo da un terremoto di magnitudo 6.3 è Confesercenti su dati Movimprese. Ad essere maggiormente penalizzate non solo dal sisma ma da tutto quello che ne è conseguito in questi anni, essenzialmente le imprese agricole: 1.054 il saldo a fine 2018, il 21,4% in meno rispetto alle 4923 aziende presenti sul territorio nel 2009. Penalizzato duramente anche il commercio al dettaglio che ha lasciato sul terreno circa il 10,5% dei negozi, 533 in meno sui 5064 registrati 10 anni prima. Un calo questo che si somma al settore del commercio complessivo che ha perso il 6,7% con una saldo negativo di 506 aziende tra il 2009 ed i 2019. Giù anche le costruzioni del 4,5%: hanno chiuso circa 247 imprese rispetto alle 5387 del decennio precedente. Anche la produzione registra un calo, del 14,2% , 389 fabbriche in meno sul 2009. Solo il Turismo e la ristorazione registra un certo recupero segnando un +17,05% rispetto al 2009 con una crescita di 431 aziende in 10 anni trainano la voce "alloggi", +11%, ma sopratutto quella dei "pubblici esercizi" , + 17,9%, e quella dei "servizi" che con il +17,5% ha registrato un aumento record di 1249 aziende. I dati , spiega Confesercenti, si spiegano parzialmente con il fatto che il sisma ha colpito duramente la città e il suo comprensorio. Il rsto della provincia, e cioè la Marsica, la Valle Peligna, il Parco nazionale d'Abruzzo, l'Altopiano delle Rocche, l'Alto Sangro, non sono stati colpiti dal terremoto ed hanno invece vissuto, in alcuni casi, un elevato incremento delle attività turistiche. E' poi a tener presente che la città dell'Aquila, storicamente città universitaria e dunque con una forte vocazione alla presenza di pubblici esercizi, ha mantenuto livelli occupazionali grazie all'altissima densità di uffici pubblici, in quanto ancora formalmente capoluogo di regione.