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Gli onorevoli tornano al lavoro dopo un mese di vacanza e la seduta dura pochi minuti

Camera e Senato ancore semivuote dopo lo stop di agosto ma deputati e senatori avevano lavorato 5 minuti prima di Ferragosto

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Gli onorevoli tornano al lavoro dopo un mese di vacanza e la seduta dura pochi minuti
Camera ancora vuota (Ansa)

La Camera dei deputati aveva mandato in ferie i suoi membri venerdì 4 agosto, quando il vicepresidente azzurro Giorgio Mulè aveva dato appuntamento a tutti per la seduta di ieri alle 15.

Poi, era arrivata la consueta “seduta di Ferragosto”, convocata l’11 agosto per annunciare la presentazione di un decreto legge a norma della Costituzione, un classico di ogni estate. Poi, certo, ci sono stati anni, come quelli della presidenza di Laura Boldrini in cui questa tradizionale seduta – un classico, come i gavettoni sulla spiaggia – è stata pubblicizzata come un evento: “I deputati lavorano anche a Ferragosto”. Poi, per carità, il concetto era sempre lo stesso e l’attuale presidente della Camera Lorenzo Fontana ha scelto il low profile e non ha strombazzato la convocazione agostana.

Insomma, l’11 agosto c’è stata sì una seduta che ha interrotto le ferie dei deputati, presieduta dal vicepresidente di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, con segretario di turno Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. La campanella di inizio è suonata alle 9,30 e alle 9,35 Rampelli ha mandato tutti a casa, con cinque minuti netti fra l’annuncio “la seduta è aperta”, alle 9,30 per l’appunto, e la notazione “la seduta termina alle 9,35”.

Ovviamente, trattandosi di una seduta in cui veniva dato semplicemente un annuncio, i presenti nell’aula di Montecitorio si contavano sulle dita di una mano. Insomma, ieri era il vero primo giorno di scuola per i deputati dopo le vacanze estive.

Ma, come in una proprietà transitiva della velocità delle sedute e della partecipazione non oceanica, per usare un eufemismo, il risultato è cambiato poco.

E così ieri alle 15 il vicepresidente pentastellato di Montecitorio Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente, ha aperto la 156esima seduta pubblica della diciannovesima legislatura repubblicana,

Ma il problema è che, nonostante un mese abbondante di vacanze, anche ieri l’aula della Camera dei deputati – complice il fatto che non fossero previste votazioni – non era sold out. E la seduta stavolta è durata dalle 15 alle 15,40, quaranta minuti netti.

E, un po’ come nelle assemblee scolastiche, si è riusciti a parlare un po’ di tutto: Chiara Braga del Partito Democratico ha ricordato l’incidente sul lavoro a Brandizzo; Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto ugualmente un’informativa urgente del governo sul tema e anche il pentastellato  Luciano Cantone e Enzo Amich di Fratelli d’Italia hanno affrontato il tema dei cinque morti sul lavoro.

Dopo tutto questo si è passati alle discussioni generali sulle ratifiche di trattati internazionali che – sempre per usare un eufemismo – non sono il tema centrale dell’attività parlamentare. E quindi si è parlato dell’accordo sullo spazio aereo comune tra l’Unione Europea e l’Ucraina e dell’accordo sulla protezione degli investimenti tra l’Unione Europea e la Repubblica di Singapore. E infine dell’integrazione a Ginevra dell’accordo dell’Aja sulla registrazione internazionale dei disegni e dei modelli industriali.

Per carità, tutti temi bellissimi e importantissimi, ma smaltiti – persino al netto degli interventi sull’ordine dei lavori – in quaranta minuti in tutto, meno di mezz’ora sull’ordine del giorno specifico.

Ma se la Camera dei deputati non ride, non è che al Senato della Repubblica vada molto meglio.

A Palazzo Madama era toccato al presidente del Senato Ignazio La Russa dare il “rompete le righe” il 3 agosto ed è ancora lo stesso La Russa a riaprire i lavori, senza che qui ci sia stata la “seduta di Ferragosto”..

La campanella di inizio dell’”anno scolastico” dei senatori era fissata per le 16,30, ma anche in questo caso – nonostante più di un mese di sospensione dei lavori – la partecipazione dei senatori non è stata plebiscitaria, anche se molto più alta di quello che si sarebbe potuto prevedere, con tanto di elogi da parte del presidente del Senato (“Voglio sottolineare con piacere che, benché oggi non siano previste votazioni, c'è un'alta presenza di senatori e di questo vi ringrazio”) e la durata della seduta di riapertura non è stata torrenziale. Anche stavolta, in entrambi i casi, per usare un eufemismo.

A La Russa è toccato ricordare il lutto per la scomparsa Nicola Conte, padre dell’ex presidente del Consiglio del governo gialloverde prima e di quello giallorosso poi e attuale capo politico del MoVimento Cinque Stelle, poi è toccato al ricordo di Francesco Alberoni, padre della sociologia in Italia,  a quello dei due agenti della Guardia di Finanza morti durante l’addestramento sulle Alpi Giulie e ai cinque morti di Brandizzo. E infine, in questo minuto di silenzio cumulativo, molto emozionante, La Russa ha ricordato tutte le donne morte per femminicidio in questo mese.

Poi, sempre il presidente del Senato è passato all’annuncio di presentazione dei disegni di legge di conversione di due decreti e anche a Palazzo Madama alle ratifiche di accordi internazionali, evidentemente la passione assoluta di chi compila gli ordini del giorno per le sedute di rientro delle vacanze. Anche, perché, diciamoci la verità, tranne casi eccezionali, le ratifiche non sono un argomento politicamente sensibilissimo.

Totale dal “fischio d’inizio” di La Russa, undici minuti. E quindi, alle 16,41, via con la ratifica dell’accordo fra il governo della Repubblica Italiana e quello del Kosovo sulla cooperazione di polizia. In mezzo, dopo cinque minuti, alle 16,46, il presidente La Russa ha lasciato spazio al suo vicepresidente leghista Gian Marco Centinaio, che ha continuato la discussione della cooperazione fra la polizia del Kosovo e quella italiana.

Un minuto ulteriore ed è toccato a un’altra ratifica, quella dell’accordo di collaborazione in materia radiotelevisiva fra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino, la cui discussione è durata otto minuti netti, anche con l’intervento di Stefania Pucciarelli, ex sottosegretaria leghista alla Difesa e senatrice centaura, a cui piacciono moltissimo i cavalli delle motociclette, come una James Dean di Palazzo Madama.

Altro giro, altra ratifica, dalle 16,55 alle 17,07 per la cooperazione culturale scientifica e tecnologica fra la Repubblica Italiana e il Costa Rica, poi un minuto dopo, alle 17,08, Centinaio ha chiuso la seduta, dando appuntamento a tutti ad oggi, con la novantottesima seduta della diciannovesima legislatura a Palazzo Madama.

Totale dei lavori del Senato della Repubblica, dopo 32 giorni di ferie, 38 minuti. Totale dei lavori della Camera dei deputati, dopo 31 giorni di ferie  - intervallati dai cinque minuti di seduta dell’11 agosto, certo, guai a dimenticarli – 40 minuti.

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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