Taccuino Quirinale, A.A.A. "King maker" cercasi

Taccuino Quirinale, A.A.A. 'King maker' cercasi
di Askanews

Roma, 3 dic. (askanews) - Quando le elezioni per il Quirinale sono state condivise e poco laceranti (con Cossiga, Ciampi e anche con Mattarella) c'è sempre stato un "King maker", un regista forte che e' riuscito a individuare un nome e a far convergere su quel nome un'ampia maggioranza: De Mita per Cossiga, Veltroni e D'Alema per Ciampi, Renzi per Mattarella. Oggi purtroppo non si vede all'orizzonte nessun King (o Queen) maker. Nessun leader politico sembra avere la forza per coagulare una maggioranza ed evitare la frammentazione e il caos. Centrosinistra e centrodestra dispongono sulla carta di circa 450 voti ciascuno e gliene mancherebbero una cinquantina per arrivare alla maggioranza di 505 voti dalla quarta votazione. Poi c'è il gruppo e del Misto con circa 110 voti con i gruppi centristi, a cominciare da Italia Viva di Renzi (43 voti) che vorrebbero giocare in proprio.In teoria, il ruolo di "King maker" spetterebbe al leader della maggioranza relativa dei 1009 grandi elettori, cioè Giuseppe Conte, leader del M5S che ne conta 233. Ma Conte pare in difficolta' anche a indicare un nome che metta d'accordo i suoi, figuriamoci gli altri. Ci sta provando Letta, leader del Pd che secondo i sondaggi sarebbe oggi il primo partito. Consapevole della generale debolezza, Letta ha proposto un "tavolo dei leader" per concordare un percorso ordinato sulla Legge di Bilancio e poi cominciare a discutere di Quirinale, ma sinora non ha avuto fortuna, tanto e' vero che Draghi sulla legge di bilancio ha deciso di incontrare separatamente i capigruppo e i ministri capidelegazione (ma non i leader). Nei giorni scorsi Letta ha ammonito che se il Capo dello Stato fosse eletto da una maggioranza diversa o piu' ridotta di quella che sostiene il governo, ci sarebbe il forte rischio di una crisi. E' un avvertimento al centrodestra "di governo", cioè Lega e Forza Italia che, se avessero la tentazione di eleggere il Capo dello Stato con la Meloni, Italia Viva e voti sparsi tagliando fuori il centrosinistra, Draghi potrebbe cadere e si andrebbe difilato alle elezioni anticipate. Il centrodestra e' bloccato sull'autocandidatura di Berlusconi, su cui Letta e Conte hanno gia' detto no, mentre Meloni chiede a Salvini e Berlusconi di concordare subito un "piano B" e magari anche C per tenere unito il centrodestra se Berlusconi non dovesse farcela.Qualcuno guarda a Palazzo Chigi, sperando che possa essere Draghi il "King maker", magari di se stesso: un auspicio piuttosto spericolato. Un appello ai leader della maggioranza affinche' si parlino prima che il gioco del Quirinale sfugga di mano e' arrivato ieri da Calenda. "Se non prendiamo in mano la situazione - ha detto il leader di Azione - la abbandoneremo ai tatticismi, alle giravolte, alle mosse del cavallo, ai gruppi misti del Parlamento e non possiamo permettercelo: il mio è un appello ai leader politici della maggioranza affinchè si faccia un incontro prima possibile per affrontare in modo serio il problema. La situazione rischia di sfuggirci di mano".