Da ministro "bubbonico" a possibile premier: ecco perché ora Tremonti piace a Di Maio e Salvini

Per anni l'ex uomo dei conti dei governi Berlusconi è stato nemico giurato dei Cinque Stelle. E vicino alla Lega. Ora può essere l'anello di congiunzione perfetto

Giulio Tremonti
Giulio Tremonti

Poche ore per salire da Mattarella con un nome che non faccia venire voglia al capo dello Stato di tornare alla sua idea di un governo "di mediazione", magari affidato a un tecnico, piano che non piace per niente ai capi politici dei due partiti che in queste ore trattano per tentare di formare il nuovo esecutivo. Luigi Di Maio e Matteo Salvini alternano toni trionfalistici ("stiamo scrivendo la storia") a modi prudenti ("c'è accordo sui punti caldi") e tentano di risolvere il nome di un premier che ancora non c'è. E che serve entro questa sera, o al massimo domani, a seconda della disponibilità di Mattarella che coltiva il piano di una sorta di governo del presidente che i due leader dovrebbero accettare, ma di fronte al quale tornano a proclamare la riapertura delle urne, mentre l'Ue aspetta il varo della nuova Manovra e vuole capire in tempi brevi che intende fare l'Italia sul fronte degli impegni economici e finanziari. Gli spread borsistici per ora stanno buoni, ma la clessidra corre veloce, e i nomi fatti fino a qui non hanno trovato d'accordo Lega e M5S: come già scritto da TiscaliNews, sono rimaste a palo le ipotesi del leghista Giorgetti (avversato da Di Maio), di Tabellini e Colomban (detestati da Salvini che li accosta a Monti), di Maroni. Si tratta anche su Giulio Sapelli economista e ordinario alla Statale di Milano, che piace al Carroccio e che ha posizioni molto dure sulla politica finanziaria europea, su Giuseppe Conte, ordinario di diritto privato all’Università di Firenze, vicepresidente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa e gradito ai Cinque Stelle, e su Gianluca Vago, rettore dell'Università di Milano. Ma nelle scorse ore ecco spuntare il nome che potrebbe fare da anello di congiunzione di questo esecutivo giallo-verde che a molti continua a sembrare forzato e improbabile: Giulio Tremonti.

"Adottato" dopo la sua lettera sul blog di Grillo

L'ex ministro dell'Economia dell'esecutivo Berlusconi, poi spinto alle dimissioni per le sue eccessive (secondo l'ex Cavaliere) simpatie leghiste, colui che commentò di fronte al crollo del governo del fondatore di Forza Italia a beneficio di Mario Monti, dicendo "volevo tagliare le tasse, non me lo hanno permesso", era sempre stato bistrattato dal MoVimento 5 Stelle. Ma come ha documentato e commentato già un anno fa TiscaliNews, tanto disprezzo e pregiudizio è andato via via affievolendosi. Motivo? Una lettera in cui l'ex titolare del Tesoro e vicepresidente della Camera, apprezzato ma sempre guardato con sospetto da Berlusconi, si complimentava per la politica contro il fiscal compact di marca Ue perseguita dai Cinque Stelle. Punto su cui Di Maio trova tutto l'appoggio di Salvini, dato che anche nelle scorse ore il leader leghista è tornato a dire che sarà fondamentale ridiscutere l'accordo europeo che vincola al rispetto del rapporto defici/pil al 3%. Con Monti l'obbligo al pareggio di bilancio, a suon di revisione di spesa pubblica, è stato messo in Costituzione. Verso l'eccesso di rigidità delle regole europee e la mano "assassina" del governo tecnico subentrato alla caduta di Berlusconi, Tremonti non ha mai nascosto il proprio rancore. Come accademico e saggista, da anni si batte contro l'Europa dei tecnocrati guidati dalla Germania e contro gli effetti perversi della globalizzazione, che hanno scippato la sovranità ai singoli Stati in nome di un bene comune, sovranazionale, che nel caso dell'Italia non arriva e anzi negli ultimi anni si è tramutato in sofferenza. Con esperienza di rilievo nei precedenti governi, Giulio Tremonti, da sempre vicino alla Lega e rivalutato dai Cinque Stelle, potrebbe essere il nome di "politico di altissimo livello" che i due partiti in lizza per la maggioranza di governo andranno a proporre a Mattarella.

Da "Tremorbi" a riformatore dell'Ue

In passato il blog di Grillo (allora organo ufficiale informativo del M5S, prima che il comico tornasse a fare il comico, con la nascita del Blog delle Stelle da cui si diffondono i comunicati e le analisi politiche degli ex grillini) non era stato tenero con Tremonti: definendolo "bubbonico" per la sua politica fiscale sotto Berlusconi (durante la sua reggenza nacque Equitalia) e ribattezzandolo "Tremorbi", con contorno di video editoriali di fuoco contro di lui firmati da Travaglio sul Fatto. Ma il "volentieri pubblichiamo" dell'anno scorso ha sancito la pace tra i pentastellati e l'ex ministro, titolare di uno degli studi economici più importanti d'Italia. Che nei suoi scritti punta sulla rifondazione dell'Unione europea in forma di Confederazione in cui gli Stati tornino ad avere quella sovranità che i trattati stanno distruggendo. Quei trattati che, sempre secondo Tremonti, il governo Berlusconi-Lega del 2011 dovette accettare sotto attacco di uno spread impazzito, abbassando la testa di fronte a "una crisi - come lui stesso scrisse poi ripreso da blog di Grlllo - che aveva piuttosto per obiettivo quello di trasferire sull’Italia prima la colpa e poi il costo della crisi delle banche tedesche e francesi, esposte a folle rischio sulla Grecia". Una Francia che sotto la presidenza Hollande non si è fatta scrupoli di sforare il rapporto tra deficit e pil fissato dall'Ue nel 3%, arrivando al 5% senza che nessuno la sanzionasse. Un premier come Tremonti rappresenterebbe l'ideale congiunzione delle mire di revisione fiscale che sono alla base dei programmi di M5S e Lega. Sempre che riesca a spiegare a Mattarella come evitare di innescare un nuovo aumento dell'Iva, e di vedere l'economia italiana, in tenue ripresa dopo anni di recessione, tornare a soffrire sotto la speculazione finanziaria in un'Europa che ha già dimostrato come piegare la volontà dei governi di Grecia e Spagna. E sempre che lo stesso Tremonti confermi le voci che lo rincorrono. "Credo che abbia già dato", ha detto sul suo conto il parlamentare leghista Nicola Molteni, tra i partecipanti al tavolo di confronto Lega-M5S per la stesura del contratto di governo. Per ora siamo fermi qui.