[La polemica] La villa da un milione di euro di Matteo Renzi e la favola del conto corrente povero 

Se tu stesso mi parli dei tuoi conti, se tu stesso mi dici che vuoi riconquistare i tuoi elettori, se la tua auto-narrazione è ostentatamente pauperistica, e se perdi, sia in Toscana che in Italia nelle periferie e nei quartieri operai, è ovvio che l’acquisto del villone entra in cortocircuito con questo racconto e lo faccia deflagrare. La nota dell’ufficio stampa dell’ex presidente del Consiglio smentisce la notizia

[La polemica] La villa da un milione di euro di Matteo Renzi e la favola del conto corrente povero 
Renzi e la moglie Agnese

E così eccoci tutti intenti a parlare e a far di conto sul caso del “villone di Matteo”. La villa, come spiega la vicenda di Arcore, in politica conta molto più dei Rolex, delle vacanze di lusso e delle scarpe artigianali di buona fattura. 

Bisogna iniziare con il dire che sono molto strane, insensate e scomposte le reazioni‪ alla notizia che Matteo Renzi si sta comprando un Villa con parco nella sua Firenze, che ha firmato un compromesso, e che sta spendendo 1.3 milioni di euro in questa operazione immobiliare. Alcuni odiatori professionali sommergono l’uomo di Rignano di insulti privi di qualsiasi senso (facendo insinuazioni sciocche e demenziali sulla provenienza a loro avviso dubbia del denaro), altri ne approfittano per scagliarsi in una nuova invettiva contro le banche (non si capisce perché non dovrebbero fare un mutuo all’ex premier, visto che ne fanno per milioni ogni anno, a centinaio di migliaia di persone in Italia) altri - una minoranza - all’estremo opposto dicono: se Renzi si vuole fare una villa sono solo cavolacci suoi, di che cosa vi impicciate voi giornalisti? Coloro che danno questa notizia (o la commentano sarebbero addirittura), secondo gli ultras del fan club del giglio magico solo “curiosoni” o “rosiconi”.

‪In realtà queste tre categorie di commenti demagogici che affollano i social, creando un concerto cacofonico tra tifosi e detrattori, sono tutte e tre insensate. Renzi sicuramente non è un ladro, è altrettanto sicuramente non è un privato cittadino. È un ex premier, un leader pubblico, un senatore della Repubblica che fra l’altro è tenuto anche dalla legge a rendicontare il proprio stato patrimoniale ogni anno è in ogni minima variazione. È un leader di importanza nazionale che ha una sua narrazione ed è tenuto ad essere coerente con questo racconto, se non altro per rispetto dei propri elettori.

‪Anche per questo  i saggi legislatori che in Parlamento si sono imposti da soli un controllo sulle proprie finanze (con l’obbligo di una minuziosa autocertificazione su redditi e beni materiali, auto incluse) non erano certo animati da “curiosità morbosa” o “Invidia sociale” contro se stessi, anzi. Conoscevano le prerogative del proprio mandato.

‪Lo scoop fatto da Giacomo Amadori su la Verità di stamattina, dunque, non fa che anticipare i dettagli di una notizia che avremmo comunque conosciuto entro un mese, quando la dichiarazione di Renzi sarebbe stata resa nota - insieme a tutte le altre - nella giornata in cui questo atto di trasparenza viene realizzato da una apposita commissione parlamentare di Palazzo Madama.

‪Quindi il problema è un altro, non è giuridico, ma politico, e riguarda due necessità di coerenza: un primo luogo quella di Renzi con le sue stesse parole, per esempio.   Meno di due mesi fa - infatti - Renzi diceva a Matrix, ospite di Nicola Porro, di avere solo 15.859 euro sul proprio conto corrente. Aggiungeva di essersi impoverito di 5mila euro rispetto a quando era diventato presidente del Consiglio. Scherzava: “Queste sono le mie risorse sempre che nel frattempo mia moglie non abbia fatto qualche spesa. Purtroppo - diceva Renzi - c’è l’idea che chi fa il politico sia un po’ traffichino, uno che mette il naso in tante vicende”. 

Oggi - come racconta Giacomo Amadori su La Verità l’ex premier stacca quatto assegni per complesso 400mila e con il restante mutuo da 900mila euro si compra una villa. Riporto questo numero con grande ammirazione per l’investitore immobiliare Renzi e una punta di invidia per il risparmiatore Matteo. Il primo istinto sarebbe quello di mettermi pure io a fare conferenze all’estero, subito (sapendo bene che desterei meno interesse e non percepirei cachet così importanti). Poi leggo l’accurata inchiesta di Amadori e scopro ulteriori dettagli: la villa è composta da undici vani e mezzo, la categoria catastale  è la A7, La superficie totale del plesso è di 217 metri quadri, il parco che circonda la casa è di 1580 metri quadri. Ma Renzi, prima di questo rogito, era già molto impegnato sul piano immobiliare: prima di questo aveva già tre mutui in corso. Uno di 1.850 euro per l’acquisto di un terzo della sua casa di famiglia, e altri due rispettivamente di 600 e di 1200 euro, che gravano entrambi sulla sua villa di Pontassieve (quella dov’è abita) per acquisto e ulteriori interventi. Ecco dunque il primo peccatuccio, solo veniale, direi: se possiedi tre case, e quattro mutui per un totale espositivo di un milione e seicentomila euro di capitale in prestito erogato, è proprio necessario andare a piangere miseria in diretta tv, e vantare la scarsa liquidità davanti a Porro? C’è poi un secondo aspetto: se meno di due mesi fa Renzi aveva meno di 16.000 in contanti sul conto, come spiegava lui stesso. Se lamentava di non avere uno stipendio da segretario di partito e di non volerne uno finché lo è stato (un virtuosismo non richiesto), e se l’unica possibile fonte di reddito (in attesa del secondo stipendio da parlamentare della sua vita) sono un libro per la Feltrinelli (da cui notoriamente si guadagna poco) e le sue famose conferenze  (le ha appena pronunciate), visto che i diritti sono computati in base alle copie vendute è ovvio che negli osservatori la curiosità si accentui sui 400mila euro della caparra guadagnati in così poco tempo. Il problema non è giudiziario, ma politico: se tu stesso mi parli dei tuoi conti, se tu stesso mi dici che vuoi riconquistare i tuoi elettori, se la tua auto-narrazione è ostentatamente pauperistica, e se perdi, sia in Toscana che in Italia nelle periferie e nei quartieri operai, è ovvio che l’acquisto del villone da 1.3 milioni di euro entra in cortocircuito con questo racconto e lo faccia deflagrare.

Lo stesso vale (in piccolo) per Maria Elena Boschi che per una coincidenza si ritrova a Bolzano, in una clinica de benessere, negli stessi giorni, insieme a Silvio Berlusconi: da privata cittadina la Boschi ha tutto il diritto di andare nel posto più bello del mondo, di starci quanto vuole, e di spendere quello che crede da monsieur Chenaux, pagando una retta di mille euro al giorno più gli extra se questo le da sooddisfazione. Sul piano politico e comunicativo, invece, il Resort esclusivo è perfettamente coerente con la narrazione favolistica del Cavaliere di Arcore, meno con quella di una classe dirigente che ripete ogni giorno lo slogan: “Dobbiamo essere più vicini all’Italia che soffre”. Vicini? L’imbarazzo di Renzi traspare in maniera evidente dal comunicato in cui l’ex premier dice che l’affare “si concluderà”, giocando sul fatto - spiegato da Amadori nel suo articolo - che il contratto è un preliminare: ma - come sa bene chiunque abbia comprato una casa in vita sua - il preliminare e gli acconti sono già vincolanti (pena la perdita dell’acconto) e il rogito è solo l’ultimo atto di una transizione: “La moglie di Renzi è già venuta a vedere la casa - spiega a la Repubblica un futuro vicino, Flavio Nuti - so che verrano ad abitare qui da agosto”. 

Il Pd è diventato nelle ultime elezioni “un partito Ztl” che vince solo nei quartieri ricchi delle grandi città. E sembra abbastanza evidente che il problema di consenso riguarda anche il giudizio su una classe dirigente e di governo, che è stata percepita o descritta come troppo vicina al potere o alle elites. Renzi dice: “Sono più sensibile si mercati rionali che a quelli economici!”. Benissimo: compri tutte le ville che vuole e che può, dunque, perché ne ha diritto. Ma se vuole evitare di perdere voti ed evitare di affossare il proprio partito la smetta di raccontarci che non ha soldi sul conto, o che non ha uno stipendio. Non è solo un problema di immagine, di sintonia con il proprio popolo, di coerenza con la propria narrazione. È - soprattutto - una questione di stile.

Sulla vicenda raccontata da La Verità, è arrivata una nota dell’ufficio stampa dell’ex presidente del consiglio.”Matteo Renzi e la sua famiglia – si legge – stanno da tempo cercando un’abitazione a Firenze. Al momento Renzi non ha concluso né l’acquisto di un’abitazione a Firenze né la vendita dell’abitazione di Pontassieve. Quando il percorso sarà concluso tutte le informazioni saranno rese pubbliche, come peraltro prevede la normativa per la trasparenza dei parlamentari. In caso di acquisto di una casa e di vendita dell’altra saranno come già fatto in passato resi pubblici anche i mutui, passati, presenti e futuri. Nessun mediatore immobiliare (men che mai internazionale) ha un incarico dalla famiglia. I Renzi al momento si sono rivolti a possibili acquirenti con le modalità tradizionali: annuncio sui giornali e richiesta di appuntamento all’agenzia”.