Vaccini, per Speranza la “terza dose è molto probabile”. Chi dovrà farla e da chi si partirà

“Dobbiamo fidarci della comunità scientifica. Ritengo molto probabile che andremo in quella direzione". Sileri sulla stessa lunghezza d’onda. Ricciardi: "Entro l'autunno terza dose per anziani e fragili"

Il ministro della Salute Speranza (Foto Ansa)
Il ministro della Salute Speranza (Foto Ansa)
TiscaliNews

"Sulla possibile terza dose di vaccino la nostra comunità scientifica, che è in assoluto di prim'ordine, sta facendo le sue valutazioni e presto arriveranno le sue determinazioni ma io ritengo molto probabile che andremo nella direzione di assumerla e con tutta probabilità partiremo dai più anziani e dai più fragili", ha detto a Livorno il ministro della Salute, Roberto Speranza. "Rassicuro tutti fin da ora comunque - ha spiegato il ministro - che non avremo mai più né in Italia né in Europa il problema dell'approvvigionamento delle dosi. E già adesso abbiamo certezze che le dosi ci saranno per tutti".

La parola agli scienziati

"Gli scienziati devono dire - ha aggiunto il ministro - quando, come, a partire da chi. E' evidente che io penso si debba partire dai più fragili, dagli immunodepressi, da quelli che hanno un'età più avanzata, e chi ha una risposta immunitaria più debole. Io penso che dobbiamo come sempre affidarci alla scienza. Con assoluta fiducia nella scienza possiamo continuare questo percorso". Speranza ha lodato l'operato dell'Unione europea per l'approvvigionamento. "Abbiamo comprato i vaccini in 27 Paesi insieme: c'è stata qualche critica perché ci sono stati dei ritardi, ma credo sia stata una scelta giusta e lungimirante. Pensate a una guerra fra Paesi: l'esito sarebbe stato quello di far crescere il prezzo dei vaccini". 

Vaccinazione (Foto Ansa)

Sileri sulla stessa lunghezza d’onda

Sulla stessa lunghezza d’onda il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. "La terza dose" di vaccino anti-covid "sarà necessaria perché gli studi dimostrano che cala l'immunità vaccinale e i primi a cui scende sono gli immunodepressi – afferma  a Radio Anch'io su Rai Radio1 - Quindi si partirà da loro. Ma questo non significa che la terza dose occorre farla a tutti ad ottobre, l'autunno sarà un punto di partenza per i richiami degli immunodepressi o perché sono passati 10 mesi".

Il sottosegretario Sileri (Foto Ansa)

"Abbiamo quasi 4 milioni di persone sopra i 50 anni non vaccinate. Arriverà un'altra ondata - ". ha dichiarato durante la trasmissione Agorà Estate, su Rai Tre - In autunno è verosimile una recrudescenza, prevalentemente tra non vaccinati, e se resteranno questi i numeri è possibile che dovremo vedere nei prossimi mesi ancora la morte di altre migliaia di persone, forse anche 30.000, considerando i non vaccinati sopra i 50 anni". "Per la vaccinazione c'è stato un rallentamento che è anche comprensibile durante le vacanze, ma ora è l'ultima chiamata. Bisogna vaccinare per proteggere la popolazione", ha sottolineato, perché "oltre al Covid "c'è anche il non Covid. Stiamo accumulando prestazioni sanitarie da fare per altre patologie anche benigne ma che se non curate nel tempo portano a seri danni". E "il Green pass - conclude Sileri - è un mezzo per proteggere e mettere in sicurezza la popolazione, ma una qualche estensione del suo utilizzo per incrementare le vaccinazioni, secondo me andrà fatta".

Ricciardi, entro l'autunno terza dose per anziani e fragili

"Stiamo osservando che anziani e persone fragili, vaccinati a gennaio e febbraio, stanno esaurendo la loro protezione. Queste persone si trovano nuovamente vulnerabili e vanno riprotette. Dobbiamo partire da loro, dalle persone che sono state vaccinate per prime e più fragili". Così a Buongiorno, su Sky TG24, Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, a proposito della vaccinazione con la terza dose, sottolineando che "entro l'autunno dovrebbe essere in partenza, innanzitutto per queste persone e poi pian piano c'è anche il problema degli operatori sanitari, vaccinati tra gennaio e febbraio". "L'obiettivo strategico - aggiunge Ricciardi - è quello di vaccinare la stragrande maggioranza degli italiani entro l'anno. In questo momento siamo al 71%, dobbiamo superare la quota dell'80%, che è l'obiettivo minimale per garantire un po' di sicurezza al Paese, ma quello ottimale sarebbe al 90%. Dobbiamo quindi attuare tutti gli strumenti persuasivi, dobbiamo venire incontro a tutti coloro che ancora non hanno una vaccinazione, per esempio rafforzando la capacità dei medici di medicina generale di raggiungere i propri pazienti che magari sono in zone disagiate o hanno paura della vaccinazione e devono essere convinti uno ad uno. Soltanto così potremo evitare migliaia di morti".

L'obbligo del vaccino

E sull'obbligo del vaccino: "Non sono contrario all'obbligo vaccinale, ma è una scelta politica". "Il nostro sistema sanitario - aggiunge - è stato in grado di reggere quando erano 60 milioni le persone vulnerabili, è in grado di gestire i 18 milioni di oggi. È chiaro che lo Stato si dovrebbe porre il problema anche per coloro che hanno paura di vaccinarsi e incoraggiarli fortemente, come sta facendo con il green pass, oppure introducendo l'obbligo, ma questa è una scelta politica". In generale, senza vaccino, mette in evidenza Ricciardi, con la variante Delta "coloro che non sono vaccinati hanno una probabilità quasi certa di essere infettati e purtroppo, come ci dice uno studio pubblicato l'altro ieri dagli inglesi, raddoppia la possibilità di morire".