Conte in tour per “seminare” e “rigenerare”. Ed essere pronto al voto nella prossima primavera

Il viaggio elettorale inizia a Napoli. A Scampia gioca a tennis e calcia un rigore. Da oggi subito al nord. “Convincerò le imprese che il Movimento non è più il partito del no”. L’ex premier deve testare la sua leadership. E intanto gli notificano il ricorso contro il nuovo Statuto e la sua elezione

Conte in tour per “seminare” e “rigenerare”. Ed essere pronto al voto nella prossima primavera
Conte durane la sua visita a Napoli (Ansa)

Giuseppe Conte ha iniziato un viaggio lungo l’Italia per spiegare perchè i 5 Stelle non sono più i 5 Stelle ma qualcosa di altro e diverso. Non rinnega nulla e nessuno. Semplicemente deve convincere gli italiani, soprattutto al Nord, che il Movimento del No non esiste più. E che ha lasciato il posto ad un gruppo di cittadini in  cerca sempre dell’opzione migliore alle condizioni migliori. Cosa ne pensino i 5 Stelle, i portavoce eletti in Parlamento, di questa loro trasformazione profonda e radicale non è dato sapere. Del resto Conte, nella tribolata assunzione del comando, ha chiesto carta bianca, di fidarsi di lui e di lasciarlo fare.

Il viaggio è iniziato ieri. Di sicuro l’obiettivo non sono le prossime elezioni, tra un mese, per cui l’ex premier ha già messo le mani avanti circa performance non brillanti. 

Al voto a marzo?

“Andrò in posti dove prenderemo se va bene il 3 per cento, del resto queste non sono le nostre elezioni” ha detto in premessa.  L’obiettivo primo è testare Giuseppe Conte, la sua popolarità, la tenuta della sua leadership. Perchè, come ha confessato ai suoi collaboratori, “questo è l’inizio di un percorso che ci porterà alle politiche. Dobbiamo cominciare a seminare”. Per fare questo l’ex premier ha bisogno di smontare quello che c’era - e che in questi anni in effetti si è già smontato da solo - e di rimontare qualcosa di diverso cambiando anche quasi tutti “i pezzi”. Che, per l’appunto sono anche  “i pezzi” che hanno tolto Conte da essere un oscuro professore di diritto amministrativo, almeno uno tra tanti, e portarlo dentro palazzo Chigi.

Ora, quando saranno le prossime politiche - e quindi il timing della sua operazione,-  Conte non lo dice. Certo non è passato inosservato che Goffredo Bettini, quinta colonna di Conte all’interno del Pd, colui che lo nominò sul campo  “leader della coalizione del centrosinistra” e dell’alleanza strutturale, proprio sabato alla festa del Fatto Quotidiano abbia in sostanza detto che Draghi deve andare al Quirinale a febbraio e poi il voto anticipato. Il giorno dopo per l’appunto Salvini e Meloni facevano “le prove tecniche di governo di centrodestra” abbracciandosi sulle rive del lago di Como davanti agli industriali del forum Ambrosetti. Il segretario del Pd Letta non ha reagito quando lo stesso Bettini ha detto che “questo in fondo non è il governo del Pd”. Ci ha dovuto pensare il ministro della Difesa Lorenzo Guerini a ribadirlo. E chi conosce un po’ la geografia interna del Pd sa Guerini  è di quella parte del Pd, gli ex renziani di Base Riformista, che Letta e Bettini vogliono vedere ridotti in cenere nelle compilazione della prossime liste. Non a caso in questa stesse ore è ripartito uno scontro interno al Pd sulla data del congresso. 

Asse Conte-Letta per un voto anticipato?

Ovviamente tutti smentiranno che ci sia un asse Conte-Letta per mandare Draghi al Colle, sciogliere le Camere e andare al voto nella prossima primavera. Sarebbe illogico e suicida visto che il Paese è in piena realizzazione del Pnrr e fermarsi 3-4 mesi per cambiare squadra sarebbe folle. Però gli indizi sembrano disegnare questo scenario. Rispetto al quale Giuseppe Conte vuol farsi trovare pronto. E quindi, il viaggio in Italia - settembre e anche dopo - la scrittura del programma dove è previsto un vero e proprio “Statuto delle imprese” e poi la selezione del nuovo personale politico. Dopodiché in Parlamento ci sono gli altri che non tanto facilmente si metteranno in pentola per fare la fine del cappone. E che fino a novembre 2022 non prenderanno neppure la pensione. Molto difficile che si facciano sloggiare in nome dei progetti di Conte e Bettini. 

Napoli ma subito il nord

Napoli è il punto di partenza del primo viaggio elettorale da presidente dei 5 Stelle, un viaggio che però punta subito e soprattutto al nord. “Seminare”, “riossigenare” sono le parole d’ordine dell’ex premier. “Convincere le imprese a fidarsi di noi, del nuovo Movimento” è uno degli obiettivi del tour. Che inizia al sud, a Napoli, dove c’è il candidato sindaco (l’ex ministro Gaetano Manfredi) che di più e meglio rappresenta l’alleanza Pd-M5s e dove insiste lo zoccolo duro dell'elettorato M5S. Ma l’attenzione è soprattutto al Settentrione dove i voti sono storicamente pochi e quei pochi molto confusi con le forze a sinistra (chi doveva migrare a destra lo ha già fatto nell’ultimo anno e mezzo). Qualche deputato - ieri stancamente è ripresa la stagione parlamentare alla Camera - ha ricordato che “Napoli è la città dove i meet-up hanno una storia antica ma anche quella da cui è partito il ricorso giudiziario contro l’elezione”. E dove la spaccatura ha provato la candidatura a sindaco dell'ex Matteo Brambilla. Un duello fratricida. 

Bagno di folla tra selfie, sposi, anziani e parco giochi

La giornata di semina e ricostruzione è in realtà un classico dei tour elettorali. Presentazione dei candidati in piazza Sanità dove lo raggiunge anche il presidente della Camera Roberto Fico e poi il classico bagno di folla tra centro e periferia con alcune tappe ben definite. L’ex premier ha alternato cautela e ottimismo sul nuovo corso: “Se sono qui è perchè bisogna recuperare, e i sondaggi, per quel che valgono, ci danno in risalita”. Ma non sono queste amministrative il banco di prova per la sua leadership: “Non mi preoccupa questo passaggio, è chiaro che le liste si sono formate quando ancora non mi ero insediato come leader M5s e quindi il nuovo corso non può essere legato a questo. Però ho tanti segnali di convinzione verso il nuovo corso”.  Poi difende strenuamente il Reddito di cittadinanza e sul tema vaccini è categorico: “Che nessuno si azzardi a dire che il M5s è Ni Vax o No vax: noi siamo per il completamento della campagna. Tutto il M5s valuterà anche l'obbligo ma solo in un'ottica di extrema ratio”. C’è sempre un “ma” nelle affermazioni categoriche di Conte. Ma è una caratteristica dialettica degli avvocati. Poi incontra il papà di Genny Cesarano, vittima innocente di una sparatoria sei anni fa, con cui ribadisce la priorità della lotta alla camorra. Una passeggiata nel rione di Totò, un tratto su un minibus, in casa di una signora di 110 anni, la coppia di sposi, fin all’arrivo a Scampia, nel pomeriggio, dove gioca a tennis - due mezze voleè di rovescio un po’ arrangiate - e un calci odi rigore (parato). “Amma a suffri” ha confessato Conte addentando un dolce in una pasticceria. 

Il programma del tour

Se la tappa a Napoli ha avuto i sapore del già visto, oggi Conte sarà in Veneto e qui la cronaca potrebbe essere diversa. In terra di Liga l’agenda prevede appuntamenti nei comuni di Oderzo, Villorba, Albignasego, Chioggia e San Giovanni Lupatoto. Non esattamente le piazze più calde per il Movimento ma “da una parte si deve pur cominciare” ragionano i supporter interni del nuovo leader. Poi sono previsti due giorni tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Mercoledì sarà a Treviglio, Cassina De Pecchi, Pioltello, Desio, Varedo, Limbiate e Milano dove è candidata sindaco del Cinquestelle una manager, Layla Pavone, fortemente voluta proprio dal neo capo politico pentastellato nonchè membro del cda del Fatto Quotidiano fino alla fine di agosto. L’indicazione degli attivisti su Milano era per la consigliera uscente Elena Sironi. La riossigenazione è già in atto e non è indolore. E se i sondaggi sono un po’ avari - al momento almeno - va detto che Conte può sempre dire, come ha fatto a Napoli, che queste liste  non sono frutto del nuovo corso. L’ex premier, quindi in ogni caso, non perde mai. Come dice un parlamentare “può sempre prendersi i meriti e allontanare le colpe da sè”.  

Giovedì in Lombardia

Giovedì l’ex premier sarà a San Giuliano, Arcore (feudo di Silvio Berlusconi), Verano Brianza, Varese e Busto Arsizio, prima di trasferirsi in serata in Emilia-Romagna, a Modena. Venerdì sarà, poi, a Massa Finalese, Finale Emilia, San Giovanni Persiceto, Rimini, Cattolica e Bologna. La prima parte del tour si concluderà in Piemonte, con le tappe di Novara, Torino, Pinerolo, Beinasco, Nichelino e Carmagnola; e Liguria, a Savona.

La prossima settimana ci sarà ancora nord ma anche sud, ad esempio la Sicilia e la Calabria dove Pd e 5 Stelle provano insieme a far eleggere la scienziata Amalia Bruni. 

Un nuovo ricorso giudiziario

Ora però il Tour della semina e delle rigenerazione comincia anche con una grana. Proprio ieri è stato notificato il ricorso giudiziario per l'annullamento dello statuto 'seicentesco' (Grillo dixit) con cui Conte e una minoranza di iscritti al M5S hanno stravolto i principi cardine del MoVimento. Un ampio fronte di attivisti della prima ora ha impugnato oltre allo Statuto “anche la votazione con cui l’ex premier è stato incoronato monarca di quello che oramai è un partito a tutti gli effetti”. Sono sette gli articolati motivi di illegittimità, non solo procedurali, che verranno illustrati nei prossimi giorni in una conferenza stampa. “L'iniziativa nasce a seguito della deriva verticistica che ha portato ad accantonare le regole e i principi fondanti del M5S, con conseguente sospensione della democrazia interna”. L'iniziativa giudiziaria-democratica parte da Napoli e vede come promotori alcuni attivisti storici - che si sono rivolti all'avvocato Lorenzo Borrè, ormai divenuto una sorte di garante in seconda dei diritti della base - ma coinvolge un ben più nutrito numero di attivisti da diverse parti d’Italia. “Facciano quello che vogliono” ha replicato secco l’ex premier. E però non ci voleva di iniziare il Tour della rigenerazione con uno dei soliti vecchi ricorsi.