Débâcle inattesa per il Movimento nella città di Grillo: “Sborsate i soldi del Terzo Valico, no al reddito di cittadinanza”

In segno di protesta, gli operai dei cantieri presenti sugli spalti del Consiglio regionale hanno girato le spalle all’emiciclo durante l’intervento della consigliera M5S Alice Salvatore. La sinistra batte un colpo: “Siamo a fianco degli operai”. Applausi a Toti

I lavori del Terzo Valico bloccati dal governo
I lavori del Terzo Valico bloccati dal governo

“Dateci i soldi del Terzo Valico, no al reddito di cittadinanza, non siamo fannulloni”. Che un giorno o l’altro i leader del M5S sarebbero stati contestati era nelle cose, solo a pochi può piacere l’idea di rimanere a casa con le mani in mano, senza un lavoro. Per difendere il diritto al salario gli operai del Terzo Valico sono scesi in piazza per protestare contro il blocco dei fondi necessari al completamento della linea ferroviaria ad alta velocità Genova-Milano deciso dal ministro Toninelli. “Un pool di esperti ha avuto incarico di valutare alcune opere strategiche, fra cui il Terzo Valico dei Giovi – aveva detto il ministro - con l’obiettivo di predisporre una analisi basata su dati aggiornati e anche di effettuare una ricognizione degli obblighi giuridici contrattuali, sempre tenendo conto del preminente interesse pubblico».  L'analisi è stata affidata al professore Marco Ponti, esperto di economia dei trasporti diventato punto di riferimento per i No Tav e per chi si oppone alla realizzazione di tutte le grandi opere infrastrutturali. Un segnale "negativo" che gli operai hanno colto in pieno.

Alle maestranze questo ennesimo stop non è piaciuto, così hanno deciso di marciare su Genova, acceso fumogeni e scandito slogan contro il titolare del Dicastero dei Trasporti del governo Conte che con una sgradita presa di posizione ha messo in naftalina un miliardo di finanziamenti. La manifestazione di protesta è stata organizzata unitariamente da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. “Non manifestiamo contro nessuno, ma solo per il Terzo valico”, ha spiegato il segretario generale della Fillea Cgil Liguria Fabio Marante, ricordando che nell’incontro del 9 ottobre scorso a Roma “il ministro Toninelli ci ha assicurato che dopo pochi giorni sarebbe arrivato l'esito dell'analisi costi-benefici dell'opera e, di conseguenza, avrebbe deciso il destino dei finanziamenti e quindi dell'opera stessa”. Da qui le proteste.

Una débâcle per la Casaleggio&Grillo: gli scioperanti hanno prima fischiato la consigliera M5S Alice Salvatore, poi applaudito il governatore Giovanni Toti. Inoltre, la destra e la sinistra dopo anni di sconfitte nelle piazze hanno trovato un’intesa sfociata nella formulazione di un ordine del giorno accolto con cori di soddisfazione da tutte le maestranze. Toti ha colto l’occasione per perorare la causa dei lavoratori: “Lo stop ai cantieri del Terzo Valico è un’ipotesi neanche sul terreno. Penso che non ci fosse bisogno di un’analisi costi-benefici sull’opera da parte del Governo, bastava chiedere a qualsiasi operatore del porto di Genova o qualsiasi esponente della società civile”. Ma i 5 Stelle la pensano diversamente. La partita è appena cominciata, ma l’eco degli slogan sta già rimbombando nelle stanze del Movimento. “Vogliamo lavorare, no al reddito di cittadinanza”, hanno gridato i lavoratori in Consiglio regionale. “Vogliamo lavoro e dignità, il reddito di cittadinanza crea solo fannulloni, Toninelli sblocca i fondi”.

Al termine della manifestazione dal parlamentino ligure è stato votato e approvato un ordine del giorno che impegna la giunta Toti a chiedere al Governo “lo sblocco immediato delle le risorse relative al quinto lotto del Terzo Valico e di anticipare il finanziamento già deliberato dal Cipe per il sesto lotto”.  Centrodestra e centrosinistra hanno votato compatti per il sì. Astenuti i Cinque Stelle (un segnale a Toninelli?). “Non vogliamo il reddito di cittadinanza, vogliamo il lavoro. Diteglielo a Beppe Grillo e Toninelli”, hanno urlato gli operai. Toti sull’altare: “La nostra maggioranza è assolutamente compatta e convinta. Non recederà di un centimetro rispetto all’esigenza di finire quel cantiere, di finirlo il più presto possibile”, ha spiegato il presidente della regione Liguria nel corso della seduta del consiglio regionale.  

“Un’impegnativa assurda, ridondante e fuori luogo”, ha sostenuto la portavoce del M5s Alice Salvatore, che ha motivato l’astensione del suo gruppo sull’ordine del giorno: “I fondi del quinto lotto sono già stati sbloccati, come dichiarato sia da Rete ferroviaria italiana sia dal ministro dei Trasporti - ha detto la consigliera - la parte che riguarda l’anticipo al 2018 dei fondi per il sesto lotto è infattibile perchè i fondi per il 2018 non sono illimitati e infiniti. Il Cipe con il governo precedente ha già deciso che quei fondi saranno sbloccati nel 2019”. Inoltre, aggiunge Salvatore, “affermare la strategicità dell’opera va contro la nostra posizione sul Terzo valico, da sempre è che sia un progetto sbagliato, per quanto sia essenziale che si trovi un modo per conferire piu’ velocemente e con maggiore capacità le merci dal porto di Genova verso nord. Esistono progetti molto più efficaci e meno costosi. Dietro al Terzo Valico c’è una serie di speculazioni economiche”.

In segno di protesta, gli operai dei cantieri presenti sugli spalti del Consiglio regionale hanno girato le spalle all’emiciclo durante l’intervento della consigliera Salvatore. La sinistra finalmente batte un colpo. “Siamo a fianco degli operai scesi in piazza per difendere il loro posto di lavoro e il futuro di Genova e della Liguria “, ha detto la parlamentare del Pd Raffaella Paita, “quegli operai che dicono ‘vogliamo il lavoro, non il reddito di cittadinanza’ sono lo specchio di un’Italia che non si arrende alle politiche assistenzialiste e senza prospettive del governo Lega-Cinque Stelle. Il Partito Democratico si fa interprete di quel grido d’allarme, chiedendo all’esecutivo di sbloccare subito i fondi per la prosecuzione dei lavori per il Terzo Valico, un’opera fondamentale per il futuro di Genova, della Liguria e di tutto il Nord Italia, messa a repentaglio dalla vuota retorica di Di Maio e Toninelli”.

I lavoratori attualmente impegnati per la realizzazione dell’infrastruttura sono 2.398, cui vanno aggiunti altri 5 mila per le varie attività dell’indotto, numeri che andranno a raddoppiare quando l’esecuzione entrerà a pieno regime. “Non è solo il destino dei lavoratori a preoccuparci”, ha spiegato ancora Marante: “Quell'opera va terminata perché è il destino della Liguria, del porto e dell'intero Paese a dipendere dal Terzo valico”.