Tajani messo alla sbarra dai Parlamentari europei: "Parole su Mussolini inaccettabili". Le scuse: "Io antifascista"

Il presidente della Camera Ue contestato duramente a Strasburgo per le parole dette a "La Zanzara". Lui: "Mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole"

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TiscaliNews

L'euro-bufera si abbatte sul presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani. Che infatti, dopo le polemiche per le parole sul dittatore italiano Benito Mussolini, pronunciate nel corso di una trasmissione radiofonica, fa dietrofront. "Da convinto anti-fascista mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole, che non intendevano in alcun modo giustificare o banalizzare un regime anti-democratico e totalitario", ha detto colpito dalle pesanti critiche arrivate al suo indirizzo nel corso della plenaria del Parlamento europeo, di cui è presidente. "Sono profondamente dispiaciuto che, malgrado la mia storia personale e politica, qualcuno possa pensare che io sia indulgente col fascismo - ha aggiunto -. Sono sempre stato convintamente antifascista".

Le parole del coordinatore di Forza Italia, pronunciate durante un'intervista nel corso de "La Zanzara" su Radio 24 - con cui sosteneva che Mussolini "ha fatto cose buone" come "i ponti e le bonifiche, fino all'entrata in guerra" -  ha fatto infuriare i colleghi europei di Strasburgo che non hanno mancato di mettere alla sbarra il presidente, tra applausi, molti  fischi e richieste di ritirare le dichiarazioni. Non è mancato chi ne ha chiesto le dimissioni dalla presidenza per "indegnità".

Europarlamentari furiosi

A chiedere la parola alcuni parlamentari, tra cui il leader dei Verdi Philippe Lamberts e dei Liberali Guy Verhofstatd, che hanno invitato Tajani a ritrattare quanto detto su Mussolini. Diversi eurodeputati hanno chiesto di intervenire ma non hanno avuto il tempo di farlo dopo che il presidente di turno dell'assemblea, il tedesco del Ppe Rainer Wieland, ha detto che erano esauriti i tempi per il diritto di parola. Subito dopo sono iniziati i voti ma non finite le polemiche. "Tajani deve dimettersi per la lode a Mussolini", ha chiesto infatti il Gruppo della sinistra Gue/Ngl che "esprime shock e indignazione per le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani". 

"Affermazioni incredibili. Come può un presidente del Parlamento europeo non riconoscere la natura del fascismo? Abbiamo bisogno di chiarimenti rapidi", ha scritto su su Twitter il leader dei Socialisti e democratici (S&D) al Pe Udo Bullmann. "Due ore dopo la lode a Mussolini, Tajani incontra Salvini e Meloni, gli italiani di estrema destra. Dopo Orban è questo il profilo futuro del Ppe?".

Anche l'indignazione dell'Anpi non si fa attendere. "Il presidente Tajani non può fare una affermazione del genere, è un'affermazione che deve essere stigmatizzata: questo argomento è l'anticamera per cancellare il giudizio fondamentale dato dalla storia sul fatto che il Fascismo è stato la rovina dell'Italia, come il nazismo in Europa", ha detto la presidente dell'Associazione die partigiani, Carla Nespolo. "Nel momento in cui UE dice che le radici dell'Europa sono antifasciste non si può pensare che il fascismo sia un incidente di percorso, con l'entrata in guerra, l'assassinio di Matteotti e tanto altro, non sono cose che si possono mettere tra parentesi".

Le parole di Tajani

"Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s'è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro paese, poi le bonifiche. Da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che non abbia realizzato nulla", aveva detto il presidente dell'Europarlamento incalzato dai giornalisti di Radio 24. Parole stigmatizzate da buona parte dell'arco politico italiano, velocemente volate Oltralpe e infine ritrattate dallo stesso presidente dell'Europarlamento.