Soldi per votare e tangenti per pagare il matrimonio, povero Sud

Il caso delle monetine nelle primarie del Pd e il sindaco di Forza Italia arrestato a Maddaloni

Soldi per votare e tangenti per pagare il matrimonio, povero Sud

I soldi in Campania. Soldi e politica: tanti soldi o pochi soldi, ma sempre soldi che scottano. A Napoli è di nuovo caos sulle primarie del Pd, messe a rischio dalle monetine da un euro elargite ai seggi per permettere di votare agli elettori. A Maddaloni - invece - secondo gli inquirenti, molte banconote venivano pagate, da un imprenditore ad un sindaco, pur di mantenere un ricco appalto sui rifiuti.

Cominciamo dalla notizia sulle primarie, che è a suo modo clamorosa. La volta scorsa, ai tempi della sfida tra Cozzolino e Ranieri le primarie vennero annullate per la presenza massiccia dei cinesi nelle code ai seggi elettorali. Chi li aveva portati a votare, e perché? Il sospetto era quello di un voto di clientela, visto che molti di questi cittadini stranieri, interrogati dagli scrutatori, rivelavano di non sapere nemmeno cosa fosse il Pd. Questa volta, invece, le consultazioni sono a rischio perché si è scoperto che un consigliere comunale ha dato ai potenziali elettori gli euro che servivano per il contributo che chiunque voti deve versare. Errore veniale, dice l'interessato, Tonino Borriello, improvvisando una difesa fantasiosa e tragicomica: "Era un atto di cortesia, molti di loro avevano dimenticato il portafoglio, ed era un peccato mandarli via".

Già, una vera disgrazia: peccato che Borriello e i suoi collaboratori dessero, insieme al contributo, anche tutte le indicazioni per votare il nome della candidata che sostenevano, platealmente, davanti a tutti, indicandolo sul fac-simile della scheda. E peccato che adesso l'interessato rivendichi questa sfrontataggine addirittura come una attenuante: "Nulla era fatto di nascosto". Ovviamente la storia degli euro donati ha già scatenato la satira sul web, a partire da questa caustica battuta: "Quindi, dopo il ricomputo dei voti, la differenza tra Bassolino e la Valente si riduce a 455 euro".

La notizia, ironia della sorte, arriva proprio lo stesso giorno in cui la sindaca forzista di Maddaloni, Rosa De Lucia, finisce in carcere con l'accusa - gravissima ma a suo modo surreale - di essersi pagata il viaggio di nozze grazie alle tangenti sui rifiuti. Qualcuno dirà: il gesto di Borriello è una grave scorrettezza, quello della sindaca - se venisse provata - un gravissimo reato: la prima cittadina avrebbe addirittura percepito un salario di diecimila euro al mese per rinnovare un appalto sui rifiuti. Eppure anche le connessioni "umane" in queste due vicende danno un colore teatrale alle storie e le spiegano, come sempre accade in questa regione: Borriello aveva celebrato da presidente di Municipio a San Giovanni a Teduccio Antonio Bassolino e della sua compagna, Annamaria Carloni. È quindi un famiglio che salta la barricata e tradisce gli affetti per opportunità politica e ordini di scuderia.

Un piccolo trasformista di apparato. Mentre la compagna della sindaca (qui il femminile è necessario) sarebbe una assessora della stessa giunta, Cecilia D'Anna, costretta in queste ore dai magistrati agli arresti domiciliari. L'assessora-compagna sarebbe anche moglie, dopo un matrimonio celebrato per ovvi motivi all'estero. Un matrimonio costosissimo, in assenza della legge sulle Unioni civili. L'imprenditore - secondo l'accusa - avrebbe contribuito alle luminarie natalizie, e persino a una manifestazione contro la violenza sulle donne.

C'è un filo, oltre alla coincidenza temporale, che unisce queste due diversissime storie, ed è molto importante: l'idea della scorrettezza "a fin di bene". E invece non si può cambiare la politica se non si cambiano le regole della politica. Non si possono combattere le tangenti se non si cambia la mentalità che le produce. Non si può cambiare il Sud se non si parte dall'idea che la logica del consenso politico non può continuare ad essere quella delle truppe cammellate, delle scarpe spaiate di lauriana memoria. L'idea che la tangente possa servire sia per pagare una spesa privata, un matrimonio che si celebra all'estero, o una manifestazione di valore etico, sui diritti civili, rende chiarissimo che per la sindaca il confine tra giusto e sbagliato, tra pubblico e privato non esisteva più.

Anche la tangente veniva bonificata in una sorta di eterogenesi dei fini, dove tutto era perfetto. Quanto alle monetine del consigliere Borriello, provocano una grande pena. Più grave ancora di averle date, nelle parole del Iorio dopo, è arrampicarsi sugli specchi nel tentativo maldestro di giustificare il gesto Se Borriello avesse taciuto si poteva non punirlo, adesso che le rivendica diventa impossibile non sanzionarlo. Anche perché - monetine o banconote - liberarsi dalla schiavitù del denaro, al Sud, è la vera e unica priorità della politica.