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Da Sgarbi a Renzi, Calenda e Santoro: ecco la lunga lista dei non eletti eccellenti

Grande delusione per Italia Viva, in lista unica con Bonino per Stati Uniti d'Europa, e Azione: tutti sotto il quorum del 4%. Niente da fare anche per l'ex sottosegretario di Fdi e per gli ex leghisti Cota e Reguzzoni. Fuori Tarquinio e tutti i candidati pacifisti di Pace Terra Dignità

Antonella A. G. Loidi An. Loi   
Sullo sfondo Bonino e Renzi. Di profilo, Calenda (Ansa)
Sullo sfondo Bonino e Renzi. Di profilo, Calenda (Ansa)

Sono posizionati soprattutto al centro i grandi esclusi di queste elezioni europee. A cominciare da Matteo Renzi che, nonostante la sua promessa - con tanto di firma d'impegno pubblico - di andare in Europa qualora venisse eletto, il quorum non è stato raggiunto. "Niente, è andata male. Purtroppo la lista Stati Uniti d'Europa è rimasta fuori per pochissimo dal Parlamento europeo. Non abbiamo fatto il quorum (4%, ndr) che peccato. Ma non smetteremo di lottare per questa idea di Europa, l'unica nella quale l'Italia può giocare un ruolo da protagonista", è il commento dell'ex premier dopo i primi risultati ottenuti dalla lista Stati Uniti d'Europa (che si è fermata al 3,59%). Arriva la bocciatura quindi anche per Emma Bonino, nella lista insieme al leader di Italia Viva.

Ma Renzi sa di essere in buona compagnia perché, sempre guardando al centro, "sul risultato italiano pesa l'assurda rottura del Terzo Polo: potevamo avere sette parlamentari europei riformisti, insieme. E invece sono zero. Che follia", ha notato infatti facendo riferimento al deludente 3,2% totalizzato da Carlo Calenda, ben lontano dalla soglia di sbarramento.

Escluso dalla competizione anche il pacifista candidato dal Pd, Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire e mal digerito per via delle sue posizioni antiabortiste, candidato nella circoscrizione Centro. 

Tra i trombati si notano anche due ex nomi illustri della Lega, come Roberto Cota, che con il Carroccio è stato presidente della Regione Piemonte, candidato con Forza Italia non ha ottenuto i voti necessari per andare a Strasburgo. Insufficienti le sue 6.828 preferenze di cui 6.531 in Lombardia. Così come è andata male a Marco Reguzzoni ex capogruppo della Lega Nord alla Camera, oggi in Forza Italia e forte dell'endorsment dell'ultim'ora da parte di Umberto Bossi, fortemente critico nei confronti di Matteo Salvini. Non entra nemmeno Claudio Borghi, economista in forza leghista. 

Non ha detto bene nemmeno alla nuova lista Pace Terra Dignità, creata da Michele Santoro e che, oltre al giornalista, vedeva tra i candidati personaggi apertamente schierati contro le guerre e per la giuistizia sociale, tra cui il giornalista 93enne Raniero Luigi La Valle, già deputato dall'87 al 92 con Sinistra Indipendente, la politologa Benedetta Sabene, autrice del saggio Ucraina. Controstoria del conflitto (Malteni) e giornalista per Servizio Pubblico, la scrittrice ed editrice Ginevra Bompiani, il docente gramsciano Gianni Fresu, l'attore Paolo Rossi, il vignettista Vauro Senesi.

Non sono finiti i nomi eccellenti che non siederanno all'Europarlamento. L'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi infatti, candidato al Sud con Fdi, ottiene un risultato deliudente che non lo porterà a Bruxelles, esattamente come Alessandra Mussolini, eurodeputata uscente di Fi dopo essere subentrata al Tajani ministro. Per la nipote del Duce, che si era candidata anche al Sud, non dovrebbe esserci nessuna possibilità. 

Rischiano di essere tagliate fuori anche Caterina Chinnici nonostante le 93.263 preferenze e Renata Polverini, sesta nella sua lista per numero di voti (poco più di 8 mila). Non andrà a Strasburgo neanche Vincenzo Sofo, europarlamentare uscente, che eletto nella Lega era poi passato con Fdi, arrivato solo 13esimo nelle liste del Nord Ovest di Meloni. Bocciatura non da poco, visto che Sofo è il marito di Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen che ha trionfato nelle europee francesi.

Il crollo del M5s non ha trascinato con sé invece il giornalista Gaetano Pedullà, ex direttore ed editore del quotidiano La Notizia, che è risultato il primo degli eletti nel Nord Ovest con più di 15 mila preferenze e dovrebbe avere conquistato il seggio. 

Antonella A. G. Loidi An. Loi   
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