Tiscali.it
SEGUICI

[L’analisi] Ombre sul reddito di cittadinanza: il 60% degli Isee basato su dichiarazioni false

Secondo quanto emerso dalla settimanale inchiesta Dataroom di Milena Gabanelli un terzo della spesa sociale italiana finisce nelle mani di famiglie con redditi superiori alla media

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[L’analisi] Ombre sul reddito di cittadinanza: il 60% degli Isee basato su dichiarazioni false

I tecnici del governo sono costantemente al lavoro per introdurre paletti al reddito di cittadinanza per limitare i costi ma, anche e soprattutto, per rendere la vita più difficile ai furbetti. Perché tutti (Luigi Di Maio per primo) sono consapevoli che il vero rischio della misura simbolo del M5s è che finisca nelle mani sbagliate. Sarebbe un boomerang dalle conseguenze politiche devastanti. A certificare che il “rischio furbetti” è forte ci ha pensato Milena Gabanelli nella sua settimanale inchiesta Dataroom per il Corriere della Sera. La conclusione principale della nota giornalista è un vero e proprio shock: un terzo delle spese sociali dello Stato finiscono nelle mani dei più ricchi.

Oltre 18 miliardi nelle mani delle famiglie ricche

Ogni anno – ha spiegato la Gabanelli - “l’Inps spende 53 miliardi per aiutare chi sta peggio. In gran parte vanno in assegni sociali e integrazioni al minimo. In teoria può fare domanda solo chi è sotto un certo reddito. Nella realtà oltre un terzo di questi soldi (ovvero 18,5 miliardi) va alle famiglie con redditi superiori alla media”.

Il 60% degli Isee basato su dichiarazioni false 

Come è possibile tutto ciò? La spiegazione data dalla ex giornalista di Report è semplice e chiara: vengono falsificati i dati per il calcolo dell’Isee, l’indicatore utilizzato per la concessione degli aiuti. “Secondo le verifiche della Guardia di Finanza – si legge nell’inchiesta – il 60% degli Isee è basato su autodichiarazioni false. Il tasso di irregolarità è del 90% per le esenzioni dai ticket sui farmaci e del 39% per le richieste di prestazioni sociali nei primi mesi del 2018”.

Assistenza dispersa in tanti interventi 

A facilitare la vita ai furbetti contribuisce poi il fatto che le prestazioni sociali erogate sono tante e non coordinate tra di loro. “L’Inps – ha spiegato Gabanelli – avrebbe dovuto varare il casellario, un fascicolo con le prestazioni sociali percepite da ciascun cittadino. Il progetto non è mai decollato. La legge che ha istituito il Rei prevedeva un riordino della spesa sociale. Non è  mai stato fatto”.

Rischio boomerang per il M5s 

Il quadro che emerge è dunque abbastanza chiaro: i soldi per aiutare i più poveri sono tanti ma la disorganizzazione fa sì che una buona parte finisca nelle mani di chi non ne ha bisogno. E la mancanza di organizzazione potrebbe essere anche la grande nemica del reddito di cittadinanza che il M5s vuole introdurre già dal prossimo aprile. Una accelerazione delle tempistiche rispetto a quanto raccontato in campagna elettorale che rischia di diventare un boomerang. Le Regioni dovranno assumere in fretta e furia 4000 navigator per potenziare i centri dell’impiego ma prima che siano effettivamente capaci di trovare offerte di lavoro per i sussidiati passeranno molti mesi.

Il problema del lavoro nero 

La spina nel fianco del reddito di cittadinanza sarà però il lavoro nero. I numeri riportati dalla Gabanelli nella Dataroom parlano chiaro: il fenomeno è molto diffuso nel nostro Paese. “In agricoltura la percentuale arriva al 16,4%, nei servizi alle persone al 22,8%, nelle costruzioni al 10,8%, nel commercio e nella logistica al 7,9%”.  “La legge di Bilancio prevede l’arrivo di 930 nuovi ispettori del lavoro in tre anni” ma “nel 2019 saranno solo 300 ed è improbabile che siano operativi prima di fine anno”. Non bisogna essere Nostradamus per prevedere che una grossa percentuale di chi percepirà il reddito di cittadinanza troverà anche il modo di lavorare in nero. Questa è l’Italia: un Paese dove, purtroppo, i furbetti abbondano e dove, purtroppo, i politici agiscono troppo spesso in ottica elettorale.

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

I più recenti

Salvini, Europee fondamentali ma nessun riassetto di governo
Salvini, Europee fondamentali ma nessun riassetto di governo
Europarlamento approva direttiva Ue contro violenza di genere
Europarlamento approva direttiva Ue contro violenza di genere
Autogol Lega su Autonomia, assente manda sotto maggioranza. E' caos
Autogol Lega su Autonomia, assente manda sotto maggioranza. E' caos
25 Aprile, Bonaccini: sia una giornata che accomuna gli italiani
25 Aprile, Bonaccini: sia una giornata che accomuna gli italiani

Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Carlo Di Cicco

Giornalista e scrittore, è stato vice direttore dell'Osservatore Romano sino al...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...