Taccuino Quirinale, le funzioni del Capo dello Stato

Taccuino Quirinale, le funzioni del Capo dello Stato
di Askanews

Roma, 1 dic. (askanews) - La Costituzione affida al Capo dello Stato la rappresentanza dell'unità del Paese e lo pone al vertice dei tre poteri dello Stato: legislativo, esecutivo e giurisdizionale. Sono espressamente previste una ventina di funzioni presidenziali: sciogliere le Camere (o una di esse), sciogliere i consigli regionali, nominare il premier e su sua proposta i ministri, promulgare le leggi, dichiarare lo stato di guerra deliberato dalle Camere, accreditare e ricevere i diplomatici, ratificare i trattati internazionali previa autorizzazione delle Camere; nominare fino a 5 senatori a vita, inviare messaggi alle Camere, convocarle in via straordinaria, indire le elezioni e fissare la prima riunione delle nuove Camere, autorizzare la presentazione in Parlamento dei disegni di legge governativi, rinviare alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate e chiederne una nuova deliberazione (potere non più esercitabile se le Camere approvano nuovamente), emanare i decreti legge e i decreti legislativi adottati dal governo, indire i referendum e dichiarare l' eventuale abrogazione delle norme, accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni, nominare alcuni funzionari statali di alto grado, presiedere il Consiglio supremo di difesa e detenere il comando delle Forze armate, presiedere il Consiglio superiore della Magistratura, nominare un terzo dei componenti della Corte costituzionale, concedere la grazia e commutare le pene, conferire le onorificenze della Repubblica.Da questa somma di funzioni deriva il ruolo di "garante della Costituzione" e di "stimolatore" della vita istituzionale: se il Parlamento non riesce a formare una maggioranza e un governo, il Capo dello Stato puo' scioglierlo e mandarci al voto; se i partiti non riescono a concordare un premier, puo' nominarne uno di sua fiducia e inviarlo alle Camere a cercare la fiducia. Interviene nel processo legislativo autorizzando i disegni di legge del governo, chiedendo (ma solo una volta) modifiche alle leggi gia' approvate e infine promulgandole; nomina 5 senatori a vita e 5 giudici costituzionali; presiede il CSM e il Consiglio supremo di Difesa e puo' "correggere" le decisioni della magistratura concedendo la grazia e commutando le pene. Una funzione di stimolo e correzione, che pero' non comporta un ruolo di decisione e indirizzo politico diretto: per questo il Capo dello Stato e' "irresponsabile" politicamente e i suoi atti devono essere controfirmati dal premier o da un ministro che se ne assume la responsabilita'. E' questo che fa del nostro un sistema parlamentare e non presidenziale, anche se alcuni costituzionalisti sostengono che in caso di debolezza dei partiti e dunque del Parlamento, il Capo dello Stato puo' esercitare un "quasi presidenzialismo".Nelle ultime settimane si sono fatti portavoce di questa tesi alcuni politici, a cominciare dal leghista Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, secondo cui bisognerebbe eleggere al Quirinale il premier Draghi, da dove potrebbe continuare a "guidare il convoglio Italia" in una specie di semipresidenzialismo di fatto. Alcuni commentatori si sono affrettati a sostenere che non sarebbe un gran novità, visto che da 25 anni, almeno dalla presidenza Scalfaro, avremmo un semipresidenzialismo di fatto. Ma non e' proprio cosi. Gli ultimi Capi dello Stato hanno obbiettivamente esteso la "fisarmonica" delle loro funzioni, ma sono rimasti nell'ambito della Costituzione, sia quando hanno nominato premier (Ciampi, Monti e Draghi) che non avevano una maggioranza parlamentare precostituita (ma poi l'hanno trovata amplissima in Parlamento); sia quando hanno chiesto al premier di sostituire candidati ministri che spettava loro nominare (Scalfaro con Previti, Napolitano con Gratteri, Mattarella con Savona); sia quando hanno chiesto modifiche anche estese a leggi che loro avrebbero dovuto promulgare.Nel regime semipresidenziale c'è parecchio di più: il Presidente (eletto dal popolo) può revocare, oltre che nominare il premier (Macron ha sostituito in cinque minuti Philippe con Castex) e su sua proposta i ministri; dirige operativamente la politica estera e di difesa (infatti al G7, G20 e ai Vertici europei ci va Macron, non Castex, mentre da noi non ci andrebbe Draghi ma il futuro premier; il recente Trattato del Quirinale con la Francia l'ha firmato Draghi con Macron, non Mattarella); in caso di emergenza può assumere i pieni poteri e legiferare per decreto e può anche decidere i referendum. Tutte cose che la nostra Costituzione non consente al Capo dello Stato. E non consentirebbe neppure a Draghi se traslocasse al Quirinale.