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[Il punto] La Manovra è una stangata e spunta un taglio alla scuola che colpisce i più deboli

In tre anni le tasse aumenteranno di almeno 13 miliardi. E sulla testa degli italiani ballano anche 52 miliardi di possibili aumenti Iva. Non mancano neanche i tagli alla sanità e alla scuola. Il più odioso quello al sostegno scolastico ovvero agli alunni con difficoltà

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[Il punto] La Manovra è una stangata e spunta un taglio alla scuola che colpisce i più deboli

La retromarcia del governo gialloverde, che alla fine si è piegato all’Europa per non far scattare la procedura di infrazione, costerà cara agli italiani. Con la Manovra del popolo arriverà infatti l’ennesima stangata. Ormai non ci sono più dubbi. E non poteva andare diversamente dato che Bruxelles ha di fatto imposto di non finanziare le misure simbolo dell’esecutivo (reddito di cittadinanza e pensioni a quota 100) facendo esplodere il deficit. L’unica possibilità per far quadrare i conti era quella di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. E così è stato.

Il costo dello scontro inutile con l'Europa 

Il primo salasso sugli italiani di cui bisogna tenere nota è il costo miliardario dello scontro con Bruxelles. Spese inutili dato che poi Roma ha ceduto. Costo sotto forma di crolli del mercato azionario e di quello dei titoli di Stato con lo spread schizzato ben oltre 300 punti, prima di tornare verso quota 250 punti (100 punti sopra i livelli pre formazione del governo gialloverde). Spread che non è un semplice dato statistico ma la misura di quanto deve pagare lo Stato per rifinanziare il debito pubblico. Secondo alcuni economisti il costo complessivo dell’inutile guerra all’Europa potrebbe aggirarsi sui 10 miliardi di euro.

L'aumento della pressione fiscale nei prossimi tre anni 

Ma, come detto prima, la novità delle ultime settimane è che alla fine le tasse aumenteranno e anche molto. A dirlo non sono le opposizioni ma l’Ufficio parlamentare di Bilancio. Senza tener conto della clausole di salvaguardia (di cui parleremo dopo) la pressione fiscale passerà dal 42% del 2018, al 42,4% nel 2019, al 42,8% nel 2020 e al 42,5% nel 2021. Secondo uno studio dei dottori commercialisti il costo complessivo netto sarà di 13 miliardi di euro in tre anni. Il dolore maggiore per i cittadini arriverà dal via libera all’aumento delle tasse locali che sono congelate da tre anni. Dal 1 gennaio del 2019 Comuni e Regioni potranno aumentare liberamente le addizionali Irpef in busta paga e l’Imu.

L'incubo del maxi aumento dell'Iva 

E i 13 miliardi di aumenti di tasse stimati dai commercialisti potrebbero essere solo l’antipasto dato che nel triennio 2019-2021 danzano sopra la testa degli italiani ben 52 miliardi di aumento Iva. Clausole di salvaguardia che il governo gialloverde ha aumentato per ottenere il via libera di Bruxelles. A tutto questo bisogna poi aggiungere un quasi certo aumento dei costi per i servizi finanziari, dato che Lega e M5s hanno stangato il settore bancario e assicurativo con tagli alle agevolazioni per ben 4 miliardi di euro.

Tagli alla sanità e alla scuola 

E come in ogni manovra lacrime e sangue che si rispetti (perché questo alla fine è diventata la Manovra del Popolo) non mancano i tagli dolorosi ai servizi più cari per i cittadini: sanità e scuola. Il Fondo sanitario subirà una sforbiciata di 2 miliardi, la scuola di 4 nel triennio. Ad essere penalizzato in particolar modo sarà il sostegno agli alunni con difficoltà, ovvero la parte più fragile e bisognosa. Una misura incomprensibile, quanto l’aumento dell’Ires al mondo del volontariato, che riporta indietro le lancette della civiltà nel nostro Paese.

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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