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Vacanze sempre più lunghe per i parlamentari: ora ci sono anche le ferie di fine giugno

Non solo Camera e Senato chiudono in piena estate, quest’anno c’è una novità: una dozzina di giorni liberi in più per gli onorevoli

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Vacanze sempre più lunghe per i parlamentari: ora ci sono anche le ferie di fine giugno
Il Senato vuoto (Ansa)

Diciamo che, normalmente, questo articolo si scrive attorno ai primi giorni di agosto, quando Montecitorio e Palazzo Madama chiudono i battenti, per poi riaprire verso il 10-15 settembre.

Ogni anno si fa il bilancino della durata delle ferie d’agosto del Parlamento confrontandole con quelle dell’anno precedente e c’è sempre una settimana in più da considerare perché la ripresa è soft, come quando a scuola c’è l’orario provvisorio e infatti inizialmente si riuniscono solo le commissioni, mentre l’aula entra in scena più tardi, in entrambi i rami del potere legislativo.

Quindi, in questi articoli che sono l’appuntamento fisso dell’estate – come il tormentone di Fred De Palma o JAx - si raccontano le maxi ferie dei parlamentari, generalmente interrotte soltanto dalle sedute obbligatorie a norma della Costituzione che prevede che le Camere siano appositamente convocate entro cinque giorni per annunciare la presentazione di decreti legge.

Poi, certo, tutto si riduce a pochissimi minuti, a volte, letteralmente due o tre giri d'orologio, meno di cinque minuti in tutto, con il vicepresidente di turno che legge il titolo del decreto e, al massimo, qualche deputato o senatore secchione di passaggio in aula (generalmente i presenti si contano sulle dita di una mano, di due mani quando c'è il pienone) chiede di intervenire "su argomenti non iscritti all'ordine del giorno".

A volte, in tempi di antiparlamentarismo, tutto questo viene anche esaltato con dichiarazioni ufficiali, come capitò all'allora presidente della Camera Laura Boldrini che spiegò che la convocazione dell'aula (adempimento dovuto, come detto e spiegato bene da lei stessa) per annunciare il decreto legge sul femminicidio era comunque un evento, con tanto di sua presenza in aula.

Scrisse allora l’agenzia di stampa Ansa. L’Aula della Camera riapre i battenti il 20 agosto alle 13. All’ordine del giorno: “Comunicazioni del Presidente”. Così recita la convocazione, pubblicata sul sito di Montecitorio, che informa della presenza della presidente, Laura Boldrini. La seduta dovrebbe servire a incardinare il decreto sul femminicidio. Ma la convocazione è stata oggetto di aspre polemiche da parte del M5S, che denuncia come si tratti di una pura formalità. Ancora oggi Luigi Di Maio attacca: una seduta di “due minuti”, “viene spacciata per ‘lavori dell’Aula’”.

Ma fu proprio la stessa Boldrini a raccontare le statistiche sulle ferie parlamentari nel resto d’Europa: «Se facciamo un confronto con gli altri Parlamenti europei, questa volta l’Italia dà il buon esempio. L’emiciclo di Strasburgo si è fermato il 4 luglio per riaprire i battenti il 9 settembre; i due rami del Parlamento francese sono chiusi da metà luglio e i lavori riprenderanno il 10 settembre; la Camera dei Comuni del Regno Unito ha tenuto l’ultima seduta il 17 luglio e la prossima è convocata il 30 settembre. L’ultima seduta del Bundestag è stata il 28 giugno scorso e la riapertura non è stata ancora fissata».

In realtà poi quella seduta un piccolo evento lo diventò per davvero, facendo impazzire i cronisti parlamentari perché i deputati si sedettero fuori dai loro posti consueti.

Alla fine furono censiti 104 deputati presenti nell'aula di Montecitorio. Ai banchi del governo il solo ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. E poi 45 democratici presenti, quattro pidiellini, cinque leghisti e 22 pentastellati fra cui Luigi Di Maio e il successore della Boldrini, allora presidente della commissione Vigilanza Rai, Roberto Fico, critici con la presidente della Camera. E poi c’erano quindici onorevoli di Scelta Civica (sembra incredibile ma sono passati pochi anni e sembra archeologia politica), otto deputati di Sel e quattro del gruppo Misto. Vennero contate in una speciale classifica anche le donne presenti in aula: 34.  

Ma, come detto, era semplicemente l’annuncio della presentazione di un decreto, non una seduta “vera”. E sono pronto a scommettere che ne racconteremo una così anche quest’anno.

Insomma, l'unica volta che - davvero - i giorni attorno a Ferragosto hanno avuto un peso politico sono stati quelli del 2019 con la "crisi del Papeete" e la caduta del primo governo di Giuseppe Conte, quello gialloverde, con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati che convocò l'aula a ridosso di Ferragosto, non senza polemiche, e Salvini invitò i senatori a "alzare il culo e andare a Roma", nel corso di una torrida - in ogni senso - conferenza stampa in spiaggia a Termoli.

Da quel voto, formalmente sull'ordine dei lavori, si capì che era pronta una nuova maggioranza, quella giallorossa e il Conte bis.

Ma, per l'appunto, stiamo parlando di agosto.

La novità della collezione estate 2021 del Senato della Repubblica sono le ferie di fine giugno-inizio luglio e cerco di spiegarmi bene: mercoledì i senatori sono stati impegnati con la seduta sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del presidente del Consiglio Mario Draghi, con il voto finale che le ha approvate. Giovedì è già stata una specie di ultimo giorno di scuola, con alla mattina le comunicazioni del ministro della Difesa Lorenzo Guerini sull'Afghanistan e il pomeriggio il question time, le interrogazioni a risposta immediata sui temi caldi, che occupano un'ora. Ma, nonostante la temperatura di questi giorni, non si può proprio dire che sia stata una seduta particolarmente calda, perché quando non si vota e si parla e basta le presenze sono quelle che sono.

Insomma, a seconda che ci si fermi a Draghi a Palazzo Madama o che si conti anche la seduta del giovedì, i lavori dell'aula sono finiti il 23-24 giugno e riprenderanno solo il 6 luglio, una dozzina di giorni dopo.

Certo, per assoluta onestà intellettuale va detto che la conferenza dei presidenti di gruppo del Senato ha anche deciso che "la settimana dal 28 giugno al 2 luglio sarà riservata ai lavori delle Commissioni con particolare riferimento ai decreti-legge numeri 79 e 80 (Assegno temporaneo e Rafforzamento pubbliche amministrazioni e giustizia)”, e quindi per i più bravi non saranno vacanze pure.

Ma il vero e proprio ordine del giorno dell'aula di Palazzo Madama prevede la 342esima seduta pubblica della legislatura martedì 6 luglio alle 16,30. 

Tema : "Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori". Insomma, diciamo che le sedute impegnative sono altre. Forse per qualche senatore l'occasione di un giorno in più di ferie.

 

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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