Covid, l'Iss: "Evitare contatti con non conviventi". I nuovi colori delle Regioni. La Sardegna sogna la zona bianca

Zona arancione per Lombardia, Piemonte e Marche. Zona rossa per la Basilicata e per il Molise. E' l'ipotesi che si delinea. Potrebbero andare in rosso anche la Campania e l’Emilia Romagna

Ristorante chiuso (Foto Ansa)
TiscaliNews

Zona arancione per Lombardia, Piemonte e Marche. Zona rossa per la Basilicata e per il Molise. E' l'ipotesi che si delinea, in base ai dai relativi all'epidemia di coronavirus, secondo quanto si apprende dopo la fine della riunione della cabina di regia sull'aggiornamento settimanale. Il Molise, in particolare ha chiesto di poter andare in zona rossa, vista la situazione di crescita dei casi. Potrebbero andare in rosso anche la Campania e l’Emilia Romagna. Il Lazio è sotto l’1 ma potrebbe infatti ritrovarsi in fascia arancione. A

Le Regioni a rischio alto 

Sono complessivamente 15 le Regioni/PPAA con un rischio alto o moderato, rispetto alle 13 della scorsa settimana. In particolare, cinque Regioni (Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria) rispetto alla settimana precedente hanno un livello di rischio alto. Sono 10 (contro 12 la settimana precedente) le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio moderato (di cui cinque ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei (contro 8 la settimana precedente) con rischio basso.

Rt superiore a 1 in 10 Regioni

L'Rt nazionale sfiora il valore soglia di 1, restando come la scorsa settimana a 0,99. La forbice va dallo 0,93 e 1,03. Il dato e' stato valutato dalla cabina di regia che ha finito di elaborare il monitoraggio settimanale che sara' presentato oggi in conferenza stampa sull'andamento della pandemia. Sono invece dieci le Regioni/PPAA questa settimana con un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una, la Basilicata, con un Rt con il limite inferiore superiore a 1,26 compatibile con uno scenario di tipo 3. Ecco il quadro regione per regione degli Rt puntuali: Abruzzo 1.13 Basilicata 1.51 Calabria 1.01 Campania 1.04 E-R 1.1 FVG 0.83 Lazio 0.94 Liguria 0.94 Lombardia 0.82 Marche 0.98 Molise 1.11 Piemonte 1.02 PA Bolzano 0.92 PA Trento 1.07 Puglia 0.95 Sardegna 0.68 Sicilia 0.71 Toscana 1.19 Umbria 1.07 Valle d'Aosta 0.94 Veneto 0.97.

Età media dei casi scende a 44 anni

L'età media dei casi di Covid diagnosticati è diminuita a 44 anni. Si osserva inoltre una chiara accelerazione nell'aumento dell'incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente che si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

L'incidenza in crescita

Si osserva una chiara accelerazione nell'aumento dell'incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (145,16 per 100.000 abitanti (15/02/2021-21/02/2021) contro 135,46 per 100.000 abitanti (08/02/2021-14/02/2021). L'incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio, quindi, si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questi i dati relativi alla settimana 15-21 febbraio (aggiornati al 24 febbraio)

"Evitare contatti con non conviventi"

Alla luce dell'aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell'incidenza su tutto il territorio italiano, l’Iss avverte: “è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine". Sono necessarie, prosegue, ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari. 

Terapia intensiva sopra la soglia critica

Aumenta il numero delle regioni e delle province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva sopra la soglia critica: 8 contro le 5 della settimana precedente. In alcune regioni il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza "impongono comunque misure restrittive". Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua ad essere alto ma sotto la soglia critica (24%). Aumentano i ricoveri in terapia da 2.074 (16/02/2021) a 2.146 (23/02/2021), stabile l'area medica.

La Sardegna sogna la zona bianca

Se mezza Italia rischia il passaggio in una zona più drastica  e sono sempre di più le ordinanze locali restrittive (zona arancione scuro o micro zone rosse) c’è una regione, la Sardegna, che può aspirare alla zona bianca. L'indice Rt è sotto l'1 e anche le terapie intensive sono sotto la soglia critica del 30%. Naturalmente decisivi saranno i 21 parametri del monitoraggio Iss. Tuttavia a preoccupare anche nell’isola sono le varianti. In ogni caso la Sardegna potrebbe essere la prima regione ad entrare in zona bianca e questo significherebbe in pratica la fine delle restrizioni: bar e ristoranti aperti così come palestre piscine, cinema e teatri.