Lo strano caso del senatore Solinas "in missione" in Sardegna. Dove fa il governatore, nonostante l'incompatibilità

Da 100 giorni è alla guida della Regione nonostante la Costituzione lo vieti. E percependo la diaria. I ricorsi al Tar, lo stop della Lega e la possibilità di un tornado sulla giunta sarda

Lo strano caso del senatore Solinas 'in missione' in Sardegna. Dove fa il governatore, nonostante l'incompatibilità

C'è una sola parola per definire la stato delle cose: incompatibilità. Il governatore della Regione Sardegna, Christian Solinas, eletto lo scorso 24 febbraio alla guida di una coalizione a doppia trazione, sardista e leghista, mantiene placidamente i due incarichi, quello da senatore e quello da presidente della giunta regionale da ben 100 giorni. A scrivere nero su bianco che non si può fare - l'investitura è avvenuta lo scorso 20 marzo - è la Costituzione all'articolo 122. E allora, perché il senatore del Partito sardo d'Azione, scelto da Salvini per guidare lo schieramento che ha vinto le scorse regionali, è ancora saldamente seduto sulla poltrona di Palazzo Madama?

Di più: l'esponente sardista che, come è immaginabile, dall'elezione avvenuta a febbraio (ma in realtà dall'annuncio della candidatura a leader della coalizione sardo-leghista, certifica Openpolis) non partecipa alle sedute del Senato - dove è iscritto tra le file del Carroccio -, non risulta assente, bensì "in missione". Tradotto significa che, nonostante sia affaccendato nelle impegnative questioni di una regione a Statuto speciale, continua a prendere l'indennità diaria aggiuntiva dovuta ai senatori assenti giustificati, ovvero "in missione", 3500 euro al mese circa. Insomma, non gli viene neanche decurtato lo stipendio. 

Le lentezze istituzionali poi ci mettono del loro. La legge afferma che se un senatore non lascia di sua spontanea volontà il seggio parlamentare, sarà la Giunta delle elezioni e delle incompatibilità di Palazzo Madama, dietro sollecitazione, a obbligarlo al passo indietro entro trenta giorni. Decorso questo termine senza presentazione formale delle dimissioni, il parlamentare in questione decade dalla carica. Nel caso del presidente della Sardegna, l'organismo non si è ancora attivato. 

Governatore "missionario"

E quindi il senatore-governatore colleziona missioni. La differenza tra la missione e l'assenza passa attraverso un fax con il quale si comunica all'Ufficio di presidenza della Camera di appartenenza il motivo della mancata partecipazione ai lavori dell'Aula. Il tutto percependo lo stipendio pieno, ovviamente. A ben vedere, racconta Openpolis che monitora l'operato dei parlamentari, il senatore "missionario" è stato presente alle sedute importanti per il governo gialloverde: l'autorizzazione a procedere verso Salvini, la mozione di sfiducia contro Toninelli e il voto sul Def. 

I ricorsi al Tar che fanno tremare la Lega

Il governatore ha dichiarato diverse volte di essere in procinto di dimettersi, ma non facendo mai seguire le parole ai fatti. L'ultima affermazione in tal senso è avvenuta due giorni fa. Stando a quanto scrivono diversi organi di stampa, sulle dimissioni, Solinas sarebbe stato "stoppato" dalla Lega nell'attesa di capire quale sia l'esito dei 14 ricorsi al Tar presentati dopo le elezioni regionali. Che, a ben vedere, potrebbero far decadere tutti gli eletti del Carroccio (otto consiglieri) e quelli di altre liste. Il Tribunale amministrativo regionale dovrebbe riunirsi il 12 in prima seduta e quindi il 26 giugno.

Un tornado che potrebbe abbattersi sulla giunta sarda, di cui il gruppo leghista è quello di maggioranza, e arrivare velocemente a elezioni anticipate. L'oggetto del contendere sono le firme delle liste non raccolte grazie all'escamotage dell'"adesione tecnica" di alcuni consiglieri della scorsa legislatura che, permettendo ai partiti in questione di non raccoglierle, avrebbero favorito "un'evidente alterazione delle elezioni".