La vice non dà scampo a Tria: "No alle dimissioni ma serve coraggio". Cosa deve fare il ministro

Smentita la restituzione delle deleghe, Castelli: "Subito pensioni a 780 euro e reddito di cittadinanza". E gli 80 euro restano lì

Laura Castelli

"La questione non è se chiedere o meno le dimissioni di Tria, notizia che peraltro smentisco categoricamente, ma piuttosto dimostrare che la squadra di governo, ministro Tria compreso, è in grado di dare una risposta adeguata alle domande poste dai cittadini e ancora irrisolte". La viceminstra dell'Economia, Laura Castelli, tiene la barra dritta: l'avvio del reddito di cittadinanza, la lotta agli sprechi e da gennaio pensioni minime a 780 euro non sono in discussione. Oltre le polemiche di questi giorni c'è la rassicurazione di Luigi Di Maio che chiude il dibattito sul tema dicendo che "nessuno ha chiesto le sue dimissioni (di Tria ndr), ma gli italiani sono in difficoltà e un ministro serio deve trovare le risorse". 

A nulla vale la disponibilità di Tria a stanziare un solo miliardo, sufficiente appena a potenziare il Rei di Gentiloni. Il reddito di cittadinanza in manovra deve diventare una "certezza". "Il reddito di cittadinanza è il perno sul quale stiamo facendo ruotare le nostre decisioni relative alla costruzione della Legge di Bilancio e stiamo lavorando in armonia con la Lega e con Giovanni, coinvolgendo gli uffici del Ministero, per risolvere tutte le diverse problematiche che stiamo incontrando", spiega la viceministra in un'intervista al Mattino. Tenendo lontane le voci che danno per certo un clima pesante dentro il palazzo di via XX Settembre, con la stessa Castelli e il collega leghista Massimo Garavaglia che denunciano la melina di Tria anche sull'assegnazione delle deleghe (circostanza rivelata dalla Stampa ma smentita oggi dagli interessati), a spingere sui temi sono indirettamente i capigruppo dei 5Stelle. I quali nel corso di un vertice a cena in un ristorante romano confessano a Di Maio di "non riuscire più a tenere ferma la base". 

Un documento dei parlamentari per Tria

Tanto che, si vocifera, a Montecitorio si starebbe preparando un documento da inviare al ministro in persona. Il rischio di soccombere, elettoralmente parlando, davanti alla Lega che porta a casa la quota 100 sulle pensioni è troppo alto: il tema del superamento della Fornero è comune ai due alleati ma Di Maio è convinto che sia più identificativo della Lega che dei pentastellati. Ragion per cui la Legge di Bilancio deve necessariamente contenere la misura che per questi è fondante del patto con l'elettorato. E il tutto deve avvenire entro giugno, cioè entro le europee. Tria non ha scampo: il reddito di cittadinanza deve stare tra queste voci contabili. 

Le risorse dalla lotta agli sprechi

La resistenza è nei fatti. Il ministro dell'Economia non parli ancora di deficit e trovi una soluzione. "In questo momento - suggerisce Castelli - è molto più responsabile concentrarci, come stiamo facendo, sui tagli relativi ai diversi sprechi che pervadono la spesa dello Stato". E chiude: "Prima decidere su quali sprechi tagliare poi parlare di eventuali sforamenti. Servirà tutto il deficit necessario a mettere in campo le politiche del Contratto di Governo, ridotto della spending (cioè del risparmio ndr) che saremo in grado di fare. Non bisogna avere paura di fare scelte coraggiose e responsabili".

Manterremo gli 80 euro

Il tutto andrà inoltre commisurato alla volontà ferma del M5S di mantenere gli 80 euro disposti da Renzi. A questo proposito Castelli sottolinea che "non verranno mai tolti alle fasce 'non ricche' della popolazione". Quindi: reddito di cittadinanza, taglia agli sprechi, superamento della Fornero e pensioni: quelle sotto i 780 euro non esisteranno più. "Confermo che dal primo gennaio non avremo più pensioni sotto i 780 euro. Così come confermo che stiamo studiando assieme agli uffici dei diversi ministeri (Mef e Lavoro in prima linea) il piano per le diverse platee, in modo da far partire la misura il prima possibile". Pensioni che dovrebbero coprire tutti i pensionati, invalidi compresi.