Taglio dei parlamentari, molti partiti nelle piccole regioni rischiano di non eleggere nessuno. Serve la nuova legge elettorale

Con le attuali circoscrizioni il taglio dei senatori, per esempio, comporterebbe in molte regioni un innalzamento vertiginoso del quorum necessario per arrivare a palazzo madama. Le variazioni alla Camera e al Senato regione per regione. Carlassare: “Serve una legge elettorale in senso proporzionale”

Il parlamento dice si al taglio dei parlamentari (Ansa)
Il parlamento dice si al taglio dei parlamentari (Ansa)
TiscaliNews

Dopo il si definitivo della Camera il taglio dei parlamentari è legge. In pratica si riducono i deputati da 630 a 400, e i senatori da 315 a 200. La riforma è passata con 553 voti a favore, 14 contrari e due astenuti. C’è stata in sostanza la maggioranza assoluta (316) dei componenti l’Assemblea, come richiesto trattandosi di un disegno di legge costituzionale.

Le preoccupazioni

Da molti ambienti si fa notare la positività di una simile decisione del nostro Parlamento, tuttavia esistono anche delle preoccupazioni. La riduzione del numero di deputati e senatori potrebbe avere pesanti ripercussioni, per esempio, per le regioni medio-piccole, come Trentino Alto Adige, Friuli, Liguria, Marche, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Sardegna, che, visto il nostro sistema tripolare, potrebbero finire col non eleggere parlamentari di tutte le opposizioni. E ciò potrebbe determinare forti critiche sotto l’aspetto della democrazia per i territori.

Con le attuali circoscrizioni, in molte regioni, il taglio dei senatori comporterebbe un innalzamento vertiginoso del quorum necessario per arrivare a palazzo madama. Di fatto entrerebbero al Senato pochissimi partiti.

Le regioni a rischio

La variazione percentuale del taglio degli eletti è simile ma non uguale per tutte le regioni e naturalmente non tocca la piccolissima Val D'Aosta che avendo già oggi un solo parlamentare non potrebbe scendere a zero. L'altra regione piccola però, il Molise, ne perderà invece uno su tre. Ma sono molte le regioni a rischio.

A questo proposito ha fatto una scheda esaustiva l’Ansa. Ecco un confronto del numero dei parlamentari attualmente eletti in ciascuna circoscrizione e quelli che verranno eletti con la riforma.

CAMERA (numero attuale, numero futuro, variazione percentuale):

Piemonte 1: 23, 15, -34,8%. Piemonte 2: 22, 14, -36,4%.

Lombardia 1: 40, 25, -37,5%. Lombardia 2: 22, 14, -36,4%. Lombardia 3: 23, 14, -39,1%. Lombardia 4: 17, 11, -35,3%.

Veneto 1: 20, 13, -35,0%. Veneto 2: 30, 19, -36,7%

Friuli Venezia Giulia: 13, 8, -38,5%

Liguria: 16, 10, -37,5%

Emilia-Romagna: 45, 29, -35,6%

Toscana: 38, 24, -36,8%

Umbria: 9, 6, -33,3%

Marche: 16, 10, -37,5%

Lazio 1: 38, 24, -36,8%. Lazio 2: 20, 12, -40,0%

Abruzzo: 14, 9, -35,7%

Molise: 3, 2, -33,3%

Campania 1: 32, 20, -37,5%. Campania 2: 28, 18, -35,7%

Puglia: 42, 27, -35,7%

Basilicata: 6, 4, -33,3%

Calabria: 20, 13, -35,0%

Sicilia 1: 25, 15, -40,0%. Sicilia 2: 27, 17, -37,0%

Sardegna: 17, 11, -35,3%

Valle d'Aosta: 1, 1, 0,0%

Trentino-Alto Adige: 11, 7, -36,4%

Estero: 12, 8, -33,3%

Italia: 630, 400, -36,5%

 

SENATO (numero.attuale, numero futuro, var%)

Piemonte: 22 14 -36,4%

Valle d'Aosta: 1, 1, 0,0%

Lombardia: 49, 31, -36,7%

Trentino-Alto Adige: 7, 3+3, -14,3%

Veneto: 24, 16, -33,3%

Friuli Venezia Giulia: 7, 4, -42,9%

Liguria: 8, 5, -37,5%

Emilia-Romagna: 22, 14, -36,4%

Toscana: 18, 12, -33,3%

Umbria: 7, 3, -57,1%

Marche: 8, 5, -37,5%

Lazio: 28, 18, -35,7%

Abruzzo: 7, 4, -42,9%

Molise: 2, 2, -0,0%

Campania: 29, 18, -37,9%

Puglia: 20, 13, -35,0%

Basilicata: 7, 3, -57,1%

Calabria: 10, 6, -40,0%

Sicilia: 25, 16, -36,0%

Sardegna: 8, 5, -37,5%

Estero: 6, 4, -33,3%

Italia: 315, 200, -36,5%.

Allarme in Sardegna

Tra le regioni in allarme c’è anche la Sardegna. Alle prossime elezioni politiche di parlamentari potrà eleggerne solo 16, nove in meno rispetto agli attuali. Per effetto del dl costituzionale approvato in via definitiva a Montecitorio, alla Camera da 17 seggi l'Isola scende a 11, con una riduzione del 35,3%. In Senato, invece, si passerà da 8 a 5 (-37,5%). Per il numero di abitanti, la Sardegna è una delle Regioni più penalizzate dalla scure. A Palazzo Madama, spiega il senatore Giuseppe Luigi Cucca (Italia Viva), "l'opposizione, qualsiasi essa sia, non eleggerà rappresentanti". L'auspicio, per i parlamentari sardi, è che la nuova legge elettorale nazionale possa compensare in qualche modo questi svantaggi.

Ok della Camera al taglio dei parlamentari (Ansa)

e in Friuli

Ma un grido d’allarme si leva anche dal Friuli. "Io ho un problema in più, un problema territoriale rispetto ad altri colleghi – sostiene Debora Serracchiani del Pd  - penso alle minoranze slovene in Friuli Venezia Giulia. Il sì al taglio lo abbiamo messo nell'accordo politico per far nascere questo governo, abbiamo dovuto fare compromessi ma abbiamo ottenuto qualcosa di diverso rispetto a quando votammo no (al taglio ) le volte precedenti. Nel documento di maggioranza che sarà presentato domattina ci saranno tutti gli aspetti sui correttivi necessari perché in alcune regioni rischia di ridurre in modo molto forte la rappresentanza. Quindi è chiaro che se fai il taglio devi rivedere circoscrizioni elettorali, legge elettorale e altre cose. Questo documento rimetterà in ordine tutto. L'impegno è di portare il tutto in commissione e aula entro fine dell'anno".

Le Acli: "Serve un dibattito serio" 

Insomma il taglio dei parlamentari, secondo alcuni, “sminuisce l'importanza del Parlamento e rischia di compromettere la rappresentatività degli elettori", come spiega Roberto Rossini, Presidente nazionale delle Acli. "Non si capisce con quale logica venga fatto questo taglio , che va a incidere direttamente sulla relazione tra i cittadini e le istituzioni: significherà infatti che ogni territorio sarà rappresentato, nella sua molteplicità, da singoli individui che perderanno il contatto con la comunità locale e diventeranno sempre più politici per mestiere. È necessario aprire un dibattito serio per capire verso quale modello di democrazia andiamo e come salvaguardare la relazione tra i cittadini e le istituzioni", conclude in una nota.

Il Codacons: per un risparmio di 1,35 euro a cittadino

Una riforma quindi, stando ai critici del provvedimento, che crea problemi di rappresentanza per i territori e assicura un risparmio di appena 3,12 euro a famiglia, ossia 1,35 euro a cittadino, come evidenzia il Codacons. Verificando il bilancio della Camera per il biennio 2018-2020 emerge come il costo di ciascun Deputato, tra indennità e rimborsi vari, sia pari a 230mila euro; analogamente, in base al bilancio del Senato, ciascun Senatore costa allo Stato 249.600 euro annui. Se quindi il numero di Deputati fosse ridotto da 630 a 400, e quello dei Senatori da 315 a 200, il risparmio complessivo per le casse statali sarebbe pari a 81,6 milioni di euro (52,9 milioni di euro alla Camera, 28,7 milioni al Senato). "Ciò significa che ogni singola famiglia italiana non dovrebbe contribuire alle spese della politica per un importo pari ad appena 3,12 euro annui, ossia 1,35 euro a cittadino - afferma il presidente Carlo Rienzi - Un importo del tutto irrilevante per i bilanci degli italiani, che subiscono un danno - quello sì evidente - dagli sprechi che si annidano nelle spese folli degli enti locali come Regioni, Province e Comuni".

Insomma col taglio dei parlamentari si rischia di avere parecchi problemi senza alcuni indispensabili correttivi e, secondo tanti costituzionalisti, il solo vero “correttivo” capace di fornire una soluzione è una nuova legge elettorale.

Lorenza Carlassare, giurista, costituzionalista e accademica italiana, professoressa emerita di diritto costituzionale, subordina – per esempio – il suo giudizio favorevole “al fatto che veramente si faccia una riforma elettorale in senso proporzionale”.

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