[L'analisi] Attacca il nuovo governo italiano, ma chi è Soros? Quando speculò sulla lira guadagnando un miliardo di dollari in un giorno

Nel '92 il finanziere di origine ungherese divenuto statunitense contribuì a causare al nostro Paese una perdita valutaria di 48 miliardi di dollari. Da allora in Italia c'è l'Imu. Ora finanzia partiti e Ong e fa beneficenza. Il botta e risposta con Salvini . Le teorie complottiste e la sua posizione europeista

George Soros
George Soros
di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. Dessì

Il finanziere e speculatore internazionale George Soros attacca frontalmente il nuovo governo italiano del professor Giuseppe Conte, e in particolare il ministro degli Interni Matteo Salvini, descrivendoli come “nemici interni dell’Europa”. A proposito del leader del Carroccio, quello che viene considerato uno degli uomini più ricchi del mondo, vicino alla “mitica” famiglia Rothschild, ha parole di fuoco, alludendo a pericolose possibili intese con Vladimir Putin, capaci evidentemente ai suoi occhi di minare taluni equilibri europei e internazionali. Ma chi è Soros? Vale la pena di ricordarlo per comprendere meglio perché sia associato talvolta a ricordi poco entusiasmanti in alcuni stati del Vecchio Continente, tra cui l’Italia.

Il Paperone nato a Budapest

George Soros, 87 anni, il cui vero nome è Gyorgy Schwartz, è nato a Budapest, in Ungheria, da una famiglia ebraica ed è divenuto poi statunitense. Nella lista dei 30 uomini più ricchi del Pianeta, ha accumulato il suo patrimonio  attraverso abili speculazioni finanziarie e un freddo pragmatismo. Si è distinto negli ultimi anni per aver finanziato iniziative politiche dell’ala liberista del partito democratico Usa. Da ultimo avrebbe sponsorizzato per esempio Hillary Clinton, ed ora sarebbe contrario alle politiche di Trump. Ha inoltre sostenuto ultimamente la cooperazione internazionale e l’accoglienza dei rifugiati. Cosa che ha destato, in Europa e oltre, le diffidenze di molti ambienti poco inclini a credere alla vocazione puramente altruistica di chi si muove in certi ambiti di stampo finanziario.

Al Festival di Trento

Alla tredicesima edizione del Festival dell’economia di Trento Soros si è detto europeista convinto e non ha nascosto la preoccupazione per le possibili intese dell’esecutivo giallo-verde con Vladimir Putin. In particolare per quanto concerne la previsione di cancellare le sanzioni contro la Russia mai nascosta dal governo M5S-Lega. “Non so se Matteo Salvini ha ricevuto finanziamenti da Mosca – ha detto senza mezzi termini – ma credo che gli italiani dovrebbero sapere se è a libro paga di Putin”.

Di Maio, Conte e Salvini

Un’allusione pesante cui Salvini ha risposto con altrettanta schiettezza.  “Mai ricevuto una lira, un euro, un rublo dalla Russia. Ritengo Putin uno degli uomini di Stato migliori e mi vergogno del fatto che in Italia venga invitato a parlare uno speculatore senza scrupoli come il signor Soros”.

Ma perché il magnate americano, che ha partecipato a un dibattito sulla crisi dell’Unione Europea, avvertendo che “Putin non vuole distruggere l’Europa in quanto ne ha bisogno per accordi commerciali ma la vuole dominare”, viene tacciato dal nuovo ministro degli Interni italiani di essere uno “speculatore senza scrupoli”?

Le operazioni del '92 contro sterlina e lira

I fatti cui Salvini si riferisce sono probabilmente, e in particolare, quelli che portarono Soros alla ribalta finanziaria nel 1992 per aver messo nei guai la Banca d’Inghilterra. In quell’occasione il Paperone ungherese-americano vendette sterline allo scoperto (vendita effettuata nei confronti di uno o più soggetti terzi, di titoli non direttamente posseduti dal venditore) per un equivalente di circa 10 miliardi di dollari statunitensi.

Ma quell’anno ha un significato enorme anche per l’Italia. Il 16 settembre ‘92, infatti, la medesima operazione speculativa fu fatta contro la Banca d’Italia. Col suo fondo Quantum, Soros fu protagonista di un attacco speculativo che portò al nostro Paese una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari. Una volta compreso che la valuta italiana era senza protezioni, il finanziere la piazzò al ribasso (allo scoperto o short selling), lucrando dalla differenza di prezzo dopo una compravendita massiccia che contribuì a spingerne le quotazioni sempre più in giù. In quel solo giorno fatidico Soros – come ricordano le cronache - guadagnò circa un miliardo di dollari.

Matteo Salvini

La manovra monstre

Il finanziere affondò il colpo acquistando dollari contro lire. La nostra Banca nazionale fu costretta a vendere valuta straniera di riserva per sostenere il cambio fisso pattuito con lo Sme (il Sistema Monetario Europeo). Il colpo speculativo fu devastante per l’Italia. La lira, moneta allora vigente, subì una perdita del 30 per cento del suo valore. Uscì di conseguenza dallo Sme e per potervi rientrare fu fatta una delle più pesanti manovre finanziarie di sempre: una manovra monstre da 93 miliardi di lire. Fu in quell’occasione che venne introdotta l’Ici, la imposta sulla casa, destinata in seguito a permanere, com'è costume italiano, e diventare Imu.

Ovviamente Soros ha sempre sostenuto di aver attuato una legittima operazione finanziaria basata sulla perspicace lettura di quanto stava per accadere in Italia e sulle dichiarazioni della Bundesbank che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Niente di più, insomma, a suo dire, di quanto fanno ordinariamente gli speculatori, semmai sono i parlamenti dei paesi interessati a dover fare leggi capaci di evitare talune conseguenze.

Soros ha lasciato un ricordo amaro anche in Francia, dove ha subito un processo per insider trading ai danni di Société Génerale.

Si definisce un benefattore

Lui, tuttavia, si definisce spesso un benefattore promotore dei diritti umani. Ma dall’altra parte, in certi ambienti, - basta leggere su siti quali altervista.org - lo si dipinge come un “burattinaio che guiderebbe da più di 25 anni una cinquantina di programmi e fondazioni, a vari livelli geografici, per intervenire e condizionare politici in tutto il mondo”. Vero o falso? Le opinioni sono difformi.

A questo proposito sarebbero migliaia – si legge in un intervento pubblicato sul blog de La Stampa il 7 maggio 2017– i files della  OSF (Open Society Foundation) di Soros resi pubblici nel 2016 dopo essere stati piratati da hacker americani. Sarebbero stati riuniti nel sito Soros DCLeaks e conterrebbero “moltissime informazioni che dimostrano l'influenza che cerca di avere il miliardario nel mondo".

Ma non mancano posizioni nettamente contrarie che parlano di “bufale” vere e proprie ai danni del finanziere (vedi per esempio futura.news).

Le tesi sulle Ong

Secondo alcuni basterebbe però dare uno sguardo ai “documenti dell’Open Society Foundation di Soros e delle organizzazioni correlate, come piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività”, per farsi un’idea. Tali documenti farebbero luce su “una delle reti più influenti ed attive nel pianeta”. Il magnate sosterrebbe per esempio – stando al post di M. G. Bruzzone sul blog de La Stampa - una “rete di centinaia di Ong che operano coprendo un enorme spettro di attività e con obiettivi spesso apertamente politici negli Usa e nel mondo...”.

Quando Gentiloni lo incontrò a Palazzo Chigi    

Finora sembrava che il finanziere-filantropo, scaltro ed efficace, avesse sempre avuto buoni rapporti con l’Italia. Quando qualche tempo fa si parlava di Ong e del loro ruolo nel recupero dei migranti nel Mediterraneo il premier Gentiloni lo aveva per esempio ricevuto a Palazzo Chigi. Adesso, col nuovo governo Conte, l’atteggiamento dello speculatore internazionale sembra mutato. In ogni caso l’Italia  è evidentemente sempre sotto la sua osservazione. Anche dopo un quarto di secolo.