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Allevamenti nel Montefeltro, usi civici in Abruzzo: il degrado del Bel Paese avanza, il turismo se ne va

di Italia Libera   
Allevamenti nel Montefeltro, usi civici in Abruzzo: il degrado del Bel Paese avanza, il turismo se...

Due storie, dello stesso (Bel) Paese, dove inseguendo la speculazione e i profitti immediati si perde la ricchezza vera: si deturpa il paesaggio, mettendo in fuga il turismo. Il primo caso: allevamenti in “grattacieli orizzontali” nel Montefeltro, alti cinque metri e lunghi oltre cento; qui mezzo milione di polli sono costretti a un’alimentazione forzata in attesa di essere macellati. Costruiti ai piedi della Rocca e del borgo di San Leo, questi giganti della produzione intensiva, oltre ad essere altamente inquinanti, sono uno scempio in un paesaggio storico. La seconda storia: una recente legge regionale in Abruzzo incentiva l’occupazione abusiva di terreni destinati ad usi civici, cioè alla comunità. Un altro scempio, in violazione anche della Costituzione

L’articolo di VITTORIO EMILIANI

NELL’AREA DELLA Cavallara in Comune di Maiolo (Rimini) sono stati creati ben 16 nuovi capannoni al confine fra San Leo e Talameĺlo per 500.000 polli che vi stanno a regime forzato per 81 giorni prima di venire macellati. Il tutto per 3 posti di lavoro. Ovviamente pesanti le emissioni di ammoniaca e di metano. Ed evidenti i danni per il turismo in quella splendida zona paesaggistica e storica fra Rimini, San Leo e Urbino. I capannoni si trovano proprio sotto la Roçca e il borgo di San Leo contesi fra Montefeltro e Malatesta nel Rinascimento. Sono 16 “grattacieli orizzontali” lunghi fra i 107 e i 122 metri, alti sui 4,38 metri per mezzo milione di polli con una produzione annua di oltre 2.000 tonnellate di carne avicola. Si calcola che soltanto di ammoniaca questo allevamento rilasci fra i 13.000 e i 14.000 chilogrammi di ammoniaca all’anno oltre a gas inquinanti.

In Abruzzo si sta verificando un vero e proprio assalto ai terreni per secoli destinati ad usi civici, cioè collettivi, comunitari. Numerose associazioni come Archeo Club Pescara, Lipu, Altura hanno chiesto al Governo di impugnare alla Corte Costituzionale la nuova legge deĺla Regione Abruzzo n. 47 del 2022 tesa a facilitare l’occupazione abusiva di terreni gravati da usi civici. Quasi 1/3 del territorio di Campo Imperatore risulta patrimonio collettivo in uso alla locale comunità. Ma vi sono migliaia di occupazioni private abusive fra le quali spiccava quella dell’Hotel Rigopiano illegale tragicamente travolto anni fa con numerose vittime. La Regione ha subdelegato i 305 Comuni (per lo più sforniti di uffici tecnici) di curare le delicate pratiche necessarie, ma ha autorizzato una sorta di pericolosissimo silenzio/assenso. Numerosi atti sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale sottolineando «la consolidata vocazione ambientalista degli usi civici e dei demani collettivi» e inibendo «alcune ingerenze del legislatore regionale rispetto alle indicazioni gestionali dello Stato per tale patrimonio». E si dimentica che il procedimento dovrebbe essere concluso con un decreto della Presidenza della Repubblica d’intesa con la Regione. Credete che di tutto ciò si faccia cenno nel provvedimento regionale? Nemmeno per sogno. E intanto, fra una cementificazione e un disboscamento, il turismo se ne va altrove. Previdenti e intelligenti no? © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   
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